È probabilmente una questione di giorni l'ufficializzazione della sospensione temporanea della somministrazione del vaccino anti Covid di Johnson&Johnson negli Stati Uniti. È quanto hanno ribadito le autorità sanitarie americane nel corso della conferenza che ha seguito l'annuncio da parte dei DCD (Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie) e dell'FDA di mettere in pausa la distribuzione del siero Janssen dopo che sono stati segnalati sei casi di trombosi in soggetti donne che avevano ricevuto l'inoculazione su oltre 6,8 milioni di dosi distribuite. "Quello che vediamo per i vaccini Johnson&Johnson è simile a quanto osservato con AstraZeneca", hanno aggiunto gli esperti, che hanno anche sottolineato come i problemi con questo tipo di vaccino si manifestino in media 9 giorni dopo la somministrazione.

Lo stop decisione in via precauzionale

Le autorità sanitarie americane hanno specificato che tra i sei casi di trombosi segnalati, ci sarebbero un morto e una persona in condizioni critiche in Usa. Tuttavia, hanno aggiunto, "i casi osservati sono estremamente rari ma la sicurezza del vaccino per il Covid è una priorità per il governo federale", sottolineando che la raccomandazione di una pausa nella somministrazione del Johnson&Johnson è stata decisa in via precauzionale. Nonostante la decisione di CDC e FDA non si ancora stata ufficializzata, New York si è organizzata a tempo di record: già da oggi tutte le persone che si erano prenotate nei centri statali per la dose di J&J sono state raggiunte dall'avviso che la vaccinazione verrà effettuata lo stesso come da programma ma con il Pfizer. Annullati, invece, gli appuntamenti nelle farmacie. Tuttavia, lo stop a J&J non sembra preoccupare la Casa Bianca: "Nelle ultime settimane abbiamo reso disponibili più di 25 milioni di dosi di Pfzier e Moderna a settimana, e questa ne metteremo a disposizione 28 milioni di dosi, il che è più che abbastanza per mantenere l'attuale velocità di 3 milioni di vaccinazioni al giorno e per centrare l'obiettivo di Joe Biden di 200 milioni di dosi nei suoi primi 100 giorni da presidente".

Cosa sappiamo sui casi di trombosi segnalati in Usa

Tutti e sei i casi di trombosi che sono stati segnalati e che hanno portato le autorità sanitarie Usa a decidere per una sospensione temporanea della somministrazione del vaccino J&J si sono verificati in donne di età compresa tra 18 e 48 anni e i sintomi si sono verificati dai 6 ai 13 giorni dopo la vaccinazione, come hanno spiegato la dottoressa Anne Schuchat, vice direttrice principale del CDC, e il dottor Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della FDA. In questi casi, è stato osservato un tipo di coagulo di sangue chiamato trombosi del seno venoso cerebrale in combinazione con bassi livelli di piastrine. "Mercoledì convocheremo una riunione del Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione (ACIP) per esaminare ulteriormente questi casi e valutare il loro potenziale significato – hanno aggiunto -. La FDA esaminerà tali risultati. Fino a quando il processo non sarà completo, raccomandiamo una pausa nell'uso di questo vaccino per un eccesso di cautela". Coloro che hanno ricevuto già la dose di vaccino Covid Johnson&Johnson e che hanno sviluppato forte mal di testa, dolore addominale, dolore alle gambe o mancanza di respiro entro tre settimane dalla vaccinazione devono contattare il proprio medico, secondo la dichiarazione.

Le ripercussioni in Italia e in Europa

Poco dopo la decisione delle autorità americane, Johnson&Johnson ha annunciato di "rinviare la distribuzione" del suo vaccino anti Covid in tutta Europa, Italia inclusa, dove proprio oggi sarebbero dovute arrivare 184mila dosi di questo vaccino. Le dosi rimarranno stoccate nell'hub della Difesa di Pratica di Mare fino a quando non verranno prese ulteriori decisioni su come procedere.