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Conflitto in Ucraina
26 Aprile 2022
07:50

Cos’è la Transnistria, a quale Stato appartiene e perché è sotto attacco

Esplosioni sono state registrate nei giorni scorsi all’interno dell’edificio che ospita il ministero per la Sicurezza statale a Tiraspol in Transnistria, la regione separatista filorussa della Moldavia al confine con l’Ucraina. Ignote le cause e chi avrebbe dato inizio all’attacco ma l’episodio si inserisce a ragione nel conflitto che Mosca sta portando avanti contro Kiev.
A cura di Ida Artiaco
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La mappa della Transnistria, la regione separatista al confine con l'Ucraina.
La mappa della Transnistria, la regione separatista al confine con l’Ucraina.
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Conflitto in Ucraina

Diverse esplosioni ci sono state lo scorso 25 aprile all'interno dell'edificio che ospita il ministero per la Sicurezza statale a Tiraspol. Lo ha confermato il ministero dell'Interno dell'autoproclamato governo della Transnistria, la regione separatista filorussa della Moldavia al confine con l'Ucraina, non riconosciuta dai Paesi membri dell'ONU. In una nota, citata da Interfax, le autorità hanno sottolineato che non ci sono vittime e che "stando alle informazioni preliminari, sono stati sparati colpi con un lanciagranate portatile anticarro" e che sul posto si sono recati artificieri, vigili del fuoco oltre che ambulanze come sembrano confermare alcune foto circolate su Telegram, ma non verificate da fonti indipendenti. Al momento non si sa chi abbia compiuto l'attacco, ma le autorità hanno detto che sul posto è arrivata anche una squadra investigativa. Perché ciò che è successo qui è così importante?

Perchè la Transnistria è sotto attacco

Il perché di questo episodio, dunque, non è ancora noto. "L'obiettivo dell'incidente di oggi è creare pretesti per forzare la situazione di sicurezza nella regione della Transnistria, che non è controllata dalle autorità costituzionali", ha detto il governo locale citato anche dal Financial Times. Ma di certo, c'entra la guerra in Ucraina. Secondo Andrey Safonov, un deputato del Consiglio supremo, citato dall'agenzia russa Tass e ripreso da The Jerusalem Post, quello che è successo "è un tentativo di generare panico e paura". Il motivo è presto detto.

La storia della Transnistria: dove si trova e a quale Stato appartiene

La Transnistria, il cui nome significa "oltre il fiume Dnestr", è infatti sempre stata un'osservata speciale da quando è iniziata la guerra della Russia contro Kiev ed è stata citata tra le possibili aree che Mosca potrebbe attaccare nel caso volesse proseguire l'offensiva e non limitarsi al conflitto che sta già portando avanti. I rapporti tra i due Paesi sono da sempre molto stretti, anche se la Russia, come gli altri Paesi, non ha mai riconosciuto la Repubblica, che si considera indipendente dal 1992 quando, dopo la dissoluzione dell'ex Unione sovietica, ci fu una vera e propria guerra tra truppe separatiste e moldave, che vide anche il coinvolgimento dell’esercito russo a sostegno dei separatisti e di volontari romeni a sostegno dei moldavi.

Già in base all'accordo per la soluzione pacifica del conflitto in Transnistria firmato nel luglio 1992, la Russia aveva inviato 2.400 soldati per garantire la pace nell'area, ma questo contingente è stato ridotto nel corso degli anni, si parla di circa 1500 soldati russi al momento presenti. La Repubblica di Transnistria, che ospita circa mezzo milione di abitanti, da tempo chiede di essere annessa alla Russia che dal canto suo paga una pensione agli anziani e fornisce gas a prezzi calmierati. "La regione separatista persiste come una sfida a una Moldova unificata e sviluppata", ha scritto l'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) nel 2020. "C'è il rischio che coloro che non hanno legami commerciali, familiari o personali dall'altra parte del fiume si sentano sempre più estraniati dai loro concittadini moldavi, alimentando quel tipo di sfiducia e incomprensione che può ulteriormente ostacolare la risoluzione di questo conflitto", ha aggiunto l'agenzia.

Per Vladimir Putin potrebbe rappresentare la sponda occidentale per scatenare un ulteriore attacco e chiudere in una morsa la città ucraina di Odessa.

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