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Guerra in Ucraina

Cos’è la Transnistria e perché è importante per le mire di Putin in Moldavia

Cosa succede in Transnistria, la regione separatista filorussa della Moldavia al confine con l’Ucraina dopo che Putin ha deciso di revocare il decreto sulla sovranità di Chisinau risalente al 2012 e cosa c’entra col conflitto che Mosca sta portando avanti contro Kiev.
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A cura di Ida Artiaco
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La mappa della Transnistria, la regione separatista al confine con l'Ucraina.
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Guerra in Ucraina

La Transnistria è la regione separatista filorussa della Moldavia al confine con l'Ucraina, non riconosciuta dai Paesi membri dell'ONU. È per la Moldavia quello che il Donbass è per l'Ucraina, volendo sintetizzare.

Già nei mesi scorsi, era stata protagonista di un attacco e negli ultimi giorni è tornata sotto i riflettori dopo che Putin ha deciso di revocare il decreto sulla sovranità di Chisinau risalente al 2012: il decreto in questione comprendeva una componente moldava e delineava la politica estera russa di 11 anni fa che prevedeva relazioni più strette anche con Ue e Usa. Alla base della revoca, la necessità secondo Mosca di "garantire gli interessi russi in relazione ai cambiamenti nelle relazioni internazionali".

Non solo. A febbbraio 2024 sempre la Transnistria sarebbe pronta a chiedere l'annessione alla Russia. "Qualsiasi cambio dello status quo sarebbe una violazione del diritto internazionale", ha ribattuto il portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’Ue, Peter Stano, rispondendo alla notizia secondo cui il 28 febbraio 2024 il Congresso della Transnistria potrebbe votare per l'unificazione con la Russia.

Che ruolo potrebbe avere la Transnistria in una eventuale invasione russa della Moldavia

Nella regione “contesa” sono già presenti un migliaio di soldati russi. La presidente moldava Maia Sandu ha confermato di aver ricevuto dall'omologo ucraino Volodymyr Zelensky informazioni sui piani russi di creare una crisi e prendersi la Transnistria.

Nel maggio scorso l’intelligence di Kiev raccontò di un piano per l’invasione della Transnistria. All’epoca alcune esplosioni si verificarono vicino al ministero della Sicurezza. Ma oggi potrebbe essere cambiato tutto. Addirittura Mosca ha accusato Kiev di preparare un attacco nella regione separatista della Moldavia.

"Secondo le informazioni disponibili, nel prossimo futuro il regime di Kiev sta preparando una provocazione armata contro la Repubblica Moldava transnistriana che sarà condotta dalle Forze Armate ucraine, anche con il coinvolgimento della formazione Azov", ha dichiarato il ministero della Difesa russo su Telegram.

La storia della Transnistria: dove si trova e a quale Stato appartiene

La Transnistria, il cui nome significa "oltre il fiume Dnestr", è infatti sempre stata un'osservata speciale da quando è iniziata la guerra della Russia contro Kiev ed è stata citata tra le possibili aree che Mosca potrebbe attaccare nel caso volesse proseguire l'offensiva e non limitarsi al conflitto che sta già portando avanti. I rapporti tra i due Paesi sono da sempre molto stretti, anche se la Russia, come gli altri Paesi, non ha mai riconosciuto la Repubblica, che si considera indipendente dal 1992 quando, dopo la dissoluzione dell'ex Unione sovietica, ci fu una vera e propria guerra tra truppe separatiste e moldave, che vide anche il coinvolgimento dell’esercito russo a sostegno dei separatisti e di volontari romeni a sostegno dei moldavi.

Già in base all'accordo per la soluzione pacifica del conflitto in Transnistria firmato nel luglio 1992, la Russia aveva inviato 2.400 soldati per garantire la pace nell'area, ma questo contingente è stato ridotto nel corso degli anni, si parla di circa 1500 soldati russi al momento presenti. La Repubblica di Transnistria, che ospita circa mezzo milione di abitanti, da tempo chiede di essere annessa alla Russia che dal canto suo paga una pensione agli anziani e fornisce gas a prezzi calmierati. "La regione separatista persiste come una sfida a una Moldova unificata e sviluppata", ha scritto l'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) nel 2020. "C'è il rischio che coloro che non hanno legami commerciali, familiari o personali dall'altra parte del fiume si sentano sempre più estraniati dai loro concittadini moldavi, alimentando quel tipo di sfiducia e incomprensione che può ulteriormente ostacolare la risoluzione di questo conflitto", ha aggiunto l'agenzia.

Per Vladimir Putin potrebbe rappresentare la sponda occidentale per scatenare un ulteriore attacco e chiudere in una morsa la città ucraina di Odessa.

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