“Non sapremo mai il perché”: il dolore dei genitori dei ragazzini uccisi nella strage a scuola in Canada

"Sembra tutto così surreale. Le lacrime continuano a scorrere", è una comunità che si stringe nel dolore quella di Tumbler Ridge, in Canada, che da un momento all'altro si è ritrovata al centro della sparatoria di massa più letale nella storia del Paese. Una piccola comunità mineraria che piange cinque ragazzini appena adolescenti è una loro insegnante, uccisi in una strage insensata per mano della 18enne transgender Jesse Van Rootselaar, già nota per i problemi psichiatrici ma armata.
Ai cinque studenti che avevano tutti un'età compresa tra i 12 e i 13 anni, e alla loro insegnante trentanovenne Shannda Aviugana-Durand, vanno ad aggiungersi il fratellastro undicenne dell'assassina e la madre, la 39enne Jennifer Jacobs. Secondo la Polizia, proprio questi ultimi due sono state le prime vittime della diciottenne che poi si è recata a scuola, alla Tumbler Ridge Secondary School, facendo una strage prima di suicidarsi.
I ragazzini sono stati sorpresi all'interno della scuola, nel luogo in cui credevano di essere al sicuro. Quasi tutti sono stati trovati senza vita all'interno della biblioteca, dove forse pensavano di potersi rifugiare. Tra di loro c'è chi avrebbe voluto diventare un artista e pensava già di iscriversi a una scuola d'arte in una grande città come Toronto, chi pensava invece di diventare un ingegnere o uno scienziato, sogni spezzati improvvisamente mercoledì scorso senza nessun motivo, gettando nello sconforto genitori e amici.
"Tenete stretti i vostri bimbi perché ora noi dobbiamo capire come vivere la vita senza di loro: le famiglie non saranno mai più le stesse" ammettono i familiari dei ragazzini uccisi. Loro come tutti nella comunità si interrogano su quanto accaduto, su quello che poteva essere fatto per prevenirlo ma soprattutto si interrogano sul perché. Una domanda che forse non avrà mai risposta e che non fa altro che acuire un dolore che solo un genitore che perde un figlio può provare.
"Potrebbe non esserci alcun movente, potremmo non trovare mai alcun bigliettino che spieghi e possa dare un po' di pace nei parenti delle vittime" ammette la polizia canadese, aggiungendo: "Il Paese, le famiglie, gli amici e la comunità in lutto devono semplicemente capire che potrebbe non esserci nulla che dica: Sì, è tutto, e ora possiamo risolvere il problema in modo che non accada mai più".