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“Non c’entrano le rane, ma i laboratori dell’Fsb”: parla il medico che salvò Navalny dopo il primo avvelenamento

Il medico che nel 2020 curò l’oppositore russo Alexei Navalny dopo il primo avvelenamento racconta le immagini della cella dove è morto e perché l’epibatidina, il “veleno delle rane ecuadoriane”, è stata scelta per un assassinio mirato.
Intervista a Alexander Polupan
medico rianimatore che nel 2020 salvò l'oppositore russo Alexei Navalny dal primo avvelenamento.
A cura di Riccardo Amati
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“I sintomi corrispondono a quelli di un avvelenamento da epibatidina". Non ha motivo di dubitare delle rivelazioni di Yulia Navalnaya Alexander Polupan, medico rianimatore che salvò Alexei Navalny nel 2020, dopo il primo avvelenamento.

Le foto della cella nel carcere siberiano “Lupo Polare”, subito dopo la morte dell’oppositore, mostrano un luogo freddo, in disordine, segnato dall’agonia estrema. Il team di Navalny le ha ottenute insieme a materiale organico raccolto nella cella e nel cortile minuscolo, coperto di neve, dove il prigioniero aveva camminato poco prima.

Documenti e rapporti descrivono convulsioni, dolore addominale, richieste di aiuto ignorate. Furono pubblicate un anno fa. Chi ancora crede alla versione ufficiale di morte naturale deve avere una fede davvero incrollabile nella sincerità del regime russo.

Ora analisi di laboratori indipendenti, tra cui Porton Down in Gran Bretagna, e squadre di intelligence di Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, rivelano: c’è epibatidina nei campioni biologici di Navalny.

La cella di Navalny, i guanti e il quaderno.
La cella di Navalny, i guanti e il quaderno.

La sostanza non esiste in natura in Russia. Non è stata certo estratta da una rana, è stata prodotta in laboratorio. Neurotossina potentissima, veleno raro, letale, invisibile ai test di routine. Perché usare un metodo così complesso? Ce ne sono di parecchio più semplici per uccidere qualcuno rinchiuso nella galera più isolata del mondo.

La risposta è nel messaggio: precisione. Terrore. Impunità. Mirato, silenzioso. Questo veleno è perfetto per eliminare la vittima senza contaminare altri. I servizi segreti russi amano i veleni. Dai laboratori sovietici al moderno NII‑2, specializzato in agenti tossici e armi chimiche. Uccidere uno per spaventarne molti. Mostrare che non si teme il giudizio di nessuno.

In questa intervista il medico rianimatore Alexander Polupan, che salvò Navalny dopo l’avvelenamento subito nel 2020, offre il suo punto di vista: analizza i sintomi, le immagini della cella, la plausibilità dell’epibatidina.

Spiega la differenza col Novichok, con cui si era già tentato di uccidere il politico. Racconta cosa dicono i dettagli clinici della morte il 16 febbraio 2024. Polupan non parla solo di medicina, delinea anche la strategia politica di un assassinio mirato. Una prospettiva unica, clinica e politica insieme.

Yulia Navalnaya, moglie di Alexei Navalny.
Yulia Navalnaya, moglie di Alexei Navalny.

Dottor Polupan, sono credibili le rivelazioni di Yulia Navalnaya sull’“veleno delle rane ecuadoriane”, ovvero lepibatidina?

I risultati riportati da Yulya sono stati confermati da cinque laboratori indipendenti. Sulla base di quanto trapelato del quadro clinico osservato prima della morte di Alexey, i sintomi corrispondono a quelli che ci si aspetterebbe in un avvelenamento da epibatidina. Nel complesso, le prove disponibili non mi danno alcun motivo di dubitare di queste conclusioni.

Yulia aveva già pubblicato foto della cella dopo la morte di Alexey, immagini di vomito color sangue, segni di una morte disordinata, e alcuni documenti. Cosa le dicono questi materiali, da specialista di terapia intensiva?

Il vomito può comparire in un avvelenamento da questa sostanza. Allo stesso tempo, è un sintomo molto aspecifico, presente in molti tipi di intossicazione. Dal punto di vista medico, queste foto aggiungono poco a ciò che già sappiamo. Mostrano però la durezza delle condizioni in cui Alexey è morto. Clinicamente, offrono poche informazioni diagnostiche aggiuntive.

Il veleno poteva finire accidentalmente in una cella di punizione? Se è presente in natura, può arrivare per contatto da sorveglianti o nel cibo, per sbaglio?

No, scenario impossibile. L’idea che una tossina del genere sia comparsa lì per caso non è credibile. Questo agente è molto più adatto a un omicidio mirato rispetto agli organofosfati (di cui fa parte il Novichok).

Riduce al minimo il rischio di avvelenare altri. Inoltre, a differenza degli organofosfati, dove livelli di colinesterasi bassissimi destano subito sospetto, nei test di routine l’epibatidina non dà segnali insoliti.

Perché usare l'epibatidina? Cosa pensavano gli avvelenatori?

Molto probabilmente, i colpevoli pensavano che i campioni biologici non sarebbero mai arrivati a laboratori indipendenti capaci di analisi sofisticate, come la spettrometria di massa. In questo senso, hanno chiaramente sottovalutato la situazione.

Nel 2020 lei curò – probabilmente salvò – Navalny in un ospedale di Omsk, dopo un avvelenamento. Era Novichok, come stabilito poi da altri esperti? O poteva essere altro, tipo questo veleno delle rane?

Dal quadro clinico che ho osservato personalmente, posso affermare con sicurezza: si è trattato di un avvelenamento da organofosfati, come il Novichok. Lo confermano i livelli quasi a zero di colinesterasi nei test di laboratorio effettuati in Russia.

L’identificazione del composto specifico come Novichok è stata stabilita successivamente da laboratori specializzati in Germania. Non ho alcun motivo di dubitare delle loro conclusioni.

Crede che la squadra della morte' che agì a Omsk sia la stessa che poi ha ucciso Alexey?

Non ho informazioni sugli esecutori specifici. Ma l’autorità che ha ordinato l’operazione era chiaramente la stessa. Conosciamo tutti la faccia del vero responsabile. Della vera “rana ecuadoriana” che ha ucciso Navalny.

È possibile che alcuni nemici di Navalny abbiano agito allinsaputa del Cremlino? Dopotutto aveva fatto arrabbiare molti, con le sue indagini sulla corruzione. Il capo della Guardia Nazionale Zolotov, lo aveva addirittura sfidato a duello…

Scenario impossibile. Navalny era nella sfera personale di controllo e interesse di Putin. Figure come Zolotov non hanno l’autorità né le capacità operative per un’azione di questa portata. Secondo me, l’operazione di copertura è stata coordinata dal Fsb ai massimi livelli. E un’operazione simile non poteva avvenire senza l’approvazione dall’alto.

Come poteva il Cremlino aspettarsi che la verità non trapelasse? O forse vogliono che trapeli, come messaggio agli oppositori e al mondo?

Hanno chiaramente provato molto a evitare fughe di notizie. Ma sistemi basati sulla lealtà e non sulla competenza non sono efficienti. Anni fa un’esposizione del genere avrebbe potuto danneggiare seriamente la reputazione di Putin.

Oggi difficilmente cambierà qualcosa. Il mondo già vede come le sue politiche abbiano causato centinaia di migliaia di morti, tra cui bambini. In questo contesto un altro omicidio politico cambia poco. L’immagine era consolidata.

Ha dovuto rifugiarsi allestero, in Lettonia, per la vicinanza a Navalny e lopposizione alla guerra in Ucraina. È vero che non le permettono di lavorare negli ospedali? Perché? Molti esuli russi hanno problemi simili, e difficoltà causate da sanzioni che colpiscono più gli oppositori che il regime. Che messaggio ha per i governi occidentali?

È vero, in Lettonia mi hanno vietato di lavorare solo perché cittadino russa, nonostante 3 anni di studio della lingua e piena convalida della licenza medica. Lo considero profondamente ingiusto e contrario ai principi democratici. Il divieto di discriminazione è uno dei valori fondamentali dell’Unione Europea.

Violando questo principio, la Lettonia si danneggia da sola, si allontana dal percorso europeo e rischia di tornare a pratiche simili all’era sovietica. All’epoca l’URSS aveva la famigerata “quinta riga” nei passaporti interni, che imponeva restrizioni professionali agli ebrei in base alla nazionalità.

Detto ciò, è scelta della Lettonia, non posso cambiarla. Continuerò il mio percorso professionale in un altro Paese europeo. Forse dovrò imparare un’altra lingua, ma è del tutto fattibile.

Crede che ci sarà mai la Russia felice” che Alexei e tanti russi speravano? O avete smesso di sognarla?

Al momento non vedo prospettive ottimistiche per lo sviluppo democratico della Russia nei prossimi decenni.
Ciò che spero più urgentemente è la fine della guerra e della perdita di vite umane.

Credo anche che solo quando Putin morirà ci sarà una possibilità reale che la repressione interna diminuisca e che migliaia di prigionieri politici possano finalmente tornare liberi.

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