Le 297 studentesse adolescenti sequestrate venerdì scorso dal loro collegio a Jangebe, nel nord-est della Nigeria, sono state liberate all'alba di oggi e si trovano attualmente nei locali del governo di Zamfara. Lo ha detto il governatore dello stato, Bello Matawalle. "Sono felice – ha dichiarato – di annunciare che le ragazze sono state rilasciate. Sono appena arrivate al palazzo del governo, e sono in buona salute".

Le  ragazze erano state rapite venerdì scorso da uomini armati che avevano fatto irruzione nella loro scuola secondaria. In merito al blitz un testimone ha riferito al New York Times che i sequestratori hanno attaccato un campo militare e un checkpoint nelle vicinanze della scuola, impedendo in questo modo ai soldati di intervenire per bloccare il sequestro. "Diversi grandi gruppi di uomini armati, descritti dal governo come banditi, operano a Zamfara – si legge sul quotidiano statunitense -, dove si sono creati una reputazione per i rapimenti in cambio di denaro e del rilascio dei loro membri dal carcere". Dopo il sequestro delle studentesse è stata immediata la condanna del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef). L’organizzazione ha chiesto il loro rilascio e Peter Hawkins, rappresentante dell’Unicef in Nigeria, ha dichiarato in un comunicato che si tratta di una grave violazione dei diritti delle persone coinvolte. Nel documento, l'agenzia ONU ha anche chiesto al governo nigeriano di prendere provvedimenti per garantire il loro rilascio e la sicurezza di tutti gli altri studenti nel Paese africano. Domenica mattina anche Papa Francesco durante l'Angelus ha lanciato un appello: "Unisco la mia voce a quella dei vescovi della Nigeria per condannare il vile rapimento delle ragazze portate via dalla loro scuola. Preghiamo per queste ragazze perché possano presto tornare a casa. Sono vicino alle loro famiglie e a loro stesse".