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Neonata uccisa e abbandonata in strada, dopo 33 anni il Dna incastra la madre: “Non smetteva di piangere”

La neonata venne rinvenuta nel settembre del 1993 in strada all’interno di un sacco della spazzatura a Long Island ma la madre non venne identificata. Grazie al Dna, dopo 33 anni, si è risaliti alla donna ora 55enne che ha ammesso: “Piangeva e le ho messo della carta in bocca”.
A cura di Antonio Palma
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"Sì l'ho fatto io. Ho fatto tutto io" così in una confessione quasi liberatoria la 55enne Denise Merker ha ammesso davanti agli agenti di aver ucciso la figlia neonata abbandonandola poi in strada quasi 33 anni fa a Calverton, nello stato di New York. La donna è stata arrestata nei giorni scorsi dalla polizia statunitense che aveva stretto il cerchio attorno a lei dopo la riapertura del caso che per oltre tre decenni era rimasto irrisolto.

La piccola era stata rinvenuta senza vita nelle prime ore della la mattina del 27 settembre 1993 all’interno di un sacco della spazzatura abbandonato sul ciglio della strada nella parte orientale di Long Island. A segnalare il macabro ritrovamento furono alcuni addetti alla manutenzione stradale che si erano imbattuti nel sacco. Per la piccola non c’era più nulla da fare e vennero subito avviate le indagini per ricostruire l’accaduto ma purtroppo non si arrivò a nulla e il caso venne accantonato.

Lo scorso anno però la polizia ha deciso di riprendere in mano quel fascicolo nell’ambito di una revisione di vecchi cold case irrisolti e grazie a nuove tecniche di esame del dna e nuovi accertamenti investigatavi, si è risaliti alla 55enne che, sotto interrogatorio, infine ha confessato.

Denise Merker
Denise Merker

L'identità della bambina è rimasta sconosciuta fino al gennaio 2025 quando le informazioni genetiche sono state aggiunte a un database nazionale. Come ha spiegato una fonte delle forze dell'ordine ai giornali locali, proprio la genealogia genetica investigativa infatti si è rivelata fondamentale per identificare la neonata e arrivare a Merker. Gli investigatori hanno confronto il DNA con i database pubblici per individuare i possibili parenti già inseriti nei vari database nazionali che poi hanno portato alla donna.

Denise Merker, che aveva 22 anni al momento dei fatti, ha rivelato tutto ai detective durante un interrogatorio avvenuto il 2 febbraio scorso, al termine del quale è stata arrestata per omicidio. La donna però ha negato di aver ucciso la bimba volontariamente spiegando di averle messo un fazzoletto in bocca perché non smetteva di piangere.

Secondo i documenti del tribunale, durante l’interrogatorio la donna ha affermato: "Ho fatto tutto io. Ho messo della carta assorbenti nella bocca della bambina perché stava piangendo". Secondo l’accusa, la piccola è morta soffocata ed è stata messa in un sacco gettato in strada vicino a un incrocio alle 10:30 del mattino dove poco dopo sarebbero passati addetti alla manutenzione per ripulire tutto.

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