Nuovo, triste record mondiale in relazione alla pandemia di Coronavirus: oggi, infatti, secondo i calcoli della Johns Hopkins University di Baltimora, sono stati superati i due milioni di morti collegati al Covid-19 a livello globale dall'inizio dell'emergenza sanitaria. La notizia arriva ad un anno di distanza dal primo decesso causato dall'infezione da Sars-CoV-2 e registrato nella città di Wuhan, capitale della provincia cinese dell'Hubei e primo focolaio dell'epidemia. Solo lo scorso 27 settembre era stato registrato il primo milione di vittime, cifra raddoppiata nel giro di tre mesi e mezzo, complice la seconda ondata del contagio che è stata particolarmente violenta negli Stati Uniti e in Europa. Basti pensare che nel solo Regno Unito, dove i morti per Covid sono circa 80.000, non si registrava un tasso di mortalità così alto dai tempi della Prima e Seconda Guerra Mondiale.

Gli Stati Uniti sono al momento il Paese con il maggior numero di decessi, dal momento che dall'inizio dell'emergenza sanitaria hanno accertato 376.060 vittime, seguiti da Brasile (203.580) India (151.327) Messico (134.368) e Regno Unito (82.096). Segue, subito dopo l'Italia, che si avvicina agli 80mila morti. Al nostro Paese appartiene anche un altro triste primato. Secondo dati della Johns Hopkins University aggiornati allo scorso dicembre, è il Paese al mondo con la più alta mortalità da Coronavirus ogni 100mila abitanti. Con una media di 111,23 decessi ogni 100mila abitanti, il Belpaese nella classifica dei 20 Paesi più colpiti dal Covid-19 precede la Spagna (104,39), il Regno Unito (99,49) e gli Stati Uniti (94,97), mentre è al terzo posto nella classifica che tiene conto del rapporto tra casi confermati e decessi. L'Italia ha infatti un rapporto del 3,5%, alle spalle di Messico (9%) e Iran (4,7%) e davanti al Regno Unito (3,4%).