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Conflitto in Ucraina
15 Aprile 2022
08:04

”Moskva affondata, ora un attacco nucleare è più difficile”, dice l’analista militare russo Luzin

Il disastro dell’ammiraglia della flotta del Mar Nero sottrae capacità offensive anche sulla terraferma, mentre le riserve russe di missili  “si stanno esaurendo”. Scompare la piattaforma ideale per l’eventuale lancio di un’arma nucleare tattica sull’Ucraina.
A cura di Redazione
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Questo articolo non è firmato a tutela del nostro inviato a Mosca, dopo l'approvazione di leggi contro la libertà di stampa in Russia

Con l’ammiraglia andata a picco, la Russia “perde la possibilità di appoggiare uno sbarco a Odessa”, che da oggi è quindi più al sicuro. Ma svanisce anche il sostegno navale all’offensiva nel Donbass. Le riserve di missili delle forze armate di Putin, inoltre, “sono praticamente esaurite”, e la nave avrebbe potuto diventare una piattaforma importante per i prossimi attacchi. È quanto ritiene l’esperto militare russo Pavel Luzin, del think tank Riddle. Luzin, raggiunto telefonicamente da Fanpage. it a Perm, sottolinea anche come la Russia abbia perso la base ideale per l’eventuale lancio di un arma nucleare tattica sull’Ucraina.

L’incrociatore missilistico Moskva, classe Atlant, 12.500 tonnellate e 500 uomini di equipaggio, è stato colpito in mare da missili anti-nave Neptun ucraini, secondo fonti ufficiali di Kyiv. Il ministero della Difesa russo ha reso reso noto che l’unità è affondata a causa delle condizioni del mare dopo che a bordo si era sviluppato un incendio. Nessun riferimento all’attacco. L’affondamento è avvenuto mentre il Moskva, ferito, stava rientrando alla base navale di Sebastopol. Ma anche se fosse rimasta a galla, l’ammiraglia russa era “finita”, spiega Luzin.

Perché la perdita del Moskva è grave per Putin?

La Russia ha un numero molto limitato di navi da guerra di questa classe. Ci sono gli incrociatori  missilistici Marshal Ustinov e Varyag, e ci sono gli incrociatori nucleari Admiral Nakhimov e Petr Velikiy, ma l’Admiral Nakhimov è da molti anni in riparazione e non si sa quando potrà tornare in mare. Lo stesso vale per la portaerei Admiral Kuznetsov, anch’essa in cantiere. Quindi, perdendo il Moskva la capacità della Russia di proiettare il suo potere all’esterno è diventata ancora più limitata.

Il compito della flotta è “proiettare il potere”, non difendere la Russia?

Il compito della flotta del Mar Nero, come di quella del Baltico è da sempre offensivo, non difensivo. Storicamente, le due flotte sono state utilizzate a supporto di attacchi terrestri. Fin dai  tempi di Suvorov (il “generalissimo” di Caterina II vittorioso contro i turchi e i polacchi  e famoso anche per la ritirata oltre le Alpi durante la campagna italiana del 1799, ndr). L’utilizzo difensivo della flotta del Mar Nero contro Hitler, per esempio, fu un fallimento. La marina russa ha vocazione tipicamente offensiva.

Vale anche nell’”operazione militare” ucraina?

Certamente. Il Moskva, in particolare, ha – o aveva – un ruolo significativo in questo senso. Non solo perché è l’ammiraglia, e quindi coordina – o meglio coordinava – le altre navi da guerra negli attacchi missilistici dal mare verso il territorio ucraino. Ma soprattutto perché il  Moskva era l’unica unità navale in grado di dare supporto, con  il suo potere di fuoco, a un’ operazione di marines, nel caso fosse lanciata contro Odessa o contro Mykolaiv.

Quindi con il Moskva fuori uso Odessa è al sicuro?

Ritengo di sì. Perché uno sbarco di marines sembra adesso impossibile. Certo, possono sempre provarci. Ma sarebbe veramente  un’operazione sbagliata. Significherebbe mandare allo sbaraglio mezzi anfibi d’assalto senza alcuna copertura, a costo di perdite enormi. Col Moskva fuori uso, sembra proprio impossibile. Naturalmente la Russia ha ancora fregate missilistiche e corvette,  nel  Mar Nero. Ma la loro capacità non sembra proprio essere sufficiente per un’operazione di questo tipo.

E poi c’è un aspetto psicologico, immagino.

Il Moskva ha un ruolo simbolico importante. Se non altro per il nome della nave, che è quello della capitale della Russia. Il governo regionale di Mosca da molto tempo ha  una sorta di patronaggio sul Moskva, sostenendo l’equipaggio finanziariamente e con benefits. È  dagli anni ’90 che c’è questa tradizione, nata grazie all’allora sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, che spesso si fermava per giorni interi a sul Moskva a Sebastopol, la  base navale russa in Crimea, che allora era ancora in territorio ucraino (dal 2014 la Russia si è annessa unilateralmente la Crimea, ndr). E poi il Moskva è la più grande e potente nave russa nel Mar Nero. Il significato simbolico è fortissimo.

A quanto pare l’ammiraglia non è affondata immediatamente. I russi speravano di salvarla.

Anche se non fosse affondato,  se i suoi missili erano esplosi il Moskva era finito. Non lo si poteva riportare ad esser operativo.

Come è possibile che il Moskva sia stato colpito così facilmente e in modo così grave? Le sue difese non sono sufficientemente avanzate?

La difesa aerea del Moskva è buona ma non può rimanere attiva 24 ore su  24. Il sistema  difensivo principale è l’ S-300, perfetto contro missili e aerei ad alta quota ma inutile contro bersagli che volino sotto i dieci metri. A colpire sono stati certamente missili anti-nave a bassa quota, che hanno centrato i tubi missilistici su uno dei ponti.

Ma il Moskva era o no in grado di sparare missili cruise sull’Ucraina? Si è letto che non ne aveva la capacità.

Certo che ce l’aveva. Costituiva un’ unità missilistica di riserva, in pratica. Il Moskva è armato di missili cruise anti-nave supersonici a lungo raggio P-1000 Vulcan. Sono anti-nave, quindi le loro testate i loro sistemi di guida e di controllo sono studiati per colpire grandi obiettivi in mare, come le portaerei. Ma è possibile usarli contro obbiettivi a terra.  È costoso, ma è possibile.

E perché avrebbero dovuto sparare missili  anti-nave contro obbiettivi di  terra, soprattutto se sono armi così costose e ad altro destinate?

Perché le riserve di missili russe sono praticamente esaurite. Vale per i Kalibr, gli Iskander sia cruise che balistici, gli Onyx (un altro missile anti-nave che può essere usato anche contro obbiettivi sul terreno, ndr), gli aria-terra Kh-555 e Kh-101 ed altri. Dalle mie ricerche risulta che la Russia non può produrne più di 50 l’anno per ogni tipo. Paradossale  poi è la situazione dei Kh-555, che la Russia non ha proprio mai prodotto, dato che erano fabbricati solo nell’Ucraina sovietica fino alla fine degli anni ’80. A Kharkiv, tra l’altro. Comunque, la capacità produttiva di questo tipo di armamenti è assai limitata, da noi. Certo ne son stati costruiti e immagazzinati parecchi, negli ultimi decenni. Ma ora sono stati quasi tutti utilizzati, in questo conflitto. Ne son rimasti un numero molto limitato. Ritengo che il Moskva sarebbe stato utilizzato come piattaforma di lancio missilistica contro Odessa o Mikolayv, probabilmente in combinazione con l’offensiva nel Donbass. Perché la Russia oltre all’offensiva di terra deve ingaggiare le forze ucraine sul fronte occidentale, impedendo che convergano ad Est a contrastare l’offensiva stessa rendendola problematica. Questo sarebbe stato perfettamente  in linea con la vocazione della flotta del Mar Nero.

I missili del Moskva sarebbero anche stati la prima scelta nel caso dell’utilizzo di armi nucleari tattiche nel conflitto ucraino, ci disse in una precedente intervista

La Russia ha perso definitivamente questa “prima scelta”. Al momento non ci sono navi da battaglia in grado di lanciare ordigni nucleari tattici, secondo la mia opinione. Potrebbero certo decidere di lanciare da una nave più piccola, come una fregata. Ma i radar non avrebbero una portata sufficiente a garantire il successo del lancio. Non sarebbe proprio la piattaforma più adatta, per il lancio di un’arma nucleare.

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