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“Morti dal cielo” in Siria: dallo scorso luglio 4300 civili uccisi dal regime

Dal luglio dello scorso anno sono state uccise almeno 4300 persone per mano del dittatore Bashar al Assad. Secondo l’organizzazione Human Rights Watch i jet del regime hanno colpito ospedali, panetterie, civili in coda per ricevere aiuti.
A cura di Susanna Picone
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Dal luglio dello scorso anno sono state uccise almeno 4300 persone per mano del dittatore Bashar al Assad. Secondo l’organizzazione Human Rights Watch i jet del regime hanno colpito ospedali, panetterie, civili in coda per ricevere aiuti.

Dallo scorso luglio, in Siria, sono stati uccisi “in maniera deliberata e indiscriminata” almeno 4300 civili. Una strage denunciata dall’organizzazione Human Rights Watch che ha diffuso un rapporto intitolato “Death from the Skies: Deliberate and Indiscriminate Air Strikes on Civilians”. Nel rapporto lungo 80 pagine l’organizzazione fornisce questi drammatici numeri riportati dagli attivisti puntando il dito contro il regime dittatoriale di Bashar al Assad. L’associazione spiega come le forze aeree siriane abbiano ripetutamente lanciato attacchi contro i civili. Attacchi che violano il diritto internazionale umanitario. Per HRW il regime di Damasco è dunque colpevole di crimini di guerra. "Coloro che compiono queste violazioni della legge della guerra, intenzionalmente o no, sono responsabili di crimini di guerra", si legge nel rapporto.

“Sentimento di distruzione, paura e smarrimento” – I raid aerei contro i civili sono avvenuti anche in giorni durante i quali non vi era alcun scontro con i ribelli. Sono stati colpiti ospedali, panetterie, negozi, file di persone che aspettavano aiuti alimentari. Il regime di Assad non ha fatto alcuna distinzione e a volte ha colpito deliberatamente, denunciano. Dall’inchiesta condotta dall’organizzazione con sede a New York emerge che almeno quattro panifici e due ospedali sono stati colpiti da raid aerei, oltre a tutti gli altri obiettivi civili. Un ospedale ad Aleppo è stato colpito almeno quattro volte. "Villaggio dopo villaggio, abbiamo trovato una popolazione civile terrorizzata dall'aviazione del proprio paese", ha detto un ricercatore di Human Rights Watch secondo cui "si tratta di raid aerei illegali che hanno ucciso e ferito molti civili e diffuso un sentimento di distruzione, paura e smarrimento".

Dall’inizio della guerra uccise oltre 70mila persone – Il rapporto di Human Rights Watch si basa su ispezioni condotte in 52 luoghi nel nord della Siria e i ricercatori dell'organizzazione hanno documentato 59 attacchi da parte delle forze aeree del regime di Assad in cui sono state uccise almeno 152 persone. Vittime che rappresentano una minima parte degli oltre 4000 morti stimati dagli attivisti dal luglio del 2012. Secondo le stime delle Nazioni Unite, dall’inizio della guerra in Siria, dunque dal marzo del 2011, sono state uccise più di 70mila persone.

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