Una bambina ricoverata in un ospedale delle isole Samoa a causa del morbillo (Unicef)
in foto: Una bambina ricoverata in un ospedale delle isole Samoa a causa del morbillo (Unicef)

L’epidemia di morbillo nelle isole Samoa continua ad uccidere. Il virus ha già provocato 70 vittime, di cui 61 sono bambini con meno di 4 anni d’età. Il governo samoano ha decretato lo stato di emergenza sanitaria lo scorso 15 novembre e da allora ha lanciato una campagna di vaccinazione obbligatoria che ha raggiunto il 90% della popolazione. Secondo gli ultimi dati ufficiali, il numero di contagiati dal morbillo è di 4.693. Oltre 220 persone sono attualmente ricoverate in ospedale, tra cui 16 bambini in condizioni critiche.

Il morbillo è un’infezione altamente contagiosa causata da un virus che si trasmette facilmente per via aerea attraverso un colpo di tosse o uno starnuto. La contagiosità inizia 2-3 giorni prima dell’eruzione cutanea e si protrae per circa cinque giorni dal suo inizio. Tra le possibili complicazioni, evidenzia l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ci sono polmonite ed encefalite, nonché disabilità e danno cerebrale permanente, cecità o perdita dell'udito.

Nel 2018, solo il 31% dei bambini samoani sono i cinque sono stati vaccinati. E l’attuale focolaio di morbillo, secondo gli esperti, è la conseguenza della significativa diminuzione delle vaccinazioni degli ultimi anni. Il governo ha imposto, oltre alla campagna di immunizzazione obbligatoria, anche tutta una serie di restrizioni per cercare di arginare la diffusione del contagio. I minori di 19 anni, ad esempio, non possono viaggiare tra le isole dell'Oceano Pacifico; le scuole sono state chiuse e ai bambini è stato consigliato di non frequentare luoghi pubblici o affollati, a non trattarsi di strutture mediche. Alle donne in gravidanza, inoltre, è vietato andare al lavoro, sia nel settore privato sia in quello pubblico. Il primo ministro samoano, Tuilaepa Sailele Malielegaoi, ha ribadito la necessità di “ridisegnare” il sistema di vaccinazioni del piccolo Stato insulare. “È indispensabile rafforzare l'accettazione della vaccinazione al fine di creare ‘immunità di gregge’. Questa è la dolorosa lezione che abbiamo imparato dall'attuale crisi”.

Il procuratore generale delle Samoa, Lemalu Hermann Retzlaff, ha messo in guardia chi sta provando a scoraggiare le vaccinazioni. Il 5 dicembre, la polizia ha reso noto che un “no-vax” è stato denunciato con l’accusa di aver istigato altre persone contro il decreto del governo.  “Questo individuo era stato precedentemente avvertito dalla polizia – ha sottolineato il procuratore generale – per questo è stato arrestato e la sua cauzione è stata negata per il pericolo di reiterazione del reato”. “Ribadiamo che il nostro obiettivo è mantenere la pace – conclude la nota delle autorità – ma avviseremo la polizia di agire se non abbiamo altra scelta”.

Oltre alle Samoa, l’attuale epidemia del morbillo ha colpito, anche le isole Tonga e Fij, seppure in misura meno drammatica. L’Unicef ha consegnato ai tre piccoli Stati oltre 260mila dosi di antidoti e medicine contro il morbillo. Alle isole Samoa, inoltre, da settimane il personale medico di diversi Paesi sta lavorando fianco a fianco con le autorità sanitarie per portare a termine la vaccinazione di tutti gli abitanti.

Il morbillo ha causato oltre 140mila morti nel 2018

L’Organizzazione mondiale della sanità ha reso noto il numero di persone morte a causa del morbillo nel 2018. Al mondo, si stima che siano stati oltre 140mila i decessi legati a questa malattia contagiosa. L’aumento dei casi di morbillo (nel 2017 i casi erano stati 128mila)  si registra a livello globale – è l’allarme lanciato dall’Oms – anche se a pagare il prezzo più alto in termini di vite umane sono le nazioni più povere, in particolare nell'Africa sub-sahariana. L’anno scorso, i Paesi con il più alto tasso di incidenza della malattia sono stati Repubblica Democratica del Congo, Liberia, Madagascar, Somalia e Ucraina, che hanno rappresentato quasi la metà di tutti i casi di morbillo. “Il fatto che un bambino muoia per una malattia prevenibile con il vaccino, come nel caso del morbillo, è francamente un oltraggio e un fallimento collettivo”, ha detto il dottor Tedros Adhanom Ghebreysus, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità.

“Il numero inaccettabile di bambini uccisi l'anno scorso da una malattia completamente prevenibile è la prova che il morbillo è ovunque una minaccia per i bambini”, ha dichiarato Henrietta Fore, direttore esecutivo di Unicef. “Quando i bambini non vengono vaccinati in numero significativo – ha aggiunto Fore –  intere comunità sono a rischio. Lo vediamo in luoghi remoti come nella Repubblica Democratica del Congo, dove quest'anno il morbillo ha ucciso oltre 4.500 bambini di età inferiore ai cinque anni; o nelle Samoa, dove un focolaio di morbillo in rapida diffusione ha lasciato molti bambini malati e nell'impossibilità di andare a scuola”. Secondo le raccomandazioni dell'Oms, per prevenire il contagio la copertura vaccinale dovrebbe raggiungere il 95% della popolazione. Negli ultimi 18 anni, si stima che la vaccinazione contro il morbillo abbia salvato la vita a oltre 23 milioni di persone.