Guerra Ucraina-Russia

L’Ucraina a 4 anni dall’inizio della guerra tra corruzione e resistenza: “Nessuno crede più alla pace”

L’Ucraina entra nel quarto anno di guerra. La corruzione ha raggiunto le alte sfere dello Stato, ma il movimento anticorruzione ha difeso le istituzioni che hanno svelato gli scandali. Mentre non c’è più spazio per seppellire i morti, la popolazione civile non ha alcuna fiducia nei colloqui di pace.
A cura di Antonio Musella
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L'Ucraina è giunta al quarto anno di guerra a seguito dell'invasione da parte della Russia. Un tempo lunghissimo che ha logorato la popolazione civile e gli sfollati interni che hanno dovuto lasciare le regioni dell'Est, occupate dall'esercito russo, e sono ospitati nei campi profughi a Ovest. Il paese è stato scosso, oltre che dalle bombe e dagli attacchi dei droni, dai continui scandali legati alla corruzione di alte cariche dello Stato, con tangenti di milioni di dollari che sono state intascate da ministri, oligarchi e funzionari pubblici, mentre il numero dei morti in guerra non si conta più e i cimiteri hanno finito lo spazio per seppellire i morti.

In questo quadro, molti giovani scelgono la diserzione pur di non rischiare di morire. Sono costretti a vivere in clandestinità e se trovati vengono spediti al fronte. Anche in questo caso, però, la corruzione ha invaso la sfera dei funzionari pubblici e militari, e sono numerose le storie di disertori catturati e liberati dietro il pagamento di tangenti. Ma nel paese c'è anche chi si mobilita, come il movimento anticorruzione, che ha costretto Zelensky a ritirare la legge che avrebbe messo la NABU, l'autorità anticorruzione, sotto il controllo della politica.

Intanto, l'aumento del costo della vita, degli affitti e la povertà dilagante affliggono la popolazione ancora sotto le bombe. In pochi pongono speranze nei colloqui di pace che si stanno tenendo in queste settimane. Un paese dove se anche la guerra finisse domani, le ferite e conseguenze socio economiche sarebbero drammaticamente presenti per decenni. Fanpage.it vi porta nel paese dove da quattro anno, bombe, morte e distruzione, sono il pane quotidiano.

Un paese allo stremo, tra morti e debiti: "Al cimitero non c'è più spazio"

Il conto dei morti della guerra in Ucraina non è per nulla semplice. Entrambe i fronti volutamente provano a omettere volutamente i numeri precisi del conflitto. Ma solo per i morti militari, i numeri più accreditati parlano di 1 milione di vittime. A questi vanno aggiunti i civili. La guerra in Ucraina ancora oggi si presenta come uno dei conflitti più sanguinosi al mondo, per numero di morti, per estensione del territorio coinvolto, per le ripercussioni che questa guerra sta portato sullo scacchiere geopolitico internazionale. "L'economia di oggi io direi che non esiste" ci dice Yura Lifanse, responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Ucraina.

Tra le forze che maggiormente avevano aiutato gli sforzi di papa Francesco per arrivare alla pace, Sant'Egidio oggi si occupa di profughi di guerra e dei giovanissimi, i ragazzi non ancora in età arruolabile che sono totalmente travolti dal conflitto. "Nell'ultimo bilancio ucraino, il deficit è al 40%, praticamente tutto quello che entra in questo paese viene speso per il fronte di guerra. L'Ucraina vive con i soldi che arrivano dall'estero. E poi ci sono sempre più famiglie che soffrono della guerra direttamente, c'è chi ha i figli o i mariti al fronte, oppure feriti, deceduti, dispersi. Qui a Leopoli al cimitero non c'è più spazio per mettere i morti, dovranno costruire un nuovo cimitero" spiega Lifanse.

Il tema del debito crescente dello Stato ucraino nei confronti dei paesi occidentali, è una ipoteca pesantissima sul futuro. I soldi che arrivano dall'Europa e dagli Usa per mandare avanti il paese in guerra, sono nella forma del prestito, quindi, a guerra finita, andranno restituiti. Il fatto che proprio sul pagamento dei debiti di guerra i colloqui di pace non abbiano trovato alcun accordo, è sicuramente indicativo.

Oleg Dolinsky è un sindacalista della FPU uno dei principali sindacati ucraini: "Il prezzo degli affitti oggi è salito alle stelle, e credo che sia ormai diventato il doppio rispetto a prima della guerra. Ma non solo, anche i prezzi dei beni di consumo sono aumentati, così come è aumentata l'inflazione. Inoltre abbiamo una mancanza di lavoratori, molte persone sono emigrate e tantissime sono nell'esercito, c'è proprio un problema di forza lavoro disponibile". Mediterranea Saving Humans è in Ucraina dall'inizio della guerra, e non ha mai smesso di supportare gli sfollati interni, intervenendo con aiuti umanitari e attività ricreative e di inclusione sociale nei campi profughi. "Ci sono famiglie che vivono separate dall'invasione russa del 2022 – racconta Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans –  pezzi di famiglie sono nei paesi europei, o altrove, ed altri pezzi ancora in Ucraina. Generazioni intere che sono state cancellate. Alla domanda che poniamo sempre alle persone, su cosa pensano della situazione, l'unica risposta che accomuna tante diversità è: che la guerra finisca ora".

Il cimitero dei caduti di guerra a Leopoli. Non c’è più spazio per seppellire i morti
Il cimitero dei caduti di guerra a Leopoli. Non c’è più spazio per seppellire i morti

La condizione dei giovani, sotto l'età arruolabile è senza dubbio uno spaccato particolarmente allarmante. La guerra nel Donbass e poi in Crimea è iniziata nel 2014, poi nel 2022 c'è stata l'invasione su larga scala da parte di Putin. Abbiamo quindi oggi ragazzi di 14,15 e 16 anni che non hanno mai vissuto in una dimensione di pace. Ma non solo. Prima ancora della guerra gli adolescenti avevano subito il distanziamento sociale e le limitazioni del Covid. Le nuove generazioni vivono problemi enormi anche di semplice socializzazione con i coetanei. "Mia figlia ha 16 anni, non ricorda la pace. La guerra è iniziata nel 2014, lei aveva qualche anno quando è iniziata la guerra, appena ha cominciato a capire qualcosa del mondo ha visto la guerra. Per lei la pace è quando andiamo all'estero, in una dimensione da turisti" ci racconta Yura Lifanse.

Sui più giovani l'impatto è stato devastante e anche le grandi organizzazioni umanitarie fanno fatica a ricostruire legami sociali. "I giovani sono chiusi nella loro vita, quasi nessuno pensa al futuro" ci spiega Jena Tokovenko, responsabile dei giovani per la comunità di S.Egidio dell'Ucraina. "Parlano gli uni con gli altri, ma non parlano mai della guerra. Non riescono ad affrontare l'argomento. Anche se manca la luce perché c'è il blackout, che è dovuto alla guerra, loro non discutono del perché non ci sia la luce. Non affrontano i temi della politica, ma più generalmente hanno proprio dimenticato come si fa amicizia". Il mix tra il Covid e la guerra su vasta scala del 2022 ha proiettato questi ragazzi, al tempo in età infantile, in una adolescenza che sarebbe considerata distopica per i loro coetanei europei. "Con il Covid hanno passato tanto tempo a casa, poi c'è stata la guerra, e ancora oggi molti studiano online – spiega Tokovenko – sono soli, non hanno amici con cui parlare, e più della guerra adesso purtroppo hanno proprio paura degli altri. Pensano che l'emigrazione sia la sola strada per la loro vita, non possono immaginare come vivere in Ucraina tra qualche anno, però c'è anche chi non vuole lasciare il paese".

La corruzione ha travolto il paese: "Ma abbiamo reagito, ora ci sono gli arresti"

Tangenti sulle armi, tangenti per l'energia elettrica, tangenti ovunque. L'Ucraina vive un livello di corruzione impressionante. D'altronde la guerra amplifica e potenzia le storture e gli orrori della società. Gli scandali hanno investito anche gli alti livelli dello Stato, come il caso dell'operazione "Midas" che ha coinvolto l'oligarca vicino a Zelensky, Timur Mindich, scappato in Israele per sfuggire all'arresto, e diversi politici tra ministri e funzionari di governo, come Andrji Yermak, ex capo di gabinetto di Zelensky, ma anche il vice primo ministro Oleksy Chernishov. Con i soldi delle tangenti Mindich si era fatto anche un water d'oro, simbolo dell'opulenza e della corruzione.

"Nello scandalo Mindich, per 15 mesi l'autorità nazionale anticorruzione, la NABU, ha pedinato, intercettato e spiato persone che lavorano per lo Stato e anche fuori dallo Stato, in maniera non ufficiale" ci racconta Oleg Dolinsky. "Queste persone hanno fatto un sacco di soldi con la guerra, si sono presi le tangenti dalle compagnie energetiche, le informazioni venute fuori dall'inchiesta parlano di 100 milioni di dollari di tangenti, presi direttamente dal bilancio dell'Ucraina, da Mindich e da altre persone. Abbiamo letto che Mindich è scappato in Israele prima dell'arresto, ma altre persone sono state arrestate". Nelle immagini delle telecamere nascoste messe dagli agenti della NABU e nelle intercettazioni, si ha l'idea di come le tangenti siano un metodo consolidato per affrontare qualsiasi cosa. Faccendieri che contano i soldi davanti ai politici, promesse di pagamenti praticamente quotidiani, tutto questo mentre la gente muore.

"Qui vediamo ogni giorno persone che diventano invalide di guerra, abbiamo problemi di soldi in Ucraina, per la situazione economica, io credo che siamo molto ma molto arrabbiati, e siamo pronti a vedere queste persone finire in galera e non che finiscano in Israele o in altri paesi" sottolinea il sindacalista. Ma la corruzione non ha toccato solo le persone vicine al Zelensky, ma anche l'opposizione. È proprio di poche settimane fa l'operazione che ha riguardato la ex premier Yulia Timoshenko. Gli agenti della NABU hanno scoperto buste piene di dollari nel suo studio e svelato un sistema attraverso il quale la Timoshenko corrompeva sistematicamente circa 20 deputati della Verchovna Rada, il parlamento ucraino. La NABU, l'autorità nazionale anticorruzione, ha inanellato una serie di operazioni contro la corruzione che non hanno precedenti in Ucraina. Addirittura gli investigatori riversano sul canale Youtube istituzionale dell'autorità le intercettazioni, i video fatti con le spy cam piazzate dagli agenti, e addirittura un investigatore in video che spiega tutta l'inchiesta. Il rischio è di essere passati alla collusione totale con il sistema di corruzione, alla creazione di canali che somigliano molto a un sistema di processo mediatico pubblico, prima ancora di quello in tribunale. "La corruzione è un fenomeno che drammaticamente si associa alla condizione di guerra – ci dice Laura Marmorale – la corruzione è figlia della guerra e si propaga in maniera indiscriminata soprattutto in quei territori dove lo sforzo bellico prevale su ogni altra forma di gestione e amministrazione del territorio. Gli ucraini, da quello che abbiamo osservato, ci fanno fronte, si adattano, si adeguano e la subiscono nel peggiore dei modi possibili, la corruzione pervade tutti gli aspetti sociali del paese e la sicurezza stessa del paese".

Manifestazione per la difesa dell’autonomia della NABU, l’autorità anticorruzione ucraina
Manifestazione per la difesa dell’autonomia della NABU, l’autorità anticorruzione ucraina

Nell'estate scorsa Zelensky aveva provato a mettere la NABU sotto il controllo della politica, minandone in questo modo la sua autonomia. La reazione degli ucraini fu durissima con tre giorni di manifestazioni di piazza nelle più grandi città del paese, che costrinsero Zelensky a ritirare il provvedimento.

Dara Kouthiak è una delle leader del movimento anticorruzione a Leopoli, la incontriamo per farci raccontare come è nato quel movimento e come oggi prova a determinare le scelte del governo Zelensky. "I media avevano postato la notizia che l'autorità anticorruzione non avrebbe avuto più la sua autonomia – ci racconta – avevano deciso fondamentalmente che le istituzioni che lavorano contro la corruzione dovevano diventare dipendenti dalle istituzioni politiche, questo avrebbe comportato che non avrebbero lavorato più per il motivo per cui sono state create dopo la rivoluzione di Piazza Maidan nel 2014, la rivoluzione della dignità". In pochi giorni le piazze ucraine si riempirono di manifestanti. "Per me fu un motivo di grande allerta – racconta Dara – sembrava che non potessimo fare nulla se non fossimo scesi in piazza. E così lo abbiamo fatto. Abbiamo agito contro quella decisione, c'erano tanti giovani, ma anche famiglie con bambini. Quello che è importante è come affrontiamo la corruzione in Ucraina, abbiamo ancora queste istituzioni perché ci sono state le proteste l'estate scorsa, abbiamo difeso queste istituzioni. Oggi abbiamo i nomi dei corrotti che possono essere licenziati e perseguiti dalla giustizia, sono stata così felice di leggere le notizie su Mindich, penso che senza le proteste non avremmo mai avuto i nomi dei corrotti, e non avremmo più le istituzioni che hanno identificato quei corrotti".

L'Ucraina è un paese in guerra, dove c'è la legge marziale, e tutte le manifestazioni sono vietate. Quel movimento popolare che ha difeso l'autonomia della NABU, ha sfidato i divieti. "La corruzione non è un elemento culturale che riguarda gli ucraini come qualcuno diceva degli italiani del Sud – ci dice Yura Lifanse – perché è uscito questo scandalo sulla corruzione ad altissimi livelli dello Stato? Perché ci sono gli organismi anticorruzione dello stesso Stato, che sono riusciti a fare queste indagini e renderle pubbliche, un qualcosa di impensabile fino a cinque o sette anni fa. Ci sono cambiamenti, lo Stato si sviluppa, stiamo parlando di uno Stato che in questo momento è assolutamente debole, e questo Stato si può permettere le manifestazioni in piazza che fanno cambiare idea al presidente, che aveva sbagliato. Durante la guerra succede di tutto, e si vede anche in altri punti, ora ci sarà la ricostruzione e vedrai quanta ricchezza e quanta corruzione".

I disertori: "Tangenti fino a 15mila dollari per non partire per il fronte"

La corruzione riguarda anche la sfera militare e della sicurezza. Il fenomeno dei disertori è aumentato a dismisura a partire dall'inizio del 2025. Si tratta di uomini in età arruolabile che non si presentano alla convocazione da parte dell'esercito. Vivono in clandestinità, non possono più lavorare, gli vengono bloccati i conti correnti e se catturati vengono spediti al fronte. "La corruzione è anche in questo, nella possibilità di restare al sicuro e non partecipare al conflitto armato – sottolinea Laura Marmorale –  ma nulla mette al sicuro queste persone se non la capacità di poter pagare per la propria sicurezza". L'apparato statale ucraino non è in grado di andare a scovare tutti i disertori. L'impressione è che il fenomeno sia in parte tollerato dal governo, per non stringere ancora di più la pressione sulla popolazione civile. Ma in questo meccanismo si insinua bene la corruzione. È quella che esercitano gli agenti e i funzionari pubblici chiamati a reperire i disertori.

Abbiamo incontrato la mamma di un disertore, la signora Yulia, che nasconde suo figlio dall'inizio della guerra. "Mio figlio ha 31 anni, non ha risposto per 4 volte alla convocazione dell'esercito. Il sistema funziona che se ti trovano ti portano via e ti spediscono al fronte, ma se tu riesci a trovare un mezzo, un tramite, e a pagare, allora sei salvo. Adesso chiedono anche 15 mila dollari. Una mia amica l'anno scorso ha pagato 7.000 dollari. Il marito era stato preso la mattina, appena uscito di casa, poi la sera verso le 17 è tornato. Lo hanno fatto uscire, c'era un ragazzo che ha contattato la mia amica e ha detto ‘Io posso fare qualcosa, riesco a farlo'. Tutto avviene sempre a telefono, le hanno detto dove portare i soldi e così hanno liberato il marito". Ma la corruzione raccontata dalla signora Yulia non vale per l'intero apparato. È il singolo funzionario che prende le tangenti. Se il disertore verrà successivamente fermato da altri funzionari, dovrà pagare di nuovo, fino a che se lo potrà permettere. Oppure sarà spedito al fronte. "Io non ho tutti questi soldi, non ce li ho, non ho nemmeno chi me li può prestare – ci dice la signora Yulia – i poveri vanno a fare la guerra, i figli dei politici sicuramente non vanno, poi se uno ha i soldi può pagare".

Sfollati di guerra nel campo profughi di Sykhiv, Leopoli.
Sfollati di guerra nel campo profughi di Sykhiv, Leopoli.

La pace lontana nelle percezione delle persone: "Nessuno ci crede più"

Intanto il mondo continua a osservare quotidianamente l'andamento dei colloqui di pace che ormai si svolgono ad oltranza da diversi mesi. La diplomazia americana, quella europea, le delegazioni russe e ucraine trattano a oltranza ormai da moltissimi mesi, senza essere giunti nemmeno a un cessate il fuoco, figuriamoci a un accordo di pace. Nel mezzo tutto ormai scorre nella vita degli ucraini, normalizzato, come se la convivenza con le bombe, gli attentati, i black out elettrici, i riscaldamenti accesi a rotazione, l'aumento costante dell'inflazione, l'impoverimento di materie prime, fosse l'unica vita che queste persone possano sperare di vivere.

Quando per la prima volta siamo stati in Ucraina nel 2022, l'umore collettivo non era certo questo. "Slava Ukrayni", ovvero "Gloria agli ucraini", riecheggiava in ogni via, in ogni piazza. Oggi depressione sociale e rassegnazione sono i sentimenti che caratterizzano un popolo stritolato tra la guerra di oggi e l'emigrazione di domani, come unica via d'uscita. "Dobbiamo dire che la popolazione non ripone alcuna fiducia nell'intervento internazionale, nella capacità né della diplomazia internazionale né in quella del proprio governo, di poter porre fine nel modo più giusto ed equo a questa guerra" sottolinea la presidente di Mediterranea Saving Humans. La vita procede lenta nella sua drammaticità, nelle case, nei container dei campi profughi, nelle trincee del fronte, nelle case semi distrutte delle regioni a ridosso della prima linea, nei rifugi sotterranei. "L'altra volta c'era il vertice in Alaska tra Trump e Putin – ci ci dice il responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Ucraina – era un vertice importantissimo. Il giorno dopo i più potenti d'Europa andarono alla Casa Bianca, si erano mosse energie incredibili. Non è cambiato niente. Io ho smesso di leggere, non seguo più, poi si vedrà quando arriveranno a qualcosa, perché tu puoi dire quello che vuoi ma non è l'Ucraina che può decidere di fermare la guerra, c'è un aggressore che vuole avere delle condizioni per fermare la guerra".

Ma la pace non sembra essere una vera priorità nemmeno per i potentati economici occidentali, impegnati nel pianificare la spartizione dell'Ucraina con le risorse della ricostruzione. "C'è una corsa ad accaparrarsi le risorse per la ricostruzione, prima ancora che si metta mano seriamente alla fine del conflitto, e non c'è traccia di una ricostruzione sociale che più passa il tempo e più sarà difficile da ricercare" denuncia Mediterranea Saving Humans. La convinzione degli ucraini è quella di dover combattere per ancora molti anni, e non per forza in una dimensione di guerra guerreggiata. "Io credo che dobbiamo combattere per ancora molti anni – commenta Dara Kouthiak – anche se la guerra finirà alle nostre condizioni, abbiamo ancora tanto lavoro da fare, per decolonizzare la nostra mentalità ed il nostro paese". Una guerra come quella che hanno vissuto gli ucraini avrà strascichi lunghissimi, come ci spiega Yura Lifanse: "Anche quando la battaglia finisce, la guerra non finisce. Continua nel sonno, continua nel cuore, continua nella società, continua nel problema legato all'adattamento alla vita pacifica dei veterani di guerra, e tanti altri problemi, la guerra continua. Nei mutilati, nelle case della ricostruzione, nella corruzione, la guerra continua. Io sono sicuro che la guerra non avrà mai il proprio risultato per nessuno, l'unica cosa che può vincere la guerra, è la pace".

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