Serve al più presto l'approvazione di altri vaccini perché da soli la tedesca BioNtech e l'americana Pfizer, che insieme hanno messo a punto il siero approvato negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Europa e in Israele e già in via di somministrazione, non possono farcela a rispondere a tutte le richieste che stanno arrivando a livello globale. È questo l'allarme lanciato da Uğur Şahin, capo della startup tedesca, preoccupato di non riuscire con le sole forze della sua impresa a coprire il fabbisogno di vaccini per sconfiggere la pandemia di Coronavirus.

"La situazione non è buona. Si è creato un gap perché non sono stati approvati altri vaccini e noi dobbiamo coprire il buco con i nostri", ha Şahin spiegato in un'intervista al settimanale tedesco Spiegel, aggiungendo: "Stiamo tentato di avere nuovi partner che producano per noi ma non è che ci siano fabbriche specializzate che non vengono utilizzate in giro per il mondo che possano produrre vaccini della qualità richiesta da un giorno all'altro". Tuttavia, ha assicurato, "entro la fine di gennaio noi avremo una visione più chiara se potremo produrre di più e quanto".

Uğur Şahin e sua moglie Özlem Türeci.
in foto: Uğur Şahin e sua moglie Özlem Türeci.

Şahin, cofondatore dell'azienda tedesca insieme alla moglie, Özlem Türeci, non ha nascosto di essere rimasto sorpreso da questa situazione, mostrando tutta la sua preoccupazione anche per quel che riguarda la possibilità di produrre in altri stabilimenti il vaccino Pfizer/BioNTech, data la complessità della tecnologia mRNa su cui il siero in questione è basato: "Non si può semplicemente cambiare, produrre vaccini invece che aspirina o sciroppo per la tosse, questo processo richiede anni di esperienza ed un appropriato equipaggiamento strutturale e tecnologico".

Intanto, nei prossimi giorni dovrebbe ricevere il via libera dell'Ema anche il vaccino Moderna, che dovrebbe essere somministrato poco dopo proprio insieme a quello Pfizer, di cui sono in Italia sono state già distribuite oltre 32mila dosi ad oggi. Più lunghi, invece, i tempi per l'approvazione del vaccino Oxford-AstraZeneca che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe ricevere il semaforo verde da parte dell'ente regolatore comunitario non prima della fine del mese di gennaio.