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La visita di Obama è piaciuta agli israeliani, meno ai palestinesi

Nel corso della storica visita tra Gerusalemme e Ramallah, il presidente USA si è detto deciso a trovare una soluzione alla perenne crisi tra israeliani e palestinesi. Ma le sue parole (e non solo quelle) non sono piaciute ai media arabi.
A cura di Biagio Chiariello
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Barack Obama in visita al Yad Vashem , memoriale dell'Olocausto

Barack Obama ha posto una pietra del memoriale di Martin Luther King a Washington sulla tomba di Yitzhak Rabin. Un gesto significato che in qualche modo accomuna tre premi Nobel per la Pace Così il presidente USA ha voluto onorare la memoria del primo ministro israeliano assassinato, seguendo la tradizione ebraica di porre un sasso sulle tombe di persone care. Nel corso della sua storica visita di Barack in Israele, Obama ha chiesto uno scambio, alla pari, tra due stati palestinesi ed israeliani per trovare una soluzione alla crisi che da anni affligge il Medio Oriente: “Rinunciare agli insediamenti dei coloni nei Territori palestinesi" dice il numero uno della Casa Bianca rivolgendosi ad Israele. Allo stesso tempo condanna i razzi da Gaza e ricorda agli arabi di normalizzare le proprie relazioni con Israele. I palestinesi, inoltre, secondo il Presidente degli Stati Uniti, dovrebbero fornire ad Israele alcune garanzie di sicurezza. Rivolgendosi agli studenti israeliani dell'università di Gerusalemme, Obama ha detto: "Giovani d'Israele, ora tocca a voi scrivere la prossima pagina della vostra Storia, scegliete la pace con i palestinesi". Lo Stato di Israele non esiste a causa dell'Olocausto, ma grazie alla sopravvivenza di un forte Stato di Israele, un Olocausto non accadrà mai più", ha detto poi Obama, visitando il memoriale dell'Olocausto Yad Vashem. Quest'ultimo, ha detto, illustra la depravazione a cui l'uomo può arrivare, ma serve anche come ricordo dei "giusti tra le nazioni che hanno rifiutato di essere spettatori".

Il discorso di Obama è piaciuto ai media israeliani, almeno stando ai titoli dei principali giornali che gli dedicano le prime pagine. "Invocate la pace dai vostri dirigenti" scrive il progressista Haaretz, che pubblica il suo intervento a Gerusalemme per intero.  In un editoriali Haaretz invita a "Prestare ascolto ad Obama" e si augura che "trovi orecchie pronte".Sulla stessa scia è l'indipendente Yediot Ahronot col titolo: "Non siete soli". Reazione opposta da parte dei media palestinesi, che sottolineano la mancata visita del Presidente degli Stati Uniti al Mausoleo di Yasser Arafat, a fronte invece di quelle sulla tomba di Rabin e dell'ideologo del sionismo Teodoro Herzl.  In un editorale di al-Hayat al-Jadida si sottolinea quanto sia "esagerato" l'accento messo da Obama sulle necessità di sicurezza di Israele. Viene però sottolineato quando evidenziato dallo stesso Obama a proposito del ritiro negoziato di Israele fino ai confini dello stato palestinese, "riconosciuti dalla stragrande maggioranza dei Paesi al mondo".

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