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La Spagna aumenta il salario minimo “per aiutare giovani e donne”: quanto vale ora

Il governo spagnolo ha approvato un aumento del salario minimo del 3,1%, portando l’importo a 1.221 euro al mese, 518 euro in più all’anno rispetto a prima. Il primo ministro Sanchez ha criticato la scelta dei datori di lavoro di non firmare l’accordo stipulato con i sindacati sul tema: “È un atto di giustizia sociale”, ha detto.
A cura di Luca Pons
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Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato per il 2026 un aumento del salario minimo. La somma sotto la quale nessun imprenditore può scendere è salita a 1.221 euro al mese per quattordici mensilità, al netto dell'Irpef, ovvero circa 17mila euro all'anno. L'aumento è del 3,1%, ovvero di 37 euro al mese o 518 euro all'anno, rispetto alle condizioni precedenti. Sarà retroattivo dal 1° gennaio di quest'anno.

Il provvedimento è stato annunciato dalla ministra del Lavoro Yolanda Diaz, che ha descritto il salario minimo interprofessionale come una "misura femminista", perché sta avendo un "impatto di genere senza precedenti". Infatti, la differenza nella paga tra uomini e donne in Spagna è più bassa rispetto alla media europea e secondo la ministra è scesa del 22% proprio grazie all'introduzione del salario minimo, che avrebbe aiutato un milione e mezzo di lavoratrici. È l'ottavo aumento dal 2018: in questo periodo la somma è cresciuta di oltre il 60%.

L'altra categoria che secondo Diaz ha beneficiato della paga minima sono "i giovani". Il salario minimo ha avuto un effetto positivo sull'occupazione, e "non c'è scienza né posizione accademica che possa sostenere che il salario minimo abbia un impatto negativo" sull'economia, ha detto.

La ministra del Lavoro, peraltro, ha anche duramente criticato le associazioni imprenditoriali che hanno deciso di non sottoscrivere l'accordo tra governi e sindacati. "Il Paese sta andando bene, sta crescendo del 2,8% ed è l'unico Paese dell'Ocse in crescita, con margini aziendali enormi, e occorre quindi che si faccia lo sforzo di distribuire un po' della ricchezza ai lavoratori", ha detto in conferenza stampa. Il governo, secondo Diaz, "sta facendo la sua parte con l'aumento del salario minimo", mentre restano "molti salari intermedi che non sono dignitosi".

La viceministra ha ricordato che il salario mediano nel Paese è di 1.668 euro al mese. Il problema, infatti, resta: "In termini salariali" la Spagna è "a 25 punti di differenza negativa rispetto all'Unione europea". Un attacco in particolare è stato rivolto al presidente della Ceoe, l'equivalente spagnolo di Confindustria, Antonio Garamendi: "Gli chiedo prudenza e responsabilità, guadagna 23 volte tanto il salario minimo interprofessionale". Garamendi aveva parlato di una "mancanza di rispetto e un disprezzo senza precedenti per il dialogo sociale".

Come detto, l'accordo governo-sindacati era stato sottoscritto ieri. Erano presenti la ministra Diaz e i rappresentanti delle principali sigle sindacali del Paese. Alla cerimonia della firma aveva partecipato il primo ministro Pedro Sanchez, che aveva parlato di un "passo molto importante per migliorare la vita di 2,5 milioni di lavoratori".

Aumentare il salario minimo "è una questione di giustizia sociale e di intelligenza economica", aveva detto Sanchez. "Questo aumento del salario minimo interprofessionale invia un messaggio molto chiaro e potente a milioni di persone: il loro lavoro è importante, il loro impegno è importante e la loro dignità è importante". E non erano mancate le critiche alle associazioni degli imprenditori: "Chiedo ai datori di lavoro di fare la loro parte: che paghino di più, che si siedano al tavolo con i sindacati e che si arrivi a un aumento generalizzato degli stipendi". Concludendo: "Quando è il momento di stringere la cinghia, la stringiamo tutti, e quando è il momento di distribuire i profitti, li distribuiamo tra tutti".

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