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Attacco all'Iran di Israele e USA

La cosa più assurda di questa guerra in Iran è ciò per cui stiamo combattendo

Stiamo facendo bruciare il mondo nel nome di un’energia che distruggerà il pianeta, di una tecnologia che distruggerà posti di lavoro e di una corsa agli armamenti che distruggerà lo stato sociale: difficile trovare nella Storia una guerra più assurda di questa.
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Di guerre assurde ce ne sono state parecchie, ma poche lo sono più di questa che gli Usa e Israele si sono messi a combattere contro l'Iran.

Diciamolo subito: è l’ennesima guerra per razzolare gas e petrolio, quegli stessi idrocarburi che sono la prima causa dell’aumento delle temperature medie e che ci eravamo presi l’impegno di usare di meno, nei prossimi decenni. Oggi, addirittura, per usarli di più siamo disposti a far andare il mondo in fiamme.

C’è un motivo, per cui gli Usa sono così tanto interessati a gas e petrolio, tanto da volersi prendere l'Iran e prima ancora il Venezuela. Hanno un disperato bisogno di energia per far funzionare l’industria dell’intelligenza artificiale, e vincere questa battaglia strategica con la Cina, che invece ha il predominio nell'estrazione e nella raffinazione delle terre rare, che delle nuove tecnologie sono materia prima.

Ma anche qui c’è un elemento paradossale: che stiamo facendo bruciare il mondo per innescare una rivoluzione tecnologica che distruggerà posti di lavoro come mai prima d’ora – si stima quasi 100 milioni a livello globale nei prossimi 4 anni – prima di crearne di nuovi.

Non solo: nel nome degli idrocarburi e dell’intelligenza artificiale stiamo bruciando non solo il mondo, ma una quantità enorme di denaro. 

Facciamo due conti veloci: solo ieri le borse europee hanno perso 565 miliardi di capitalizzazione, 870 in due giorni. E solo ieri il prezzo del gas è schizzato in alto del 39%, con buona pace delle bollette nostre e delle nostre aziende. Per non parlare di quanti miliardi sta perdendo e perderà il turismo globale se questa guerra prosegue. E dei miliardi di denaro pubblico destinati al nostro benessere, alla scuola, all’istruzione, che verranno drenati dall’industria delle armi.

Il tutto, nel nome di una dottrina, ben esplicitata ieri dal presidente francese Emmanuel Macron che postula che più ci armiamo più siamo temuti, e quindi sicuri. Mentre è la Storia che ci dice che più ci armiamo più finiremo in guerra, per davvero. 

Già, perché l’ultimo capolavoro di questa armata di sonnambuli che ci governa e che si accoda all'autocandidato a Premio Nobel per la pace, quello che doveva far finire tutte le guerre, potrebbe essere quello di portarci davvero la guerra in casa. Nel nome di un’energia che sta distruggendo il pianeta, di una tecnologia che ci toglierà il lavoro e di una corsa agli armamenti che ci toglierà lo stato sociale.

Applausi, davvero.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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