L'agenzia regolatoria sui farmaci cinese ha approvato altri due vaccini contro il Covid-19; a produrli sono state le aziende statali CanSino Biologics e Wuhan Institute of Biological Product, affiliato di Sinopharm. Con le nuove approvazioni il paese in cui si ipotizza sia iniziata la pandemia di coronavirus ha sviluppato in totale quattro vaccini, tutti considerati sicuri ed efficaci. Gli ultimi due antidoti, in particolare, hanno mostrato nel corso degli studi di fase III un'efficacia del 72% e del 69%.

Malgrado i progressi nello sviluppo di vaccini contro il Covid-19 la Cina sta faticando non poco a immunizzare la sua sterminata popolazione; gli scienziati hanno stabilito di dover somministrare il siero su 700 milioni di abitanti per ottenere l'immunità di gregge, ma per il momento la doppia dose del siero sarebbe stata iniettata a sole 40 milioni di persone, mentre appena il 3% della popolazione ha ricevuto una sola dose. Il governo sta dando la priorità ai lavoratori dei settori sanità, trasporti e logistica ed ha scelto di concentrarsi poi sulla fascia d'età 18-59 anni. Questa decisione, in netta controtendenza rispetto a quella presa da altri grandi paesi del mondo, è motivata dalla convinzione che proprio i più giovani siano i principali vettori della malattia. Chi lavora ed ha una vivace vita sociale ha molte più probabilità di diffondere il virus, quindi va immunizzato per primo.

La Cina dona vaccini a 53 nazioni povere

Una spedizione di vaccini dalla Cina
in foto: Una spedizione di vaccini dalla Cina

Nel frattempo la Cina ha deciso di esportare in 27 Paesi i vaccini anti-Covid che produce e di fornire aiuti vaccinali gratuiti a 53 nazioni bisognose. A renderlo noto due giorni fa in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin. Gli aiuti vaccinali inviati all'estero dalla Cina, ha sottolineato Wang, hanno raggiunto Pakistan, Cambogia, Laos, Guinea Equatoriale, Zimbabwe, Mongolia e Bielorussia, mentre le esportazioni di vaccini cinesi sono arrivate in Serbia, Ungheria, Perù, Cile, Messico, Colombia, Marocco, Senegal, Emirati Arabi Uniti e Turchia. La maggior parte delle nazioni citate, ha osservato il funzionario cinese, sono Paesi in via di sviluppo. Si spera, ha aggiunto Wang, che tutti gli Stati che sono in grado collaborino e contribuiscano in maniera positiva a sostenere il resto della comunità internazionale, in particolare i Paesi poveri, per superare insieme la pandemia. La Cina, ha ricordato il portavoce, è stato il primo Paese a impegnarsi per rendere i vaccini un bene pubblico globale e continuerà a promuovere la cooperazione sui vaccini con tutte le parti interessate nei limiti delle proprie capacità.