Covid 19
13 Ottobre 2021
12:52

La Cina esaminerà 200mila campioni di sangue del 2019 per trovare l’origine del Covid

Nell’ambito dell’inchiesta sulle origini della pandemia di Covid-19 la Cina nei prossimi mesi esaminerà duecentomila campioni di sangue raccolti a Wuhan nel 2019: potrebbero contenere informazioni determinanti per risalire ai primi contagi.
A cura di Davide Falcioni
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Covid 19

Nell'ambito dell'inchiesta sulle origini della pandemia di Covid-19 la Cina nei prossimi mesi esaminerà duecentomila campioni di sangue raccolti a Wuhan nel 2019: a renderlo noto è la CNN citando un funzionario della Commissione sanitaria nazionale cinese. I campioni ematici sono conservati al Wuhan Blood Center e l"archivio' – comprendente centinaia di migliaia di sacche, molte delle quali degli ultimi mesi del 2019 – è stato indicato lo scorso febbraio dagli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità come una possibile fonte di informazioni cruciali che potrebbero contribuire a definire quando e dove il virus abbia compiuto il salto di specie, passando dall'animale all'uomo.

Secondo i funzionari cinesi, i campioni del Wuhan Blood Center sarebbero stati conservati per due anni nel caso dovessero servire prove in possibili azioni legali relative alle donazioni. Il periodo scadrà a breve per i mesi di ottobre e novembre 2019: per questo sarebbero in corso i preparativi per analizzare i campioni a partire dalla scadenza dei due anni. A luglio il responsabile del team di esperti cinesi che ha lavorato con l'Oms, Liang Wannian, aveva dichiarato per la prima volta durante una conferenza stampa che il gigante asiatico avrebbe esaminato i campioni, promettendo la condivisione dei risultati. Se conservati in modo corretto i campioni potrebbero contenere elementi cruciali, ad esempio i primi anticorpi prodotti dall'uomo contro la malattia. Secondo Liang mentre il primo caso ufficiale di Sars-Cov2 è stato segnalato a Wuhan l'8 dicembre 2019, "la nostra ricerca e i precedenti documenti prodotti da scienziati cinesi suggeriscono che in quella data non è probabilmente stato rilevato il paziente zero. Potrebbero esserci altri casi che si sono verificati precedentemente". Una risposta a questa ipotesi potrebbe essere contenuta nei 200mila campioni di sangue che verranno presto esaminati.

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