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Covid 19
24 Novembre 2021
09:27

Israele dimostra che la terza dose di vaccino Covid funziona e salva vite

Israele è stato il primo paese al mondo a somministrare dosi di richiamo del vaccino anti Covid: così ha abbattuto contagi e morti e sconfitto la quarta ondata.
A cura di Davide Falcioni
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La somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid è in grado di abbattere i contagi e i decessi: lo dimostra Israele, paese che più volte in questa pandemia ha preso con largo anticipo decisioni che sono state poi imitate nel resto del mondo rivelandosi le più azzeccate. Il Paese, infatti, è stato precursore nella vaccinazione di adulti ed adolescenti, ha aperto la strada al pass vaccinale ed è stato il primo a iniettare dosi di richiamo sulla popolazione già a partire dalla fine di luglio, quando ha iniziato ad offrire il "booster" agli over 60. A partire dal mese successivo, invece, i richiami sono stati messi a disposizione della totalità della popolazione di età superiore ai 16 anni e oggi solo coloro che hanno ricevuto la terza dose sono considerati completamente vaccinati.

Ma quali sono stati i risultati di queste scelte, prese con largo anticipo rispetto a tutti gli altri paesi del mondo? Secondo quanto emerge dai dati ufficiali la somministrazione dei booster ha contribuito in modo importante ad abbattere i contagi e i decessi, bloccando tra agosto e settembre la quarta ondata che minacciava di causare decine di migliaia di nuovi morti e mettere in crisi il sistema sanitario. All'apice della quarta ondata, durante la prima decade di settembre, in Israele si registravano oltre 8mila contagi al giorno, pari a quasi 900 casi per milione di persone. I ricoverati in terapia intensiva, invece, erano più di 500. Oggi la situazione è decisamente diversa: grazie alla somministrazione della terza dose a larga pare della popolazione i contagi si aggirano ttra i 450 e i 500 al giorno e i ricoverati in rianimazione sono attualmente 129.

I dati provenienti da Israele inoltre evidenziano importanti differenze tra coloro che hanno completato il ciclo vaccinale con il richiamo e coloro che hanno scelto di non farlo: nell'ultimo mese, infatti, oltre il 75% dei casi positivi era tra i non vaccinati con booster (e non vaccinati affatto). La differenza è ancor più marcata per le ospedalizzazioni: a ottobre il tasso di persone di over 60 ricoverate in rianimazione che avevano ricevuto solo due dosi del vaccino era 5 volte superiore rispetto a quello di chi aveva ricevuto tre dosi.

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