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Guerra tra Iran, Usa e Israele

La strage di studentesse iraniane nella scuola di Minab: sotto accusa un Tomahawk degli Usa

Un nuovo video dell’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency mostra l’impatto del missile che ha colpito la scuola femminile Shajarah Tayyiba di Minab, dove sarebbero morte oltre 175 persone (in larga maggioranza giovanissime studentesse). Il filmato è stato analizzato da esperti di armi e immagini digitali contattati dal Washington Post: secondo i risultati, si tratterebbe di un missile Tomahawk lanciato dagli Stati Uniti.
A cura di Andrea Centini
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Il missile che ha colpito la scuola di Minab in Iran. Sarebbe un Tomahawk lanciato dagli Stati Uniti, secondo esperti di armi consultati dal Washington Post. Credit: Mehr News Agency
Il missile che ha colpito la scuola di Minab in Iran. Sarebbe un Tomahawk lanciato dagli Stati Uniti, secondo esperti di armi consultati dal Washington Post. Credit: Mehr News Agency
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Sabato 28 febbraio Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato un potente attacco contro l’Iran, dando inizio a una guerra che sta coinvolgendo vari Paesi del Golfo e della quale pare impossibile prevedere gli esiti. Ciò che è certo è che nel primo giorno di bombardamenti è stato ucciso l’Ayatollah Ali Khamenei assieme a decine di funzionari di alto rango – colpiti dopo mesi di preparazione – e, inoltre, si sarebbe verificato quello che ad oggi è considerato il più atroce crimine di guerra compiuto durante l’attacco israelo‑americano. Un missile da crociera Tomahawk, formalmente BGM‑109C Tomahawk Land Attack Missile (TLAM) statunitense, infatti, avrebbe centrato in pieno la scuola primaria femminile Shajarah Tayyiba nella città di Minab, nel sud dell’Iran, provocando la morte di almeno 175 persone, secondo le autorità iraniane. La maggior parte di esse sono studentesse dell’istituto.

A puntare il dito contro gli Stati Uniti, che al momento hanno negato il coinvolgimento (il presidente Donald Trump ha affermato che è stato l’Iran a colpire la scuola), è un nuovo video diffuso domenica 8 marzo dall’agenzia di stampa semi‑ufficiale iraniana Mehr News Agency. Nel filmato, della durata di una decina di secondi, si vede un missile precipitare in linea verticale nell’area in cui si trova la scuola; lo conferma anche la presenza dell’insegna di una clinica vicinissima all’istituto. Fino a qualche anno fa la scuola era parte integrante di un complesso navale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) a Minab, bersagliato dall'attacco. Negli ultimi anni l’edificio scolastico è stato separato dalla base militare da un muro e da alcune strade, trovandosi quindi all’esterno, seppur molto vicino. Nei suoi pressi sono stati costruiti anche campi da gioco per bambini, ben visibili a chiunque utilizzi mappe satellitari per decidere gli obiettivi da colpire.

Dopo l’impatto del missile da crociera, nel filmato si vede innalzarsi una densa nube di fumo nero e si sentono delle urla. Il video è stato ripreso a mano – probabilmente con uno smartphone – da alcune centinaia di metri di distanza e non è possibile vedere il punto esatto in cui è caduto, a causa della presenza di alberi. Tuttavia, un’accurata analisi delle immagini condotta da vari esperti interpellati dal Washington Post non solo conferma che quella colpita è la scuola Shajarah Tayyiba, ma anche che siamo innanzi molto probabilmente a un Tomahawk lanciato dagli Stati Uniti. La silhouette slanciata, la lunghezza e la punta arrotondata del missile visibile nei fermo‑immagine sono compatibili con quelle di un Tomahawk, come sottolineato al Washington Post da Wes Bryant, che si occupava degli obiettivi per le Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare statunitense e della valutazione dei danni ai civili al Pentagono.

Un Tomahawk in volo. Credit: U.S. Navy
Un Tomahawk in volo. Credit: U.S. Navy

Il profilo del missile ripreso nel video, comprese le ali, sembra proprio quello di un Tomahawk”, ha spiegato al quotidiano statunitense un ex ufficiale della Marina coinvolto nello sviluppo del programma di queste armi. Il dottor Bryant ha aggiunto che anche l’esplosione è compatibile con la carica esplosiva di un Tomahawk convenzionale, che complessivamente arriva a pesare fino a quasi 1.400 kg e può trasportare diverse centinaia di kg di esplosivo ad alto potenziale (come il Composition H‑6). Il missile è stato progettato sin dagli anni ’70 dagli Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University di Baltimora e presenta numerose varianti. In generale sono armi ad alta precisione – con guida GPS e altri sistemi – che possono essere lanciate da navi (lanciatori verticali Mk 41) e sottomarini, ma anche da recenti piattaforme mobili terrestri. Possono trasportare anche testate nucleari.

Gli Stati Uniti, tra i Paesi coinvolti negli attacchi del 28 febbraio, sono gli unici ad avere questi missili nel proprio arsenale e il loro utilizzo è stato confermato per colpire vari obiettivi in Iran. Va anche tenuto presente che, in base alle mappe mostrate dal Pentagono, gli USA si sono occupati proprio dell’Iran meridionale, dove si trova Minab. Il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto, in una conferenza ha mostrato una mappa con “bersagli” ubicati nei pressi della regione in cui si trova il centro navale delle Guardie della Rivoluzione Islamica a Minab.

Oltre a consulenti specializzati negli armamenti, il Washington Post ha coinvolto nell'analisi anche esperti di immagini digitali, per capire se il video di Mehr News Agency potesse essere contraffatto o addirittura sviluppato con l’intelligenza artificiale. Si è giunti alla conclusione che è genuino, per varie ragioni: dalla localizzazione al fatto che la telecamera si muove velocemente e il missile cade in verticale (un dettaglio molto complesso da modificare in post‑produzione), fino all’assenza di artefatti, come evidenziato dal professor Siwei Lyu dell’Università Statale di New York.

Dato che le operazioni di combattimento sembrano essere chiaramente delimitate tra le aree di responsabilità degli Stati Uniti e di Israele, la presenza del Tomahawk suggerisce che tutti gli attacchi nella zona siano stati condotti dagli Stati Uniti”, ha dichiarato al Washington Post Jenzen‑Jones, direttore di Armament Research Services. Al momento, tutto lascerebbe ipotizzare che i responsabili del massacro alla scuola Shajarah Tayyiba siano proprio gli USA, ma al momento non c'è alcuna conferma e le indagini sono ancora in corso. A questo punto, non si può escludere che la scuola sia stata scambiata per un bersaglio legittimo integrato nel complesso della base navale, pur trovandosi all’esterno delle mura di delimitazione dal 2016.

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