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Iran: in migliaia rischiano la vita perché l’embargo blocca le forniture di farmaci

Secondo medici e farmacisti iraniani, la situazione nel Paese sta diventando ogni giorno più preoccupante in quanto a causa delle sanzioni internazionali diversi malati rischiano la vita per l’assenza di medicinali adatti a curare malattie gravi come il cancro.
A cura di Antonio Palma
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Iran: migliaia di persone rischiano la vita perché non ci sono farmaci

Ormai è da qualche settimana che si fa sempre più critica la situazione del sistema sanitario iraniano. A causa delle misure imposte dalle organizzazioni internazionali contro il governo iraniano e il suo programma nucleare, nel Paese infatti scarseggiano molti medicinali soprattutto quelli per le malattie gravi. Le cosiddette conseguenze involontarie delle sanzioni internazionali stanno mettendo in serio pericolo la vita di molti cittadini iraniani che non riescono ad ottenere farmaci salvavita come quelli per curare il cancro. In effetti  medici e farmacisti accusano i Paesi occidentali di questa situazione,  asserendo che nulla può giustificare quello che sta accadendo perché “se una persona è malata di cancro e non si riesce a trovare il farmaco chemioterapico, la sua morte arriverà presto”. E’ quanto ha dichiarato ad esempio in un’intervista al Guardian Naser Naghdi,il direttore generale di Darou Pakhsh, la più grande compagnia farmaceutica del Paese iraniano.

I Paesi occidentali però hanno rigettato le accuse, chiarendo che le sanzioni imposte non riguardando prodotti di prima necessità, come cibo e medicine. In realtà le restrizioni sul sistema bancario, così come il divieto per sostanze chimiche che possono essere impiegate sia in campo medico che militare, sono all’origine di questa situazione che di giorno in giorno sta creando sempre più difficoltà alla popolazione. Naser Naghdi nell’intervista in effetti ammette che il problema è soprattutto economico perché  “molte aziende vogliono venderci  i farmaci, ma non abbiamo modo di pagarli”. In pratica capita spesso che il “trasferimento di denaro è rifiutato” proprio a causa delle sanzioni internazionali, ha spiegato il direttore generale di Darou Pakhsh. Aggiungendo, però, che poiché “ci sono pazienti per i quali un medicinale è la differenza tra la vita e la morte” la gravità della situazione è facile da comprendere e purtroppo solo qualcuno più ricco può provare ad acquistare le medicine direttamente nei Paesi occidentali tramite amici o parenti.

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