Il pedofilo seriale inglese  Richard Huckle, 33 anni, è stato ucciso a coltellate in un carcere dello Yorkshire. L'uomo, ritenuto uno dei più spietati pedofili della storia del Regno Unito, era stato condannato nel 2016 a 22 ergastoli. Huckle era stato indagato inizialmente dalla polizia australiana e poi al rientro in patria dagli investigatori britannici, e riconosciuto colpevole di almeno 71 stupri e abusi commessi su numerosi bambini di età compresa fra pochi mesi e 12 anni commessi in Malaysia: il Paese in cui l'orco aveva vissuto per diverso tempo nascosto dietro le vesti d'insegnante e missionario protestante.

La stragrande maggioranza delle vittime di Richard Huckle erano i figli di persone che l'uomo, 30enne quando è stato catturato, aveva tratto in inganno raccontando di essere un missionario cristiano. Secondo gli inquirenti "teneva diligentemente conto dei nomi in un quaderno, scrivendo nel dettaglio cosa aveva fatto a ognuno di loro". Il Guardian ha raccontato che "la storia di come è stato arrestato è una storia di persistenza e fortuna": sono stati infatti necessari mesi e un immenso lavoro da parte della task force Argos, una divisione speciale della polizia del Queensland, in Australia, che si occupa di pedofilia online.

La vicenda ha avuto inizio a Toronto, in Canada, nel 2011. Lì aveva sede la società di Brian Way, un uomo d’affari di 42 anni che aveva "un racket della distribuzione di film per pedofili, dal valore di quattro milioni di euro". L'imprenditore – che è stato arrestato ed è accusato di 15 reati legati alla pedofilia – teneva informazioni sui suoi 370 clienti, e un decimo di loro viveva in Queensland. Quei nomi vennero riferiti a Jon Rouse, il 52enne a capo di Argos il quale avvia indagini approfondite, si infiltra in un forum per perdofili e lì riesce a individuare gli utenti più attivi, tra i quali c'è anche Richard Huckle, che produceva e caricava online molto materiale, sempre molto recente. "Era entusiasta di quello che faceva. Criticava gli altri utenti dicendo che non erano dei [veri] pedofili. Li accusava di starsene seduti a casa a guardare le esperienze [gli abusi sessuali su minori] degli altri, mentre lui invece era là fuori, a fare le cose per davvero". Dopo l'arresto e durante il processo il pedofilo si è dichiarato colpevole di 71 reati, affermando anche di essere pentito per quello che aveva fatto.