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Guerra Ucraina-Russia

In Ucraina due milioni tra soldati morti e feriti in guerra, il generale: “Fallimento strategico della Russia”

Putin ha perso 1,2 milioni di soldati, calcola uno studio CSIS. Il generale Mick Ryan, ricercatore sul campo per l’istituto, a Fanpage.it: “L’esercito russo è solo parzialmente efficace, il Cremlino non può raggiungere i suoi obiettivi”.
A cura di Riccardo Amati
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In primavera saranno due milioni. Morti o feriti. E chissà perché non si contano mai gli amputati. Un milione e duecentomila le perdite delle forze armate russe, le cui avanzate oggi sono di qualche decina di metri al giorno. Quando va bene. Meno della metà le perdite ucraine. Poi ci sono i civili. Il Cremlino smentisce, ma non dà le sue stime. Le cifre di questi quattro anni di guerra contenute nell’ultimo rapporto del think tank americano Center for Strategic and International Studies (CSIS) sono agghiaccianti. Unico conforto: se anche solo si avvicinano alla realtà, dipingono una situazione che può contribuire ad alimentare anche a Mosca l’urgenza di metter fine alla carneficina.

Numeri senza pietà

“Nessuna grande potenza ha subito un numero di vittime o morti anche lontanamente paragonabile a questo in qualsiasi guerra dalla Seconda Guerra Mondiale”, si legge nello studio del CSIS. "Non penso che tali rapporti possano o debbano essere considerati informazioni affidabili", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “I soli dati affidabili sono quelli del Minoboromy”, ovvero il ministero della Difesa russo. Peccato che gli ultimi li ha pubblicati nel settembre 2022: i soldati uccisi dall’inizio dell’invasione su vasta scala erano allora 5.937.

Il CSIS stima in 325.000 i soldati russi uccisi tra il 24 febbraio 2022 e il dicembre 2025. Circa 875.000 i feriti e i dispersi. La ricerca tiene in considerazione e elabora la lista verificata dei caduti, stilata dalla testata giornalistica Mediazona in collaborazione con la BBC: contava 163.606 morti a metà gennaio.

Per l’esercito ucraino, il think tank di Washington calcola perdite tra 100.000 e 140.000 soldati uccisi, con altri 460.000-500.000 feriti o dispersi. In altre parole, le forze russe hanno subito circa due vittime e mezzo per ogni soldato ucraino ucciso o ferito.

Le Nazioni Unite hanno verificato quasi 15.000 morti civili in Ucraina dal febbraio 2022. Il numero di civili russi uccisi è stimato nell’ordine delle centinaia.

Segnali da Mosca

La vita non vale molto, nel regime di Vladimir Putin. Le perdite immani sono comunque una ragione in più per allentare la rigidità dei “niet” sui punti chiave dei negoziati. Ce ne sono altre. Un segnale chiaro: la produzione militare frenerà bruscamente nel 2026 secondo previsioni del governo russo citate da Bloomberg. L’economia di guerra è insostenibile.

La Russia darà priorità alla stabilità economica e a un bilancio equilibrato. La crescita del settore difesa legata agli ordini statali passerà dal 30% degli ultimi anni al 4-5 per cento con la spesa bellica complessiva in calo dell’11 per cento. Più vincoli fiscali, meno pressione sulle riserve statali, aumento dei progetti civili nelle imprese della difesa.

Un altro segnale potrebbe essere il temporaneo "cessate il fuoco energetico" che Donald Trump dice di aver strappato a Putin. Una prima apertura? Di sicuro un sollievo per la popolazione di Kyiv e di "altre città". Trump non ha precisato quali. I meteorologi dicono che dal primo febbraio le temperature scenderanno fino a meno trenta, in Ucraina.

Inverno ucraino

Nella capitale oltre seicento condomini sono senza riscaldamento, dopo i bombardamenti russi del 23 e 24 gennaio sulle infrastrutture energetiche. Lo ha reso noto l’amministrazione comunale. Resta da vedere se davvero Putin metterà in pausa i raid contro gli obiettivi civili. Anche nel marzo 2025 ci fu “un cessate il fuoco energetico”. In teoria. Perché i barrage su infrastrutture e edifici residenziali ucraini continuarono. Così come gli attacchi di Kyiv sui depositi di carburante in Russia.

Di un cessate il fuoco totale, come chiede Kyiv, poi non se ne parla proprio. Lo ha ribadito il ministero degli Esteri di Mosca. La versione ufficiale resta quella che la Russia sta vincendo la guerra e non ha alcun problema a portarla avanti quanto serve per arrivare alla disfatta totale dell’Ucraina.

Se poi si arrivasse a un accordo di pace che riconosce gli obiettivi massimalistici del Cremlino, tanto meglio, ripetono a Fanpage.it da Mosca persone vicine al Cremlino.  Le due ipotesi finora vengono viste in parallelo, non come alternative. Qualcosa potrebbe cambiare.

Potenza in declino

“Le capacità nazionali russe sono in declino”, commenta a Fanpage.it Mick Ryan, generale australiano che dopo la carriera militare è diventato un analista strategico e collabora con il CSIS. “La guerra ha accelerato il declino demografico. L’economia è messa male. Riserve consumate. Sanzioni. Dipendenza dalla Cina”. Il generale Ryan è stato sui fronti ucraini recentemente. Il CSIS si è valso delle sue osservazioni e lo cita nel suo rapporto. Ritiene che la Russia in Ucraina sia protagonista di un “enorme fallimento strategico”.

Mick Ryan
Mick Ryan

Nell’offensiva di Pokrovsk, le forze armate di Mosca sono avanzate in media di circa 70 metri al giorno, un ritmo più lento persino delle offensive più sanguinose del secolo scorso, come la Battaglia della Somme nella Prima guerra mondiale. Dal 2024, la Russia ha conquistato meno dell’1,5 per cento del territorio ucraino. Dal febbraio 2022, circa il 20 per cento. Meno del 10, al netto delle due repubbliche del Donbass già sotto il suo controllo prima dell’invasione su larga scala.

Un esercito “brutale” nel blocco autoritario

I russi sono comunque all’attacco. Per tutto lo scorso anno hanno avuto l’iniziativa. Lo facciamo notare al generale. Perché il suo giudizio sull’esercito di Putin è così negativo?

“Usano troppi effettivi per risultati minimi. Non è quello che fa un esercito moderno. L’investimento in uomini, droni, artiglieria, mezzi è enorme. Il ritorno, scarso. Tatticamente sono inefficienti. Più di qualsiasi forza occidentale. E spesso più degli ucraini. E poi, gli ufficiali trattano male i soldati. Si combatte per evitare punizioni, non per vincere. Questo soffoca iniziativa, creatività ed efficacia operativa”.

Fatto sta che la Russia ha una grande superiorità per forze impiegate e armamenti a disposizione. “Ma non è una riserva infinita. Vale per gli uomini e anche per le armi: si è dato fondo alle riserve dell’era sovietica”, dice il generale Ryan. Se ne costruiscono di nuove. I magazzini strategici però sono stati svuotati.

Chiediamo al generale tre aggettivi per definire l’organizzazione militare russa. “Viziata, altamente centralizzata, brutale. Solo parzialmente efficace”, risponde.

Proprio nulla di buono, dal punto di vista di un comandante sul campo? “Si nota una crescente capacità di apprendimento e innovazione. Le forze russe scambiano idee sulle soluzioni tattiche con gli alleati nordcoreani, iraniani e cinesi. Imparano e condividono lezioni quasi in tempo reale: dall’industria alla strategia, dall’elusione delle sanzioni fino alle tattiche sul campo di battaglia. È nato un blocco autoritario di apprendimento e adattamento”.

Vittoria illusoria e crisi reale: la pace diventa possibile

La Russia di Putin ha convinto il mondo che questa guerra la sta vincendo. La sua audience principale sono il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti. Ha ottenuto che Donald Trump e JD Vance siano più volte venuti “in soccorso” ai presunti vincitori.

Questo è servito ad allungare le trattative e continuare la guerra. Per raggiungere tutti gli obiettivi. Quello principale, della sottomissione dell’Ucraina, non sembra molto più vicino di quanto lo fosse il 24 febbraio 2022.

Nel frattempo, la Russia ha perso troppi soldati e svuotato le riserve. A Mosca ci si sta rendendo conto che la guerra non è sostenibile. Se non riesce a vincerla subito, Putin potrebbe decidere di accettare qualche compromesso per farla finire.

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