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In Turchia la minoranza islamica Alevi si ribella alla discriminazione (FOTO)

Case “marchiate” e aggressioni di fanatici contro gli appartenenti alla corrente islamica eterodossa che da sola rappresenta un quarto della popolazione turca. Che ora scende in piazza. E la tensione sale.
A cura di Piero Castellano
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Il 7 Ottobre, ad Ankara, in Turchia, era prevista da tempo una manifestazione per i diritti degli Alevi, una minoranza islamica nel paese a maggioranza sunnita, ma gli ultimi sviluppi della situazione al confine con la Siria, con i duelli di artiglieria, le vittime civili turche e il rischio di una guerra aperta, l’hanno trasformata in una imponente protesta contro la guerra, a cui si sono associati gruppi politici di diversa estrazione.

“Giù le mani dalla Siria, guardiamo al nostro Paese” è scritto sullo striscione al centro.

Nell’ultimo anno, episodi di discriminazione contro gli Alevi si sono ripetuti con allarmante frequenza. Ad Adiyaman, nel Sud Est, le porte delle case abitate da famiglie Alevi sono state marchiate da sconosciuti, come era successo nel 1978 a Maraş il giorno prima che oltre cento persone venissero uccise in un pogrom. A Malatya, durante il Ramadan, la casa di una famiglia di Alevi, che non osservano il digiuno, è stata assalita da una folla di fanatici, ed è dovuta intervenire la Polizia.

La piazza Sihhiye gremita di manifestanti

Il timore che episodi sanguinosi del passato possano ripetersi, e che in una eventuale guerra possano essere considerati dalla parte degli Alawiti al potere in Siria, con cui in realtà hanno ben poco in comune, ha provocato la protesta degli Alevi. Secondo le stime, gli Alevi in Turchia sono tra i 15 e i 20 milioni, quasi un quarto della popolazione.

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