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In Francia in vigore divieto di fumo all’aperto, ma la sigaretta è concessa fuori da bar e ristoranti

In Francia da oggi scatta il divieto di fumo all’aperto nei luoghi pubblici come parchi e giardini, spiagge e pensiline degli autobus ma la sigaretta è consentita nei dehors e nelle terrazze aperte di bar e ristoranti. Il divieto non comprende nemmeno le sigarette elettroniche che possono essere usate normalmente.
A cura di Antonio Palma
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Da oggi in tutta la Francia in vigore il divieto di fumo all’aperto nei luoghi pubblici. Da domenica 29 giugno, infatti, nel Paese stop alle sigarette in numerosi spazi pubblici come parchi e giardini, spiagge, pensiline degli autobus, in prossimità di biblioteche, scuole, piscine e impianti sportivi. La tanto discussa legge che inasprisce il divieto di fumo in Francia nella sua ultima versione però ha risparmiato bar e ristoranti all’aperto dove la sigaretta sarà concessa.

Le nuove norme infatti non riguardano i dehors e le terrazze aperte di bar e ristoranti dove dunque si potrà continuare a fumare. Il divieto non comprende nemmeno le sigarette elettroniche che possono essere usate normalmente. La normativa prevede per i trasgressori multe da 135 euro anche se è prevista una fase di rodaggio senza multe. In questa prima fase di entrata in vigore dello stop, infatti, i casi di irregolarità saranno solo segnalati in modo che i cittadini possano abituarsi alle nuove regole.

Secondo il governo francese, che aveva promesso la misura già alla fine del 2023, il divieto mira principalmente a proteggere i bambini dal fumo passivo. "Dove ci sono bambini, il tabacco deve scomparire", aveva dichiarato la ministra della salute Catherine Vautrin sostenendo che la libertà di fumare "finisce dove inizia il diritto dei bambini a respirare aria pulita". Il decreto pubblicato sabato, inasprisce anche le pene per la vendita di tabacco e prodotti per lo svapo ai minori, che ora comporta una multa di quinta 200 euro.

La scelta di non estendere il divieto di fumo a bar e ristoranti all’aperto, però, ha creato nuovi malumori visto che anche la Commissione europea ha raccomandato agli Stati membri di estendere il divieto di fumo nei locali anche agli spazi esterni degli stessi.

“Il divieto, che consente la "denormalizzazione" del consumo di tabacco negli spazi pubblici, è un passo nella giusta direzione, ma rimane insufficiente" sostengono diverse associazioni antifumo e il Comitato nazionale contro il fumo, aggiungendo: “Il legislatore sarebbe potuto andare un po' oltre, soprattutto inserendo le terrazze dei caffè, che sono veri e propri assortimenti di fumo e fumatori".

"Il fumo passivo, sebbene più tossico in un ambiente chiuso, è particolarmente tossico anche in un ambiente aperto, in particolare nelle aree coperte come terrazze e pensiline” sottolineano le associazioni antifumo. "Ci troviamo di fronte a una vera e propria lobby di produttori di tabacco che opera attraverso i proprietari di bar e ristoranti", hanno affermato, sottolineando che "un buon numero di questi proprietari di bar e ristoranti sono anche tabaccai" e che il governo "probabilmente non voleva entrare in una situazione di stallo" con questa professione.

Il settore alberghiero e della ristorazione però si oppone al divieto sostenendo che sposterebbe solo il problema, perché "chi si trova sulle terrazze andrebbe a fumare accanto ai locali". “Fumatori e non fumatori possono coesistere nei dehors, ultimi luoghi di convivialità e libertà” hanno dichiarato.

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