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Guerra tra Iran, Usa e Israele

I curdi iraniani: “Questa non è la nostra guerra. Vogliamo un Paese democratico e la nostra autonomia”

L’intervista di Fanpage.it a Zagros Enderyarî, politico del comitato Affari esteri del partito curdo iraniano per il Kurdistan libero (Pjak): “Questa non è la guerra del popolo iraniano, è una guerra tra Israele e Iran per il potere regionale e per difendere i loro interessi. Vogliamo essere una nazione libera”.
A cura di Giuseppe Acconcia
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“I partiti curdi hanno combattuto contro il regime iraniano per molti anni. Ma in questa guerra non siamo coinvolti”. A parlare  a Fanpage.it è Zagros Enderyarî, politico del comitato Affari esteri del partito curdo iraniano per il Kurdistan libero (Pjak). In questi giorni continuano i raid iraniani nel Kurdistan iracheno per impedire che i combattenti curdi in Iraq si dirigano verso l’Iran, come auspicato dagli Stati Uniti.

“Questa non è la guerra del popolo iraniano, è una guerra tra Israele e Iran per il potere regionale e per difendere i loro interessi. Allo stesso tempo, bisogna tenere presente che ogni guerra può creare sia problemi sia opportunità”, ha aggiunto il politico curdo iraniano. “Abbiamo la responsabilità di difendere il nostro popolo contro i pericoli che questa guerra può causare. Dobbiamo anche cercare di tenerci lontani dalle conseguenze dirette della guerra. Allo stesso tempo, se emerge un’opportunità che può spingere l’Iran ad avere più democrazia e libertà, la coglieremo sicuramente”, ha aggiunto Zagros Enderyarî. Il Pjak fa parte di una coalizione allargata di forze curde iraniane con il partito per la libertà in Kurdistan (Pak), il Partito democratico del Kurdistan in Iran (Pdk-I) e componenti delle organizzazioni comuniste Komala e Khabat che hanno sottoscritto un accordo per l’autodeterminazione curda e i diritti politici e civili per i curdi.

Stati Uniti e Israele sosterranno militarmente i curdi iraniani?

"In questa fase, il risultato di questa guerra non è chiaro e non sappiamo quanto tempo continuerà o cosa comporterà. Se la guerra continua e gli Stati Uniti non raggiungeranno gli interessi che cercano, e se il regime iraniano non si arrenderà alle loro richieste, la guerra potrà andare avanti a lungo. In questa situazione, secondo me, gli Stati Uniti possono sostenere tutti i gruppi di opposizione per ottenere i loro obiettivi. Sappiamo bene che gli Stati Uniti non rappresentano un alleato di lungo periodo per i curdi. Tuttavia, le circostanze qualche volta determinano se è possibile formare un’alleanza tattica di breve periodo o meno. Questo dipenderà interamente dalla situazione politica e dagli sviluppi di quel determinato momento".

I curdi siriani e iracheni vi sosterranno nella guerra nelle province curde iraniane?

"Non credo che i curdi in Siria e in Iraq interverranno in questa guerra. L’Iran può essere considerato un paese ostile per loro. Il primo dovere dei curdi è di proteggere le conquiste che hanno già ottenuto in Siria e in Iraq. Quindi, il loro coinvolgimento in questa guerra non è auspicabile né necessario. Mantenere la stabilità e proteggere le attuali conquiste politiche e sociali è molto più importante per loro".

L’esperienza del Rojava può influenzare la vostra lotta, nonostante gli Stati Uniti abbiano appena abbandonato i curdi siriani a loro stessi?

"Di certo, sappiamo bene che nel Rojava l’alleanza tra curdi e Stati Uniti è stata tattica e temporanea. Per principio, gli Stati Uniti non possono essere un alleato strategico dei curdi perché gli interessi delle due parti sono molto diversi, e molti di questi interessi non sono allineati con gli interessi del popolo curdo. Una cooperazione può essere possibile in alcuni periodi limitati di tempo ma nel lungo periodo è quasi impossibile che questo avvenga. Questa è una realtà che entrambe le parti conoscono e ne abbiamo fatto esperienza in Rojava".

Se i curdi iracheni dovessero sostenere una guerra per procura in Iran, potrebbero entrare in conflitto con la comunità sciita in Iraq?

"Né i curdi né gli sciiti vogliono la guerra. Non penso che questo accadrà. Per tanti anni abbiamo vissuto fianco a fianco. Ci conosciamo bene e ci capiamo bene. La First Lady irachena, Shanaz Ibrahim Ahmed, ha pubblicato una dichiarazione molto accurata e profonda su questo tema che dice: “Lasciate i curdi in pace, non siamo armi a noleggio”. Conosciamo le esperienze delle precedenti guerre in Medio Oriente, e quindi dobbiamo cercare di evitare che si ripetano".

Fino a che punto i curdi possono accettare l’imperialismo di Stati Uniti e Israele in Medio Oriente?

"Questa non è la nostra guerra. Non abbiamo preso parte a questo conflitto dall’inizio, e non vogliamo esserne coinvolti. Il nostro obiettivo per il futuro dell’Iran è stabilire una Repubblica democratica, decentrata con una forma di autonomia per i curdi all’interno dell’Iran. Vogliamo essere una nazione libera e democratica che vive in coesistenza pacifica con gli altri popoli e le comunità in Iran e nella regione. Crediamo anche che gli interessi e le risorse di questa terra debbano essere utili per il popolo di questa terra, senza missili, bombe atomiche e l’arricchimento di un piccolo gruppo di persone".

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