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Himalaya, centinaia di dispersi a causa delle bufere di neve: ci sono anche 4 italiani

Le violentissime bufere di neve che si stanno abbattendo sul Nepal hanno già provocato almeno 24 morti. Tra gli escursionisti coinvolti ci sono anche 4 italiani, che per fortuna stanno bene e si trovano in un campo base a 5mila metri di quota.
A cura di Davide Falcioni
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Ieri vi abbiamo dato conto delle violentissime bufere di neve che da giorni si stanno abbattendo sull'area settentrionale del Nepal, dove hanno provocato la morte di 24 escursionisti, 12 dei quali stranieri. Ebbene, la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente e stamattina alcune agenzie di stampa locali hanno parlato di 32 vittime, mentre i dispersi sarebbero addirittura centinaia. In queste ore sono in corso le operazioni di ricerca nella regione del Mustang, ma stando a quanto reso noto le continue valanghe avrebbero bloccato una buona parte dei sentieri di alta montagna e costretto gli escursionisti, tra i quali ci sarebbero anche degli occidentali, a cercare riparo in rifugi di fortuna. Per questa ragione non si parla ancora di vittime, bensì di dispersi: la speranza, tuttavia, è che vengano presto soccorsi o quantomeno dispongano di acqua, cibo e possibilità di riscaldarsi.

Nel frattempo è ormai certo che tra le persone coinvolte ci sono anche quattro italiani: si tratta di Adriano Favre, direttore del soccorso alpino della Val d'Aosta, e di altri tre escursionisti. Sarebbero bloccati in un campo base a 5mila metri di quota ai piedi dell'Annapurna, la regione nepalese teatro delle bufere di neve. Favre è stato raggiunto telefonicamente dai giornalisti delle edizioni dei tg regionali valdostani ed ha confermato che la tempesta è in corso da 30 ore consecutive. L’uomo ha anche riferito di avere dato ospitalità nella sua postazione a sei persone scampate alle valanghe e di essere circondato da una distesa di neve appena caduta e alta un metro e venti.

Le bufere, con venti che hanno superato i 100 chilometri orari, hanno provocato nei giorni scorsi numerose valanghe che si sono abbattute su gruppi di escursionisti. Una di queste, probabilmente la più violenta, si è staccata dal Thorang La, un passo a 5.416 metri nella regione del Mustang. Il valico collega la piccola città di Manang (a 3540 metri di quota) con l’abitato di Ranipawa, passando anche per il tempio di Muktinath. Si tratta di uno dei passaggi più frequentati dai viaggiatori che si avventurano alle pendici dell’Himalaya.

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