Guerra Ucraina, missili russi su Kiev nella notte: niente luce e riscaldamento nella capitale

Notte di bombardamenti a Kiev. La Russia ha lanciato un attacco con decine di droni e missili, durato per ore, che ha colpito anche numerose infrastrutture civili. Il bilancio al momento è di quattro morti e circa 25 feriti, di cui tre bambini. Le sirene dell'allarme aereo hanno suonato la prima volta alle 23 (ora locale), e poi a più riprese nelle ore notturne.
Intanto, l'utilizzo dei missili Oreshnik da parte di Mosca ha portato alla protesta dei Paesi europei. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite si riunirà lunedì, proprio su richiesta dell'Ucraina. In Europa vanno avanti i preparativi per l'eventuale invio di militari, dopo la fine della guerra, in una forza internazionale che garantisca il rispetto delle condizioni: la Francia sarebbe pronta a inviare 6mila soldati, il Regno Unito investirà 230 milioni di euro nei preparativi.
L'attacco a Kiev: niente luce, acqua e riscaldamento
Centinaia di droni russi sono stati lanciati verso la capitale ucraina. Le difese antiaeree di Kiev sono riusciti a intercettarli e bloccarli solo in parte. Così, diverse infrastrutture civili (come le centrali elettriche) hanno subito danni importanti. Sarebbero centinaia di migliaia le utenze che sono state scollegate dalla rete elettrica, lasciando milioni di persone senza elettricità. E lo stesso vale per la possibilità di scaldarsi: circa la metà dei condomini nella città erano già senza riscaldamento, e la situazione è solo peggiorata.
Non è un caso che già ieri il sindaco della capitale, Vitaliy Klitschko, avesse invitato i cittadini che potevano lasciare Kiev "temporaneamente" a farlo, "per recarsi in luoghi dove sono disponibili fonti alternative di energia elettrica e riscaldamento". Anche "l'approvvigionamento idrico della città è interrotto". Tutti fattori che, come la Russia sa bene, pesano ancora di più nel pieno dell'inverno.
Oggi l'ente per l'energia ucraino, Ukrenergo, ha disposto un'interruzione di emergenza della corrente elettrica a Kiev. L'amministrazione della capitale ha dichiarato che "sono stati interrotti i servizi di approvvigionamento idrico, di riscaldamento e di trasporto elettrico". Al di fuori della città, guardando alla regione di Kiev, le autorità locali parlano di quasi 98mila famiglie in 212 insediamenti che non senza elettricità a causa dei bombardamenti.
Onu, Consiglio di sicurezza si riunisce lunedì
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite si riunirà lunedì, in un incontro straordinario richiesto dall'Ucraina dopo gli attacchi di Mosca. "La Russia ha raggiunto un nuovo livello sconvolgente di crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha affermato l'ambasciatore ucraino all'Onu Andriy Melnyk chiedendo una riunione.
È arriata anche la condanna del segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres. Il portoghese, tramite il suo portavoce, ha dichiarato: "Gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili violano il diritto internazionale umanitario. Ovunque si verifichino, sono inaccettabili e devono cessare immediatamente". E ha condannato "fermamente i continui attacchi mirati della Russia con missili e droni contro infrastrutture civili critiche in Ucraina. Questi attacchi hanno causato numerose vittime civili e privato milioni di ucraini di servizi essenziali, come elettricità, riscaldamento e acqua, in un momento di grave bisogno umanitario".
Allarme per l'uso del missile Oreshnik
Ad allarmare l'Onu è anche l'utilizzo, ieri, di un missile Oreshnik in territorio ucraino. La Russia ha vantato più volte che quest'arma non può essere intercettata ed è in grado di trasportare anche testate nucleari. Visto che viene utilizzata anche in Bielorussia, il suo raggio di 550 chilometri include territori occidentali dell'Unione europea.
La Russia ieri l'ha usata per colpire una zona vicina a Leopoli, nell'ovest dell'Ucraina. Il ministero della Difesa ha giustificato l'offensiva come una risposta al presunto tentativo di attacco alla residenza di Vladimir Putin da parte di Kiev. Tentativo che il governo ucraino ha sempre smentito.
"Il missile Oreshnik è stato usato di nuovo, questa volta contro la regione di Leopoli. Ancora una volta, è avvenuto ostentatamente vicino ai confini dell'Unione europea. In termini di utilizzo di missili balistici a medio raggio, ciò pone la stessa sfida per tutti: Varsavia, Bucarest, Budapest e anche per molte altre capitali", ha scritto sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E infatti la convocazione del Consiglio di sicurezza Onu ha al centro anche l'utilizzo di questa arma.
"La Federazione russa ha ufficialmente rivendicato la responsabilità dell'uso del missile balistico a medio raggio noto come ‘Oreshnik' nella regione di Leopoli. Un simile attacco rappresenta una minaccia grave e senza precedenti per la sicurezza del continente europeo, minando la stabilità regionale e ponendo seri rischi per la pace e la sicurezza internazionale in senso più ampio", ha scritto il diplomatico ucraino Melnyk alle Nazioni unite.
Usa e Ucraina lavorano sugli accordi per la ricostruzione
Anche se in questo contesto sembra quasi impossibile immaginare la firma di un accordo di pace, i contatti tra Ucraina e Stati Uniti sono proseguiti. Stando a indiscrezioni giornalistiche, Donald Trump e Volodymyr Zelensky dovrebbero arrivare a firmare un accordo per la ricostruzione dell'Ucraina dopo il conflitto, dal valore di 800 miliardi dollari. Si parlerebbe di investimenti privati, ma anche di sovvenzioni e prestiti.
In più, parlando a Bloomberg Zelensky ha detto che l'accordo tra i due Paesi potrebbe includere delle regole per il libero scambio. Se, ad esempio, l'Ucraina non subisse alcun dazio da parte degli Stati Uniti, questo potrebbe darle dei "vantaggi molto importanti" rispetto ai Paesi vicini. Per il momento, però, non c'è nulla di definitivo.
Francia e Regno Unito si preparano a mandare militari dopo la guerra
In Europa, dopo il vertice dei cosiddetti Volenterosi degli scorsi giorni, vanno avanti i preparativi per una possibile forza militare internazionale da piazzare in Ucraina, al termine della guerra, come garanzia di sicurezza. Il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato i rappresentanti di tutti i partiti per presentare un piano: stando a quanto avrebbe detto la capogruppo di France Insoumise Mathilde Pano a Le Monde, il Paese sarebbe disposto a inviare 6mila soldati in territorio ucraino.
Francia e Regno Unito, ieri, hanno firmato una dichiarazione d'intenti dicendosi disponibili a partecipare all'eventuale iniziativa. Per questo, il ministero della Difesa del Regno Unito ha comunicato che quest'anno dedicherà 200 milioni di sterline (equivalenti a circa 230 milioni di euro) a preparare le forze armate alla possibile missione in Ucraina. Si tratta di investire in veicoli, "sistemi di comunicazione" e "protezione dai droni" per tutelare i militari. Il Parlamento, comunque, sarà chiamato a votare sulla eventuale proposta di inviare delle truppe: lo ha garantito il premier Keir Starmer.