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Conflitto Israelo-Palestinese

Guerra Israele, parla Netanyahu: “Tutti i membri di Hamas sono morti che camminano”

l premier israeliano Benyamin Netanyahu ribadisce gli obiettivi dello Stato ebraico in conferenza stampa: “Determinati a continuare fino alla vittoria, Gaza non dovrà più rappresentare una minaccia per noi”.
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A cura di Biagio Chiariello
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Nella serata di oggi, 18 novembre, Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha tenuto una conferenza stampa al ministero della Difesa a Tel Aviv. Il numero uno israeliano ha subito tuonato contro Hamas: "Tutti i loro membri, compresi quelli che si trovano al di fuori della Striscia di Gaza, sono morti che camminano". E ancora: "Finora nessun accordo sugli ostaggi, siamo determinati a combattere fino alla vittoria".

Siamo determinati a combattere fino alla vittoria, fino a quando non avremo distrutto il nemico e recuperato gli ostaggi"

Netanyahu ha quindi ribadito gli obiettivi dello Stato ebraico in conferenza stampa. Un ulteriore target, ha precisato, riguarda la necessità che "all'indomani della vittoria, Gaza non possa tornare a rappresentare una minaccia per noi". Le forze armate israeliane "dovranno mantenere una libertà di manovra al suo interno. Israele opera secondo i codici internazionali di combattimento".

In merito alla possibilità di accordo sugli ostaggi, ha precisato: "Ci sono voci infondate: finora nessun accordo è stato raggiunto, ma quando ci sarà lo diremo subito". E riferendosi alla manifestazione svoltasi oggi a Gerusalemme sotto il suo ufficio, Netanyahu ha detto: "Io marcio con voi. Tutto il popolo di Israele marcia con voi. Comprendiamo la vostra sofferenza e l'incubo che vivete”.

Le forze armate israeliane dovranno mantenere una libertà di manovra al suo interno. Il primo ministro ha ribadito che "Israele opera secondo i codici internazionali di combattimento'‘ e ha spiegato le ragioni per quali ha autorizzato l'ingresso a Gaza di quantità limitate di combustibile

E contro Hamas, ha detto. "Tutti i loro leader sono passibili di morte", ha risposto alla domanda di un giornalista che chiedeva se negli obiettivi della campagna in corso contro i fondamentalisti ci fossero anche suoi leader che risiedono all'estero. "Come ad esempio nel Qatar".

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