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Guerra tra Iran, Usa e Israele

“Gli attacchi in Iran provocano danni ambientali enormi, sono crimini di guerra”: la denuncia di Amnesty

L’intervista di Fanpage.it a Riccardo Noury, portavoce Amnesty International Italia: “Gli attacchi in Iran e nei Paesi del Golfo contro le infrastrutture energetiche sono un crimine di guerra. Incendi fuori controllo e pioggia intrisa di petrolio hanno danneggiato aree abitate dai civili, con conseguenze drammatiche per l’ambiente e la salute delle persone”.
Intervista a Riccardo Noury
portavoce Amnesty International Italia.
A cura di Ida Artiaco
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"Accanto al rischio per i civili, che è già molto elevato, c'è anche un rischio ambientale enorme. Ci stanno arrivando testimonianze choccanti, di bambini che chiedono perché sta cadendo neve nera. Vai a spiegare loro che è pioviggine carica di sostanze tossiche".

A parlare è Fanpage.it è Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che ha commentato la richiesta avanzata dalla Ong a Iran e Israele affinché finiscano gli attacchi contro le infrastrutture energetiche comprese quelle che erogano forniture essenziali come l’elettricità, il riscaldamento e l’acqua.

Dal 28 febbraio, da quando cioè sono cominciati i raid israelo-statunitensi contro Teheran, sono stati colpiti una serie di depositi e di centri di distribuzione di carburante in Iran, che a sua volta ha colpito depositi e infrastrutture del gas e del petrolio in vari Paesi del Golfo. In particolare, Amnesty fa riferimento agli attacchi contro i depositi petroliferi nelle zone di Shahrah, Sohanak e Kounak della capitale, nella città di Shahr-e Rey nella provincia di Teheran e in quella di Fariz nella provincia dell’Alborz. Qui incendi fuori controllo e pioggia intrisa di petrolio hanno danneggiato le aree abitate dai civili.

"Il tema è che accanto ai rischi per i civili c'è anche un enorme rischio ambientale – ha ribadito Noury -. Non si tratta di attacchi contro strutture che favoriscono direttamente la macchina militare dello Stato, quanto contro strutture civili che servono a mandare avanti la vita quotidiana fornendo riscaldamento e carburante. Sembra che abbiano preso esempio da Putin che attacca sistematicamente le infrastrutture che producono energia in Ucraina. Abbiamo testimonianze di pioviggine carica di sostanze tossiche che si deposita per terra e forma una sorta di lastra di cemento. A ciò si aggiungano le sostanze tossiche presenti nell'aria che possono avere conseguenze sull'ambiente e sulla salute potenzialmente di milioni di persone. Questo va messo in evidenza adesso, al di sopra di considerazioni di natura geopolitica, militare e di sicurezza. E cioè che c'è un inquinamento e un rischio per l'ambiente a causa di questi attacchi illegali, sia in Iran che negli Stati del Golfo, che fa spavento".

Per Amnesty questi attacchi sono un crimine di guerra. E Noury ci spiega perché: "Prima di tutto, chi attacca deve dimostrare che quell'obiettivo che si vuole colpire serve alla macchina da guerra, in questa caso iraniana ma vale anche l'opposto. In secondo luogo, prima di lanciare un attacco si devono calcolare i danni per i civili ed eventualmente sospenderlo immediatamente. In questo caso, è giusto che questi raid vengono indagati come tali".

La situazione, secondo Noury, non è destinata a migliorare: "Lo scenario è tragico. Quelli che ci dicono che non c'era alternativa alla guerra sono coloro che l'alternativa l'hanno abbattuta. La speranza c'è ma non è legata alla preoccupazione per le vittime civivli e per la catastrofe ambientale. Interverrà la preoccupazione per l'economia e i mercati".

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