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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Gaza, 11 palestinesi uccisi ieri da Israele, 3 erano giornalisti: stavano documentando gli aiuti umanitari

I tre giornalisti si chiamavano Mohammed Salah Qashta, Abdul Raouf Shaat e Anas Ghneim. Shaat collaborava regolarmente come freelance con l’agenzia Agence France-Presse in qualità di fotoreporter e videomaker.
A cura di Davide Falcioni
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Mohammed Salah Qashta, Abdul Raouf Shaat e Anas Ghneim
Mohammed Salah Qashta, Abdul Raouf Shaat e Anas Ghneim
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Continua la strage dei giornalisti palestinesi testimoni e narratori del genocidio a Gaza. Tra le undici vittime dei raid aerei condotti ieri da Israele nella Striscia ci sono infatti anche tre reporter che stavano lavorando nell’area di Al-Zahra, a sud-ovest di Gaza City: i tre stavano documentando attività civili e umanitarie.

A perdere la vita sono stati Mohammed Salah Qashta, Abdul Raouf Shaat e Anas Ghneim. Shaat collaborava regolarmente come freelance con l’agenzia Agence France-Presse in qualità di fotoreporter e videomaker. Al momento del bombardamento non era impegnato in un incarico ufficiale, ma stava comunque svolgendo attività giornalistica sul terreno.

Secondo testimoni, il gruppo stava utilizzando un drone per riprendere la distribuzione di aiuti da parte del Comitato egiziano di soccorso quando un missile ha colpito un veicolo che li accompagnava. Il mezzo, contrassegnato dal logo dell’organizzazione umanitaria, è stato distrutto. Il comitato ha confermato che uno dei propri veicoli è stato centrato durante una missione umanitaria, causando tre morti.

I resti dell’auto sulla quale viaggiavano i tre giornalisti uccisi
I resti dell’auto sulla quale viaggiavano i tre giornalisti uccisi

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito "individui sospetti" che "operavano un drone di Hamas", sostenendo che il velivolo rappresentasse una minaccia per le truppe. Le forze armate non hanno però fornito dettagli su come sia stata stabilita l’affiliazione del drone né sulle circostanze che hanno portato all’attacco, precisando che l’episodio è oggetto di verifica interna.

L’AFP ha espresso cordoglio per la morte di Shaat, ricordandolo come un collega stimato, dal carattere gentile e profondamente dedito al suo lavoro, e ha chiesto un’indagine indipendente e trasparente. "Il numero di giornalisti locali uccisi a Gaza continua a crescere, mentre ai reporter stranieri resta di fatto precluso l’accesso libero al territorio", ha sottolineato l’agenzia.

La reazione delle organizzazioni per la libertà di stampa è stata immediata. Reporters Without Borders ha espresso "profonda indignazione", mentre il Committee to Protect Journalists si è detto "sconvolto", avvertendo che colpire giornalisti chiaramente identificabili potrebbe configurare un crimine di guerra.

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Il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha definito l’attacco parte di una strategia deliberata per colpire i media locali. Anche l'Ordine dei Giornalisti italiano ha condannato l'uccisione dei tre reporter: "Un’altra strage di giornalisti nella striscia di Gaza che, a quanto si apprende, erano ben identificabili per le insegne sulla loro auto. Ancora una volta l’esercito israeliano (Israeli Defence Force) non esita ad aprire il fuoco contro gli operatori dei media o coloro che usano telecamere o riprendono video. A Gaza dovrebbe esserci una tregua, ma giungono notizie e immagini drammatiche sulle condizioni di vita di centinaia di migliaia di palestinesi ormai privi di case e infrastrutture essenziali. Come Ordine dei giornalisti ci siamo associati a tutti gli appelli internazionali per fare entrare liberamente la stampa estera nella striscia. Ribadiamo la richiesta anche se il governo di Israele insiste nel blocco totale per i giornalisti".

Secondo il ministero della Sanità di Gaza, dall’inizio della tregua le operazioni israeliane hanno causato la morte di almeno 466 palestinesi. Nella stessa giornata dell’attacco ai giornalisti, altre otto persone sono rimaste uccise in diversi bombardamenti. L’esercito israeliano, dal canto suo, afferma di aver perso tre soldati nello stesso periodo.

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