Fedorov, consulente di Crosetto, presenta l’esercito robot: l’obiettivo è colpire il primo soldato nemico entro 6 mesi

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Screenshot tratto dal video di presentazione di Fedorov
Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino e, dalla fine di agosto 2026, consulente speciale del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, ha presentato oggi a Leopoli un ambizioso progetto di costituire un esercito privato di robot. L’iniziativa punta a far eliminare il primo soldato nemico da una macchina umanoide entro sei mesi.

Sostituire gli esseri umani sul campo di battaglia con robot e trasformare la natura stessa delle guerre. È questo l'ambizioso progetto presentato oggi da Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino e, dalla fine di agosto, consulente speciale del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. Durante la conferenza tecnologica IT Arena a Leopoli, Fedorov ha svelato la sua nuova scommessa: l'"Esercito di Robot", un ecosistema privato di difesa che punta a portare macchine antropomorfe – e non solo – direttamente nelle trincee.

Rimosso a luglio dal presidente Volodymyr Zelensky, l'ex ministro non ha abbandonato il settore della difesa tech. Dopo aver sollecitato nuove elezioni e stretto importanti legami internazionali, Fedorov ha deciso di muoversi dal settore privato. Forte dell'esperienza maturata nel 2022 con l'imponente progetto "Esercito di Droni", l'ex ministro intende ora creare un vero e proprio hub capace di finanziare startup, sviluppare centri di ricerca e sperimentare direttamente al fronte soluzioni robotiche d'avanguardia.

Gli obiettivi dichiarati da Fedorov – di cui dà conto il Kiev Independent – sono decisamente ambiziosi. L'iniziativa punta a far eliminare il primo soldato nemico da un robot umanoide entro sei mesi e a condurre il primo assalto a una posizione nemica entro un anno. Durante la presentazione, accompagnata da un filmato generato dall'intelligenza artificiale, sono apparse macchine dalle forme più svariate: da robot umanoidi pensati per il combattimento corpo a corpo nelle trincee a droni sferici, fino a quadrupedi robotici d'assalto vagamente somiglianti ad animali.

In realtà il conflitto ucraino è già adesso una sorta di grande laboratorio tecnologico. I veicoli terrestri senza pilota (UGV) svolgono già un ruolo prezioso per entrambi gli schieramenti, ma sono impiegati quasi esclusivamente nella logistica, per il trasporto di rifornimenti e l'evacuazione dei feriti al riparo dai droni. Inoltre, non si tratta quasi mai di robot autonomi, bensì di mezzi guidati a distanza tramite connessioni satellitari. Gli stessi esperti militari sottolineano che un territorio non può considerarsi conquistato finché non vi mette piede la fanteria in carne ed ossa, senza contare la limitata autonomia delle batterie e l'alta vulnerabilità dei robot al fuoco nemico.

Ciò nonostante, il progetto di Fedorov ambisce esplicitamente a ridefinire le strategie di difesa moderne. Supportata da importanti investitori del tech occidentale, tra cui il CEO di Palantir Alex Karp, l'iniziativa è stata presentata come un tentativo di combattere le guerre risparmiando vite umane.

Con il suo recente incarico di consulente per il Ministero della Difesa italiano, l'evoluzione di questa "guerra robotica" e le intuizioni dell'ex ministro ucraino saranno osservate con estrema attenzione anche a Roma. Il ruolo di Fedorov accanto a Guido Crosetto, d'altronde, non è puramente formale, ma mira a trasferire le conoscenze acquisite in oltre quattro anni di guerra all'interno delle strategie della Difesa italiana. La sua consulenza si concentra specificamente sull'innovazione tecnologica in particolare nel campo dei droni e sulla modernizzazione della dottrina militare: dall'integrazione dell'intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi nelle operazioni, fino alla creazione di reti di comando decentralizzate a prova di hacker.

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