Le elezioni non bastano. In Spagna permane lo stallo e anche dopo il voto di domenica 10 novembre il Paese è senza una maggioranza. Sono questi i risultati all'indomani della tornata elettorale svoltasi ieri nel paese iberico. In calo il blocco di sinistra, a partire dai socialisti del premier Pedro Sánchez che passano dagli attuali 123 seggi a 120. Mentre a guadagnare sono il Partito Popolare e, soprattutto, l’ultradestra di Vox, che diventa il terzo partito. Cala anche Unidas Podemos, che passa dai 42 ai 35 seggi, ma per la prima volta entra alle Cortes Más País, la formazione di Iñigo Errejón nata da una scissione dal partito di Pablo Iglesias (3 seggi). Le sinistre insieme totalizzerebbero 158 seggi, molto lontano dalla maggioranza assoluta di 176 deputati, ma di poco sopra il blocco di destra. Cresce anche il Partito Popolare di Pablo Casado

"Oggi il Pp ha ottenuto un buon risultato elettorale, ma il paese non ha ottenuto un buon risultato", ha detto il leader del Partido Popular, che lancia la sua sfida a Sanchez. "La palla è adesso nella sua metà del campo", incalza Casado, "Deve decidere cosa vuole fare. Perchè la Spagna non può più aspettare". Il Pp intanto, afferma, "intende esercitare la sua responsabilità".

Elezioni Spagna, i primi exit poll: Socialisti in testa

Le elezioni in Spagna sono state convocate dopo soli sei mesi dall’ultimo voto, quello del 28 aprile. In quell’occasione fu impossibile formare un governo. E la situazione oggi non sembra cambiare. Quelle del 10 novembre sono le quarte elezioni nel Paese in quattro anni. I primi exit poll definiscono un quadro chiaro: la maggioranza non c’è. A diffondere i primi dati è stata la tv pubblica Tve, evidenziando che è impossibile formare un governo con questi numeri. Sono leggermente in calo i socialisti di Pedro Sanchez: ad aprile avevano ottenuto 123 seggi, oggi ne avrebbero tra i 114 e i 119 (anche se i primi dati reali sono leggermente migliori, per quanto parziali).

L'ultradestra di Vox diventa terzo partito in Spagna

A sinistra troviamo in calo Unidas Podemos, che passa da 42 a 30-34 seggi. In totale, mettendo insieme tutte le liste, la sinistra arriva a un range tra i 147 e i 156 seggi, con la maggioranza assoluta che si attesta a quota 176, lontanissima. Così arriva il sorpasso del blocco di destra, che si attesta tra i 157 e i 166 seggi. Crollo verticale per Cuidadanos, che passa da 57 deputati a 14-15. Come detto, l’ultradestra di Vox raddoppia i suoi seggi: da 24 a 56-59. Cresce, invece, il Partido Popular di Pablo Casado: ne aveva, dopo le elezioni di aprile, 66; oggi si attesta tra gli 85 e i 90.

I dati aggiornati al 70% delle schede scrutinate

Già quando è stato scrutinato oltre il 70% dei voti, i Socialisti hanno recuperato qualche decimale e si attestano a 122 seggi con poco meno del 30% dei voti. Al secondo posto il Partido Popular con 84 seggi, terzo posto per Vox con 53 deputati, circa il 15% dei voti. Podemos avrebbe 35 seggi, Erc 13 e Ciudadanos si ferma a 10.