Egitto: mandato di cattura per 300 leader dei Fratelli Musulmani

Le forze armate egiziane hanno spiccato mandati di arresto nei confronti di 300 membri dei Fratelli Musulmani dopo aver rovesciato la presidenza di Morsi ed averlo preso in custodia militare. Ma il golpe è passato anche per la presa del controllo dei mezzi di comunicazione, con frequenti irruzioni negli studi televisivi, e per la repressione delle manifestazioni che intanto, del tutto spontaneamente, fiorivano a favore di Morsi in ogni angolo del Paese. I militari hanno più volte sparato in aria per intimidire la folla e disperderla. L'epicentro delle rivolte è stata piazza Tahrir, a detta di molti mai stata così affollata dai fatti del 2011, quando ad essere stato spodestato fu Mubarak. Ma in tutto l'Egitto l'estromissione di Morsi è stata celebrata festosamente, anche laddove i Fratelli Musulmani hanno tradizionalmente le loro roccaforti.
Saranno fondamentali i prossimi giorni: la transizione, guidata da Mansour, dovrà condurre in tempi non lunga a nuove elezioni parlamentari e presidenziali. Fino ad allora l'esercito guiderà il Paese, mentre già alcuni leader deli Fratelli Musulmani hanno annunciato che si terranno proteste pacifiche in risposta alla cacciata di Morsi: "Nello spazio di una note – ha detto Amr Darrag, anziano membro del partito fino a ieri al potere – siamo regrediti di 60 anni. I nostri capi sono stati arrestati, le loro case sono state prese d'assalto. E questo potrebbe essere solo l'inizio".
Intanto, a quasi 24 ore dal golpe, sono arrivate in giornata i primi commenti della comunità internazionale. L'Unione Europea ha chiesto un rapido ripristino della democrazia: "Esorto – ha dichiarato Catherine Ashton – tutte le parti a tornare rapidamente a un processo democratico: l'indizione di elezioni libere ed eque e l'approvazione di una costituzione in modo pienamente inclusivo". Importante la dichiarazione di Assad, che si è congratulato con il popolo egiziano e si è detto entusiasta del golpe: "Quello accaduto in Egitto è la caduta del cosidetto Islam Politico. Questo è il destino di chiunque, nel mondo, tenti di usare la religione per interessi politici o di fazione".