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Egitto, la polizia sgombera con la violenza sit-in pro Morsi: centinaia di morti

Secondo testimoni locali ci sarebbero numerosi morti dopo le operazioni avviate dalle forze di sicurezza egiziane per sgomberare i sit-in pro Morsi organizzati a Il Cairo dai Fratelli musulmani.
A cura di Antonio Palma
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AGGIORNAMENTO Ore 16.00 – Stato di emergenza per almeno un mese. Le autorità egiziane dopo le violenze di oggi hanno dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Paese a partire dalle 16 di oggi. La massima allerta durerà non meno di un mese, lo ha annunciato la Tv di stato citando un comunicato della presidenza. Il governo per tramite del Ministero della Salute ha anche aggiornato il bilancio ufficiale delle vittime che ora è salito a 60 morti e 847 feriti. Ovviamente il maggior numero di vittime si registra nei pressi dei due principali sit-in al Cairo, quelli nelle piazze di Rabaa al-Adawiya e al-Nahda.

AGGIORNAMENTO Ore 15.00 Sta assumendo i tratti di una vera e propria strage quella in corso in Egitto dove i militari hanno fatto irruzione nei sit in dei fratelli musulmani a Il Cairo. Sarebbero oltre 120 le vittime  secondo un corrispondete della France Press che ha avuto l'opportunità di contare i cadaveri in tre obitori improvvisati a Rabaa al-Adawiya, mentre per il ministero della salute egiziano i morti sarebbero 56 e le persone rimaste ferite oltre cinquecento. Molto più alte le cifre secondo i Fratelli musulmani che ormai parlano di migliaia di vittime tra feriti e uccisi. Anche il Ministero dell'Interno a fornito le cifre per quanto riguarda le forze di sicurezza dichiarando che sono sei i membri della sicurezza rimasti uccisi  durante lo sgombero dei sit-in della Fratellanza Musulmana e 66 i feriti . Si aggrava anche il bilancio degli scontri tra le forze di sicurezza e i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi nella provincia di Fayoum, a sud del Cairo. Secondo fonti locali i morti sarebbero almeno 17. A quanto si apprende tra i morti ci sarebbe anche il cameraman di Sky News, Mick Deane, ne dà notizia la tv inglese sul suo sito.

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AGGIORNAMENTO Ore 13.00 – Chiese copte date alle fiamme – Continuano ad arrivare notizie allarmanti dall'Egitto dove molti sostenitori pro Morsi per vendetta dopo l'attacco di polizia ed esercito che ha causato numerose vittime, stanno incendiato chiese e strutture cristiane copte in diverse città del Paese. Dopo il blocco ferroviario i militari hanno imposto il massimo stato d'emergenza anche attorno allo scalo aereo della capitale Il Cairo con check point di esercito e polizia lungo tutte le strade di accesso. Dopo una iniziale smentita il Ministero della Salute continua ad aggiornare il numero delle vittime che per il governo resta comunque fermo a 15 morti e 203 feriti. Per i Fratelli Musulmani invece le vittime sono 250 e i feriti più di mille. Anche il Ministero dell'Interno egiziano ha reso noto di aver arrestato 200 persone, precisando che 50 sono stati fermati nel presidio pro-Morsi di Rabaa e 150 in quello di Nahda, anche se il governo egiziano scarica la responsabilità delle violenze nel Paese sui dirigenti dei Fratelli musulmani. Tutte le ambasciate occidentali hanno avvertito del pericolo i propri connazionali invitandoli a non uscire.  Gli Usa hanno deciso di chiudere la loro sede diplomatica a causa della situazione di incertezza legata agli eventi ed invitato i cittadini americani ad "evitare le aree dove potrebbero avere luogo i maggiori assembramenti".

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AGGIORNAMENTO Ore 11.00 – Sono almeno 43 i morti contati da un giornalista dell'agenzia France Presse dopo lo sgombero dei sit in pro Morsi nel centro de Il Cairo ad opera di militari e polizia egiziana, mentre i Fratelli musulmani parlano di oltre seicento morti. Secondo testimoni oculari sui tetti diversi soldati hanno aperto il fuoco verso la piazza, e più tardi l'esercito ha sparato su manifestanti che lanciavano pietre e molotov. Sembra che alcuni manifestanti islamisti pro-Morsi stiano ora attaccando case e negozi di proprietà di cristiani copti in varie città, tra cui Sohag e Al Minya, e circolano foto della chiesa di San Giorgio a Sohag in fiamme.

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AGGIORNAMENTO Ore 10.00 – Ci sarebbero almeno 17 morti: Notizie sempre più drammatiche arrivano dall'Egitto dove il bilancio delle vittime a seguito dello sgombero dei sit-in al Cairo sarebbe ora di almeno 17 morti tra cui anche due militari e circa 150 feriti. Il bilancio comunque resta ancora incerto: se i giornalisti hanno contato almeno 17 corpi negli ospedali da campo improvvisati sul posto, i Fratelli musulmani denunciano almeno 200 vittime e oltre 2000 feriti e Al Jazeera, citando fonti sanitarie, parla di 120 morti. Secondo fonti governative del ministero della Salute egiziano invece il bilancio delle operazioni di sgombero dei due accampamenti dei sostenitori di Morsi sarebbe di 4 morti e una cinquantina di feriti. Gli scontri tra manifestanti e polizia comunque proseguono visto che dopo gli sgomberi i pro morsi si muovono nelle vie adiacenti ingaggiando battaglie diffuse con la polizia. Per evitare  che nella capitale si formino nuovi assembramenti di protesta l'esercito egiziano intanto ha deciso di bloccare l'arrivo di treni al Cairo mentre il Ministero dell'Interno ha annunciato che diversi leader della Fratellanza sono stati arrestati.

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Dopo le violenze dei questa notte ancora scontri al Il Cairo in Egitto tra polizia e manifestanti pro Morsi. Le forze dell'ordine hanno dato via all'operazione di sgombero dei sit-in di sostegno all'ex presidente destituito dal golpe militare Mohammed Morsi e ci sarebbero diversi morti e feriti. Testimonianze locali raccolte dall'agenzia Reuters parlano di 15 morti e anche un giornalista dell'agenzia France Presse ha potuto contare 15 corpi in un obitorio improvvisato in piazza Rabaa al-Adawiya, occupata dai pro-Morsi da più di un mese. La tv araba all news al-Arabiya parla di scontri violenti tra la polizia e i manifestanti pro Morsi nei pressi di piazza Rabaa Al-Adawiya, nella zona di Nasr City, dove si trova uno dei due sit-in più importanti organizzati dai Fratelli Musulmani.

"È l'inizio dell'operazione per sloggiare i manifestanti" ha confermato all'agenzia France Presse un alto responsabile delle forze di sicurezza non confermando però il numero dei morti che secondo i Fratelli Musulmani sarebbero addirittura già trenta , tutte vittime di colpi da arma da fuoco. Secondo l'emittente televisiva al-Jazeera oltre ai morti tra i manifestanti ci sarebbero anche due soldati rimasti uccisi negli scontri scoppiati in un'altra zona della capitale egiziana, piazza al-Nahda.Le immagini trasmesse dalle tv arabe mostrano colonne di fumo levarsi in cielo ed  elicotteri militari sorvolare la zona degli scontri

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