Durante il parto scoprono che la bimba è nera: “In clinica impiantato embrione di una coppia sconosciuta”

La gioia della gravidanza programmata con cura che li avrebbe portati a diventare neo genitori, poi il parto e l’improvvisa scoperta di un terribile errore: quella bambina portata in grembo per nove mesi non era evidentemente la loro figlia perché era nera e loro sono entrambi bianchi. È l’inquietante storia che arriva dalla Florida dove una coppia di genitori ha scoperto al momento del parto che la clinica per la fecondazione assistita a cui si erano rivolti aveva impiantato l‘embrione di un’altra coppia.
Secondo i documenti del tribunale, nel 2020 la coppia aveva crioconservato tre embrioni nella clicca dove poi ne è stato impianto uno nell'aprile 2025. La terribile scoperta, avvenuta al momento del parto a metà dicembre scorso, ha portato la coppia a sottoporre la piccola a test genetico da cui è emerso che non era la figlia biologica di nessuno dei due.
La vicenda è finita così in Tribunale dove, come riportano i giornali locali, la coppia ha chiesto al giudice di ordinare alla clinica sia di rintracciare i veri genitori della bimba sia i possibili genitori a cui è stata affidata la loro bimba. La coppia infatti crede che a qualcuno si stato impiantato il loro embrione.
"La mamma ha dato alla luce una bambina femmina bellissima e sana ma ci si è accorti subito che la piccola non era caucasica” ha scritto il legale della coppia, aggiungendo: “Altrettanto preoccupante per i querelanti è l'ovvia possibilità che un’altra donna abbia ricevuto uno o più dei loro embrioni e sia incinta o sia stata incinta di uno o più dei loro figli e ne stia attualmente crescendo uno".
La coppia chiede per questo che la clinica informi di quanto accaduto tutte le coppie che hanno avuto embrioni conservati presso la struttura durante l'anno precedente al parto della donna e chiedono inoltre che la clinica paghi i test genetici di qualsiasi bambino nato in clinica negli ultimi cinque anni.
Secondo il legale dei due genitori, "Si sono innamorati di questa bambina e sarebbero entusiasti di poterla crescere ma temono che qualcuno potrebbe presentarsi in qualsiasi momento e portargliela via. Ritengono inoltre sia loro responsabilità morale e legale fare ogni tentativo ragionevole per trovare i genitori biologici”.
Con una decisione d’urgenza, il giudice ha ordinato alla clinica di presentare in pochi giorni un piano dettagliato su come affrontare la situazione. La clinica si è detta disponibile a pagare i test genetici e a contattare tutte le altre coppie di genitori per risolvere l’errore ma ha sottolineato che i pazienti dovranno accettare di sottoporsi al test su base volontaria e non li si potrà costringere.