Drone russo in Romania, l’ISPI sulla risposta della NATO: “Più protezione ma nessuno scontro aperto”

"Al momento si pensa si sia trattato di un incidente. LA NATO si trova in un momento difficile dopo che gli USA hanno ridotto il loro sostegno. Cosa fare? Continuare a rafforzare il fianco Est, senza un confronto diretto con la Russia".
A parlare è Eleonora Tafuro Ambrosetti, analista politica dell'Ispi-Istituto per gli studi di politica internazionale, esperta di questioni che riguardano l’area Russia, Caucaso e Asia centrale, che a Fanpage.it ha commentato quanto successo nelle scorse ore in Romania, dove un drone probabilmente russo è caduto su un edificio residenziale nella città di Galati, provocando un vasto incendio e il ferimento (lieve) di due persone. Il che ha riacceso la tensione tra Mosca, Ue e paesi membri dell'Alleanza.
Dott.ssa Tafuro Ambrosetti, cosa sappiamo su quanto successo in Romania?
"Le dinamiche sono ancora in via da accertamento. Al momento si pensa si sia trattato di un incidente, che sia stato il risultato di un attacco russo su Odessa e che in seguito il drone sia finito nello spazio aereo della Romania. Non è la prima volta che succede un episodio del genere, anzi recentemente stiamo assistendo a una serie di incidenti simili che riguardano anche i droni ucraini, come abbiamo visto in Lituania giorni fa. Chiaramente, questo fa sì che i paesi confinanti con Russia e Ucraina sentano ancora di più il peso e i rischi legati a questa guerra".
La Romania è un membro della NATO. Cosa potrebbe succedere adesso?
"È chiaro che è difficile anche da parte della NATO ipotizzare un tipo di risposta a questo incidente, in primis perché le dinamiche – come abbiamo visto – non sono chiare e poi perché per l'Alleanza è difficile trovare un equilibrio tra deterrenza nei confronti della Russia, evitando che questi incidenti si ripetino, e l'entrata nel conflitto con Mosca. La NATO si trova per altro anche in un momento di ridefinizione del proprio ruolo, adesso che gli Stati Uniti hanno minacciato e ridotto il sostegno soprattutto al fianco Est".
Quindi, quando il presidente della Romania dice che ora serve una "risposta" cosa intende secondo lei?
"Il tipo di risposta, che sarebbe meno rischiosa dal punto di vista di uno scontro aperto, sarebbe proprio il rafforzamento del fianco Est e dei droni intercettori, dell'uso dei fighter jet e in generale della protezione dello spazio aereo. Non riesco a immaginare altri tipi di risposta perché a quel punto si entrerebbe nel terreno di uno scontro con la Russia, che finora si è voluto evitare".
Anche la premier Meloni ha definito questo episodio "gravissimo"…
"Questo episodio è più grave dei precedenti per la presenza di feriti. Quello che potrebbe – e mi auguro che faccia – creare è una maggiore consapevolezza soprattutto nell'Ue che i paesi che confinano con Russia e Ucraina sono esposti in prima persona a incidenti di questo tipo e quindi occorre come NATO e come Unione Europea aumentare gli sforzi per proteggerli".