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“Drogavano e violentavano le loro vittime”: tre fratelli di una ricca famiglia in USA a processo a New York

Tre fratelli di una ricca famiglia della Florida sono a processo a New York con l’accusa di aver attirato donne per poi drogarle e violentarle. Rischiano l’ergastolo.
A cura di Davide Falcioni
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Un presunto sistema di abusi sessuali e traffico di donne, sfruttando denaro e relazioni influenti nell'alta società americana per ottenere attenzione: è intorno a questi aspetti che i giudici del Tribunale di Manatthan dovranno pronunciarsi a termine del processo che vede seduti sul banco degli imputati Tal, Oren e Alon Alexander, tre fratelli rampolli di una ricca famiglia della Florida.

Secondo l’accusa, il presunto schema sarebbe durato decenni e avrebbe coinvolto decine di vittime. Le donne, incontrate in bar, locali notturni o tramite app di incontri, sarebbero state attirate con promesse di viaggi, feste ed esperienze di lusso, per poi essere drogate e costrette a subire violenze sessuali, talvolta da uno solo dei fratelli, talvolta insieme.

Protagonisti della vicenda giudiziaria, che sta avendo una grande eco mediatica negli USA, Tal Alexander, 39 anni, e i gemelli Oren e Alon, 38 anni. Molti degli episodi contestati si sarebbero verificati a New York, mentre Tal e Oren stavano costruendo una società immobiliare di fascia alta, ma anche in località simbolo del benessere statunitense come gli Hamptons e Martha’s Vineyard. Altri fatti sarebbero avvenuti nel sud della Florida, dove i tre sono cresciuti.

L’atto d’accusa, depositato nel dicembre 2024 nel distretto meridionale di New York, parla esplicitamente di una "operazione di traffico sessuale di lunga durata". I pubblici ministeri sostengono che gli Alexander abbiano agito in concorso tra loro e con altre persone, note e ignote. Oltre agli 11 capi d’imputazione iniziali, Oren e Alon devono rispondere anche di una nuova accusa: l’aggressione a una donna in stato di incapacità su una nave da crociera nel gennaio 2012. Tutti e tre si sono dichiarati non colpevoli.

Durante l’istruttoria preliminare, l’accusa ha anticipato che a testimoniare potrebbero essere almeno otto donne citate formalmente nell’imputazione, tra cui due che all’epoca dei fatti avevano meno di 18 anni. Gli investigatori federali affermano di aver ascoltato circa 60 potenziali vittime; una parte di loro potrebbe salire sul banco dei testimoni in forma anonima, come consentito dalla legge. Secondo quanto riportato dal Miami Herald, il numero delle donne chiamate a testimoniare potrebbe oscillare tra le 15 e le 20.

La strategia difensiva è diametralmente opposta. Gli avvocati dei fratelli – lo stesso studio legale newyorkese che ha difeso altre figure di alto profilo in casi analoghi – sostengono che le accuse siano il frutto di una forzatura giuridica. Juda Engelmayer, portavoce della famiglia Alexander, ha definito il procedimento un uso "espansivo e senza precedenti" del Trafficking Victims Protection Act. Secondo la difesa, i fatti contestati risalirebbero in gran parte a molti anni fa e sarebbero stati inizialmente oggetto di cause civili, poi riciclate in ambito penale. La versione degli imputati parla di relazioni consensuali tra adulti, senza coercizione né traffico di esseri umani.

Sarà il processo, che potrebbe durare circa un mese, a stabilire se i tre fratelli abbiano cospirato insieme e con altri per adescare donne e violentarle.

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