Droga, petrolio, potere: cosa c’è davvero dietro l’appetito di Trump per il Venezuela

Cos'è un narco-stato?
Questa è la domanda che si fa Roberto Saviano e che serve per raccontare il Venezuela. "Il narco-stato – dice lo scrittore in un video per Fanpage.it – è un'entità che fonda il proprio potere sul narcotraffico. Sottratto il segmento della droga, collassano tutte le infrastrutture. Un narco-stato è l'Afghanistan dei talebani, che si basa sulle eroina; è la Guinea Bissau, sul traffico di coca che arriva dal Sud America; è il Myanmar, la Birmania, fondata sull’oppio".
Ma il Venezuela? Il Venezuela è un narco-stato?
"Risposta complicata. Il narcotraffico non è un effetto collaterale dei regimi autoritari contemporanei. È diventato in molti casi la loro infrastruttura invisibile. Perché il narcotraffico non finanzia soltanto attività criminali, ma sostiene apparati di sicurezza, compra fedeltà, sostituisce economie collassate, mantiene in vita stati che altrimenti non avrebbero più né risorse né legittimità. E quando la politica smette di produrre legittimità, la droga produce liquidità. E la liquidità produce potere. Il Venezuela è l'esempio più compiuto di questa trasformazione. Perché non è un classico narco-stato? Perché la sua economia si basa sul petrolio e non è un paese produttore di cocaina, però è uno dei principali snodi logistici del traffico mondiale".
Il Venezuela e il traffico di droga
Insomma, Saviano sottolinea che il Venezuela non sia affatto "un Paese marginale sulla mappa del narcotraffico", ma che ci siano delle differenze con le narco-economie classiche. In primis perché non si produce la materia prima, ma viene semplicemente fatta transitare, protetta e coperta.
La Casa Bianca punta il dito contro il Cartel de los Soles: di cosa si tratta?
Non è un cartello tradizionale, spiega Saviano: "In realtà non è neanche un cartello: non ha nessuna struttura orizzontale, non compete sul mercato, non si muove ai margini dello Stato. Si tratta di una struttura militare: soldati corrotti e un sistema di copertura che consente al traffico, soprattutto colombiano, di attraversare il territorio venezuelano senza nessun ostacolo, senza che ci siano sequestri o rischi di qualche tipo. Quindi non è un'organizzazione contro lo Stato. Non è neanche forse un'organizzazione, è semplicemente una modalità di funzionamento dello Stato stesso. Ecco perché adesso che sta per iniziare il processo contro Maduro, l'accusa di essere il capo del Cartel de los Soles è decaduta: perché questo non esiste come cartello. È un segmento di militari corrotti che fanno passare la coca".
Insomma, il Venezuela non può essere definito un narco-stato classico, ma è uno Stato che utilizza la droga come strumento di sopravvivenza del potere.
Il narcotraffico che sostiene il potere
Saviano poi prosegue: "Per anni una parte dell'estrema sinistra di tutto il mondo, anche quella italiana, ha negato l'intreccio tra regimi e narcotraffico. Lo ha negato a Cuba, lo ha negato in Bolivia, lo ha negato in Venezuela, rifugiandosi spesso in un racconto ideologico. Cioè ogni accusa di narcotraffico è propaganda imperialista. Ogni inchiesta è una costruzione ideologica occidentale. Eppure basterebbe leggere un solo dossier per far crollare tutti gli alibi ideologici. Ad esempio, il dossier sui narcosobrinos, cioè i narco-nipoti. Nel 2015 la DEA coglie sul fatto Efraín Antonio Campo Flores e Franqui Francisco Flores: sono i figli del fratello della moglie di Maduro, i nipoti. Vengono arrestati mentre stanno per spedire 800 chili di coca destinata agli Stati Uniti tramite un passaggio ad Haiti. Non stiamo parlando quindi di trafficanti marginali, non stiamo parlando di due corrotti. Usavano passaporto diplomatico, aerei di Stato. Parliamo di funzionari di un apparato di potere. Durante il processo a New York, quando vengono poi arrestati i narcosobrinos, non emerge soltanto traffico, emerge proprio un metodo di Stato. Nel 2017 vengono condannati a molti anni di carcere, ma nel 2022 vengono liberati. Sapete perché? Perché Maduro decide di vendicarsi arrestando cittadini statunitensi o venezuelani di origine statunitense e usarli come scambio. Decide di sequestrare, arrestare e quindi scambiare con la libertà dei nipoti, innocenti arrestati in Venezuela solo perché cittadini statunitensi. Quindi i narcosobrinos non sono stati assolti, sono stati semplicemente scambiati".
Saviano poi si interroga sul motivo per cui la caduta del regime di Maduro non sia avvenuta prima, per mano dei cittadini venezuelani: "La risposta, anche qui non è morale, ma strutturale. Moisés Naim, uno dei più importanti e celebri intellettuali venezuelani, dice che le dittature contemporanee non cadono per rivolte popolari. Il potere non si fonda sul consenso, ma su reti, in questi regimi. Quindi, il controllo delle forze armate, il controllo dell'economia illegale, alleanze internazionali, la frammentazione dell'opposizione. Quando lo Stato diventa estrattivo – quindi si basa sull'estrazione del petrolio, l'oro, la coca, dei beni particolarmente preziosi – e clientelare, le società perdono i mezzi per organizzarsi e resistere. La protesta è possibile, ma ha molte poche probabilità di vincere, di realizzarsi. Non c'è più uno spazio istituzionale dove far avvicendare il potere, ci sono solo reti".
E tutto ciò si lega al fatto che in Venezuela, a differenza di quanto avviene in altri regimi, le elezioni non sono cancellate o vietate. Si celebrano, ma sono svuotate: nessun altro candidato ha davvero possibilità di vincere. Se emergono figure capaci di concentrare su di sé una mole di consenso pericolosa, queste vengono sistematicamente allontanate, viene loro impedito di partecipare.
Cosa vuole Donald Trump
Ma tornando all'intervento statunitense: per quanto il narcotraffico sia la realtà che alimenta il potere di Caracas, quella di Donald Trump non è stata altro che una messa in scena: "Utilizza il narcotraffico come leva per ottenere il consenso da milioni di venezuelani che non ne possono più del regime, come leva per intervenire militarmente laddove invece il Venezuela doveva essere aiutato a passare a una fase democratica, autonomamente. Trump si è inserito in questo vuoto. Non ha alcun interesse di democratizzare il Venezuela. Trump vuole controllare il Venezuela. Non ragiona mai in termini di coerenza: vuole semplicemente dominare il raccordo e dominare territori".
Saviano poi prosegue: "In fondo Trump non ha mai combattuto il narcotraffico interno agli Stati Uniti, mai. Non ha mai combattuto l'infrastruttura finanziaria, che è l'unica arma che hai per colpire i cartelli, non soltanto arrestando persone che saranno sostituite. Durante la sua presidenza non è mai stata messa in discussione, per esempio, la funzione di Stati come il Delaware, il Sud Dakota, il Nevada, Florida, Texas, che sono snodi di segretezza societaria cioè sono i luoghi dove negli Stati Uniti si ricicla danaro del narcotraffico. Quindi la sua retorica law and order si è concentrata solo su un arco di strada, solo sui cartelli che sparano, sugli immigrati. Ha evitato completamente il cuore del problema, i trust, le banche, real estate, la fiscalità permissiva, i meccanismi che trasformano il denaro della droga in capitale legale. Trump ha parlato di guerra alla droga, ma non ha mai toccato la filiera finanziaria che la rende possibile. Perché quella filiera non è un'anomalia, è una componente strutturale del capitalismo americano e del capitalismo contemporaneo".
Cosa può succedere ora
Ma quindi, cosa può succedere ora?
Con la caduta di Maduro il Venezuela non smetterà di essere un hub della cocaina. "Per un po’ cambierà il racconto – conclude Saviano – ma il potere criminale del narcotraffico resterà invariato. Servirà semplicemente nuovi padroni. Certo, senza un regime militare che lo governerà il Venezuela avrà un miglioramento, delle fasce della società usciranno da una miseria cupa per arrivare a una miseria media, ci sarà la possibilità di un maggior dibattito politico, non verranno arrestati intellettuali e giornalisti, almeno nella prima fase. Qualcosa migliorerà certamente, ma sarà libero il Venezuela? Il Venezuela è stato liberato e quindi sa bene che ha un prezzo da pagare ai liberatori".