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Dossier rivela: Israele ha arrestato 207 bambini palestinesi nel 2013

Il rapporto è stato redatto dal Ministero dell’Informazione dell’Autorità Nazionale Palestinese. Intanto ieri altri due giovani sono stati uccisi a raffiche di mitra nel pressi di Gerusalemme.
A cura di Davide Falcioni
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Un dossier ufficiale redatto dal Ministero dell'Informazione di Ramallah, facente capo all'Anp, ha rivelato che i bambini palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza "“sono ancora soggetti a violazioni e attacchi da parte delle forze di occupazione e dei coloni israeliani”. Il rapporto è stato preparato in occasione della giornata dell'infanzia, che cade domani, e non lascia purtroppo spazio alle interpretazioni. Dall'inizio del 2013, infatti 207 bambini di età compresa tra i 15 e i 17 anni sono stati arrestati: per 70 di questi l'accusa è di lancio di pietre contro le automobili dei coloni. Il ministero ha sottolineato che “fino al 20 di marzo, 235 bambini si trovavano ancora dietro alle sbarre nelle carceri israeliane”. Ricordiamo che le colonie sono state più volte giudicate illegali anche dall'Onu e che Israele dovrebbe provvedere allo smantellamento immediato.

I dati ufficiali rivelano che nella seconda metà di marzo sono stati 24 i giovanissimi palestinesi condotti dietro le sbarre. Ma, andando più nello specifico, il dossier racconta anche alcuni episodi di gravi aggressioni ai danni di bambini. Il primo fa riferimento alla violenza perpetrata da due coloni estremisti ai danni di un bambino di sette anni, a Gerusalemme. Il bambino, aggredito con bottiglie vuote, è stato ricoverato in ospedale. Nello stesso contesto, prosegue la relazione, Mohammed Qafisha, 4 anni, è stato investito da un colono israeliano a Hebron, sud della Cisgiordania occupata, ed è stato trasferito in ospedale per il trattamento. Il rapporto ha aggiunto che le forze israeliane hanno aggredito e percosso violentemente Muhannad Natsha, di 10 anni, sempre di Hebron, causandogli una frattura alla mano destra.

Riporta l'agenzia stampa Infopal: "A Bab al-Zawye (Hebron), un altro bambino è stato raggiunto alla testa da un proiettile di gomma sparato dai soldati israeliani. Si è trattato di Yousef Abu Aisha, 12 anni, colpito durante gli scontri avvenuti tra le forze di occupazione e i palestinesi. Nel villaggio di Nabi Saleh, nord ovest di Ramallah, il bambino, Wa’ad al-Tamimi, si è slogato la caviglia nel tentativo di trovare riparo dai proiettili sparati dai soldati israeliani, durante una manifestazione contro gli insediamenti svolta in città. Negli scontri avvenuti nel villaggio di al-Khudr, a sud di Betlemme, ‘Udai Abu Yabes, 11 anni, è stato investito da una jeep militare israeliana, riportando tagli e lividi. Nelle vicinanze della colonia di Yitzhar (sud di Nablus), otto giovani studentesse, di ritorno da una gita scolastica, sono state aggredite e ferite dai coloni israeliani.

Secondo il rapporto, dall’inizio dell’Intifada di al-Aqsa (fine 2000) e fino al 31 marzo 2013, più di 1518 bambini sono stati uccisi. Sempre nello stesso periodo, aggiunge il rapporto, altri 6000 bambini hanno riportato diverse ferite a seguito di attacchi contro di loro da parte delle forze di occupazione e dei coloni israeliani. Alla conta, tuttavia, vanno aggiunti altri due giovani assassinati ieri durante scontri scoppiati al posto di blocco di Ennab,  in Cisgiordania.

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