Domani, domenica 23 gennaio, i cittadini portoghesi si recheranno alle urne per eleggere il prossimo presidente, nonostante il nuovo picco di contagi da coronavirus che il Paese sta soffrendo in questi giorni. Ma la difficile situazione epidemiologica non ha fermato le presidenziali in Portogallo, che domani andrà comunque al voto. Tuttavia si prevedono livelli molto alti di astensione, comprensibili visti la paura del contagio in un Paese alle prese con la terza ondata.

Negli ultimi giorni c'è stato un boom di nuovi casi, che le autorità hanno collegato alla variante inglese del virus. In totale, dallo scoppio della pandemia il Portogallo ha registrato 609.136 casi di Covid-19 e 9.920 morti. Continuano ad essere migliaia i pazienti ricoverati: allo scorso lunedì 18 gennaio i posti letto occupati erano 4.200, mentre quelli disponibili sarebbero appena 3.801. Anche le terapie intensive sono sull'orlo del collasso. Una situazione, quella del sistema sanitario, che ha spinto il governo a introdurre restrizioni più severe per frenare la curva. Sono quindi state chiuse le scuole, così come rimangono chiusi i negozi e sono state sospese le udienze nei tribunali.

Ma le elezioni non sono state posticipate. Il favorito è il presidente uscente Marcelo Rebelo de Sousa, praticamente sicuro della rielezione già al primo turno con il 60% delle intenzioni di voto. Nel caso si andasse al ballottaggio, però, la data fissata per un ritorno alle urne è quella del 14 febbraio. Le autorità, per permettere il voto in sicurezza hanno aumentato il numero dei seggi e permesso il voto a domicilio alle persone in isolamento e agli anziani che vivono nelle case di cura. Tuttavia, per le persone risultate positive nei 10 giorni precedenti allo scrutinio non è stata trovata alcuna soluzione.

Il tasso di astensione, viste tutte queste congiunture, è previsto tra il 60% e il 70%. Nel Paese questo è storicamente elevato e nel 2016 aveva superato il 50%. I principali candidati, che sfideranno il presidente uscente in corsa per un nuovo mandato, sono la socialista Ana Gomes (che si presenta però come indipendente in quanto buona parte del suo partito appoggia in realtà Marcelo Rebelo de Sousa), e quello dell'ultradestra, André Ventura.