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Disastro ferroviario in Spagna, bimba di 6 anni trovata a vagare sola sui binari: “La sua famiglia sterminata”

Una bimba di 6 anni è stata soccorsa dalla guardia civil ad Adamuz mentre vagava sola sui binari del disastro ferroviario nel quale sono morte almeno 40 persone. La piccola è l’unica sopravvissuta della sua famiglia.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Adamuz
Adamuz

A soli sei anni ha assistito a una delle più grandi tragedie ferroviarie mai avvenute in Spagna. Sono 40 le vittime del deragliamento di tre vagoni finiti poi in un terrapieno. I feriti sono oltre 100, mentre 37 persone risultano disperse. Per l'incidente sono stati decretati tre giorni di lutto nazionale. Tra i racconti dei sopravvissuti, spunta quello di una bimba  recuperata dai soccorritori durante le 36 ore di ricerche dei dispersi.

La piccola è stata soccorsa da due agenti della guardia civil, che se la sono ritrovata davanti mentre vagava da sola al buio, miracolosamente illesa. La piccola era riuscita a uscire da sola da uno dei due vagoni anteriori del treno Alvia dopo la collisione frontale con le carrozze del treno Iryo, diretto da Malaga a Madrid. "È l'unica superstite della famiglia – spiegano dalla guardia civil -. I genitori, il fratello e il parente che era con lei sono tutti morti nello scontro. Lei è rimasta miracolosamente illesa"

Il numero delle vittime (circa 40) è ancora provvisorio, mentre le vittime sono 150 con 48 persone ricoverate. La bimba di 6 anni è invece una dei sopravvissuti, una dei pochi dei 500 passeggeri a bordo dei treni. Della famiglia è l'unica superstite e al momento del disastro viaggiava con i genitori, il fratello di 13 anni e un cugino. La minore è stata riconsegnata ai nonni solo all'alba, quando i soccorritori si sono accorti di lei.

Nel frattempo il centro sociale Al Hogar del Pensionista si è trasformato in un vero e proprio punto di accoglienza dove le famiglie delle vittime hanno passato la notte in bianco, assistiti da psicologi e soccorritori della Croce Rossa. Tra i volontari ci sono i residenti di Adamuz, che conta circa 4600 abitanti. Sono stati tra i primi a prestare soccorso ai passeggeri e ai loro familiari, aprendo loro le proprie case.

Secondo il capo di polizia, le operazioni per il recupero dei corpi e per il soccorso ai dispersi potrebbero durare giorni, forse settimane. I tecnici avrebbero perfino valutato l'idea di sezionare i vagoni per accedere.

L'indagine è coordinata dal Centro per gli Incidenti Ferroviari del Ministero dei Trasporti. Nei prossimi giorni, bisognerà capire cosa sia accaduto nei venti secondi trascorsi tra il deragliamento del primo treno e l'impatto con il secondo convoglio. Se l'Alvia fosse passato un minuto dopo, probabilmente non ci sarebbero morti. Lo ha sottolineato anche il ministro dei Trasporti Puente, secondo il quale si tratta di "circostanze sfortunate".

Il deragliamento è infatti avvenuto su un rettilineo rinnovato a maggio in una serie di lavori di manutenzione. Nel frattempo però, il disastro ferroviario promette di essere una delle pagine giudiziarie più impegnative in Spagna dal 2013, data dell'incidente di Santiago di Compostela, avvenuto il 24 luglio di quell'anno.

Circa 15 medici forensi lavorano senza sosta nell'Istituto di Anatomia Forense, dove è stato allestito l'obitorio per i corpi delle vittime. Nel frattempo, molte famiglie sono ancora alla ricerca dei dispersi: tra i casi segnalati, ci sono giovani che viaggiavano soli.

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