Dezi Freeman è stato ucciso dalla Polizia dopo 7 mesi di latitanza in Australia: aveva sparato a due agenti

La Polizia australiana ha ucciso a colpi d'arma da fuoco il latitante Dezi Freeman, 56 anni. L'uomo era ricercato dall'agosto 2025, quando uccise due agenti di polizia. Dopo quel fatto di sangue, Freeman, il cui vero nome era Desmond Filby, ha fatto perdere le sue tracce per sette mesi.
La morte dell'uomo che si definiva "cittadino sovrano" è stata annunciata dalla governatrice dello stato di Victoria, Jacinta Allan: "È finita. Era un uomo malvagio e non lo ricorderemo.
La Polizia: "Il nostro obiettivo era arrestarlo"
Secondo le ricostruzioni, all'alba la Polizia dello stato di Victoria ha circondato il container in cui Freeman viveva da quando era diventato latitante, sette mesi fa. Nell'agosto scorso uccise due agenti e ne ferì un terzo in uno scontro a fuoco.
Da quel momento la Polizia non ha mai smesso di cercarlo. Lo ha trovato, infine, in un'area rurale la cui ubicazione precisa non è stata resa nota. Gli agenti sono rimasti per tre ore intorno al container fino a quando Freeman non è uscito. La dinamica diffusa dalla Polizia parla di un tentativo di sottrarre la pistola a uno degli agenti presenti. A quel punto gli altri poliziotti presenti hanno aperto il fuoco, uccidendolo. "Il nostro obiettivo era arrestarlo", ha detto ai giornalisti il commissario capo Mike Bush.
La governatrice: "Ricorderemo agenti uccisi, non lui"
Con un breve video pubblicato sui suoi canali social, la governatrice dello stato di Victoria, Jacinta Allan, ha annunciato la morte di Freeman.
La politica australiana si è soffermata sulla sparatoria in cui Freeman era il carnefice: "Un uomo malvagio è morto e non lo ricorderemo. Ma la tragica perdita di due agenti di polizia, forti e coraggiosi, continuerà a farsi sentire per sempre. Sono questi agenti che ricordiamo, oggi e ogni giorno".
Freeman era un simbolo anti-sistema
Freeman è stato coinvolto in diverse vicende giudiziarie per anni, da reati stradali fino a quelli più gravi. Si auto-definiva sovereign citizen, "cittadino sovrano", e rifiutava il governo e la legge. Durante la pandemia da Covid-19 è diventato famoso grazie all'attenzione dei media perché si è rifiutato di indossare le mascherine ha respinto le vaccinazioni.
Il punto di rottura è arrivato quando la Polizia è andata nella sua casa di Porepunkah, a 300 km da Melbourne, per notificargli un mandato d'arresto. Freeman sarebbe stato "pesantemente armato" e avrebbe aperto il fuoco contro alcuni agenti, uccidendone due e ferendone un terzo. Le vittime avevano 59 e 35 anni.
Subito dopo la sparatoria avvenuta, la Polizia aveva messo su di lui una taglia di 1 milione di dollari australiani, ma Freeman era trovato riparo nei boschi vicino al Monte Buffalo. Da lì è riuscito a rendersi irreperibile per sette mesi. Durante la durata della sua latitanza era diventato un simbolo delle proteste anti-sistema.