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Guerra in Ucraina

Dall’inizio della guerra in Ucraina sono stati uccisi più di 100 bambini

Un delegazione del Parlamento di Kiev è intervenuta in audizione alla Camera, spiegando come sta andando il conflitto e quali effetti sta avendo sul popolo ucraino.
A cura di Giacomo Andreoli
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Dall'inizio della guerra in Ucraina sono morti già 117 bambini. A riferirlo è una delegazione della commissione Esteri del parlamento ucraino, in audizione alla Camera. I politici di Kiev, guidati dal loro presidente Oleksandr Merezhko, hanno spiegato che il loro popolo sta combattendo contro "un Paese molto forte, che ha il secondo esercito del mondo e anche contro la Bielorussia, che ha concesso il proprio territorio per supportare l’aggressione". Proprio Minsk viene minacciata in caso di aggressione dell'Ucraina con il proprio esercito. "Se lo faranno – dice la delegazione- diventerà una tragedia anche per il popolo bielorusso”. Quindi gli ucraini riferiscono di presunti crimini contro l'umanità da parte dei militari di Putin e di un numero totale di sfollati arrivato a 10 milioni di cittadini.

Secondo la delegazione, poi, l'Italia non deve "aver paura di Putin, perché questo è un periodo della storia in cui noi dobbiamo resistere fino alla vittoria e insieme a voi siamo forti". I politici ucraini si dicono grati al nostro Paese per ciò che sta facendo sul fronte dell'accoglienza, ma chiedono uno sforzo maggiore al livello umanitario e militare, per fermare la guerra. In particolare viene richiesto di inviare nuove armi, carri armati, mezzi corrazzati e sistemi di difesa aerea, che "ci permetterebbero di difendere i nostri civili". Non solo: si domanda all'Italia e all'Ue di varare sanzioni più forti per isolare Mosca.

Gli ucraini auspicano quindi che "Roma faccia in modo che l'Ucraina possa aderire all'Ue al più presto" e già si proiettano alla ricostruzione del Paese. "L'Italia– dicono- apprezza l'arte e la cultura: da noi ci sono tantissimi enti culturali, chiese distrutte, persone legate al mondo dell’arte che hanno problemi e hanno bisogno del vostro aiuto".

Quanto alle trattative in corso per fermare le armi, la delegazione chiede un ruolo forte di mediazione da parte dell'Unione europea, assieme a grandi potenze come gli Stati Uniti, spingendosi a prevedere addirittura la presenza di tutti i Paesi del Consiglio di sicurezza dell'Onu ai tavoli. Al momento, secondo loro, "Putin non è interessato a condurre trattative a livello serio e la cosa si sbloccherà solo quando capirà di perdere nella guerra".

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