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Crans Montana, tra i morti anche la cameriera con le fontane scintillanti, Moretti: “Era per creare atmosfera”

“Era cresciuta con noi, era come una sorellina per noi” hanno raccontato Jacques e Jessica Moretti ammettendo che l’uso di candele scintillati non era una novità: “Venivano usate per creare un’atmosfera”. La famiglia della 24enne: “Eseguiva le istruzioni dei suoi datori”.
A cura di Antonio Palma
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Non un caso isolato ma l’uso di fontane pirotecniche appare come una consuetudine all’interno del bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove 40 persone sono morte dopo un terribile rogo di capodanno causato proprio dalle fiamme. È quanto emerge dai video social dello stesso locale che i due gestori avevano provato a cancellare prima delle indagini e dell’arresto di Jacques Moretti, ora in carcere, e della moglie Jessica, finita ai domiciliari. Durante il suo interrogatorio, Jacques ha raccontato che tali effetti venivano utilizzati da circa dieci anni senza alcun incidente. “Venivano usate per creare un'atmosfera” ha ammesso anche la compagna, che gestiva in prima persona il bar e che era presente la notte della strage.

"Non le ho mai chieste, ma non le ho mai proibite", avrebbe detto Jessica Moretti nell’interrogatorio dei giorni scorsi alla procura di Sion, come riporta il giornale Tages Anzeiger che ha avuto accesso agli atti. "Non era un caso isolato", ma non era nemmeno una pratica standard, hanno sostenuto i due coniugi. Secondo diversi testimoni, in realtà era una proceduta bene collaudata con il personale che si preparava dietro il bancone e e poi dava vita allo spettacolo pirotecnico. Nel locale inoltre sono stati rivenuti decine di questi fuochi pirotecnici. Anche a Capodanno è accaduto che una cameriera si sedesse sulle spalle di un altro dipendente con un casco in testa e le bottiglie in mano a sfiorare il soffitto che poi si è rivelato infiammabile e ha dato vita all’incendio mortale.

Uno show che a Capodanno si è trasformato in pochi attimi in tragedia uccidendo 40 persone tra cui anche la stessa cameriera che appare in alcuni video e scatti fotografici con in mano le bottiglie che sfiorano il soffitto. “Era cresciuta con noi, era come una sorellina per noi. Ha trascorso anche il Natale con noi. Sono devastata" ha dichiarato Jessica Moretti. La vittima è stata identificata come una 24enne fidanzata con uno chef di un altro ristorante della coppia.

Quando è stato informato telefonicamente dalla compagna all'1:35, Jacques Moretti è accorso sul posto dal ristorante proprio insieme al fidanzato della cameriera. "Quando sono arrivato, ho visto già le luci blu lampeggianti e c'era molta gente fuori", ha detto agli inquirenti. Hanno tentato di entrare nel locale dall'ingresso principale, ma senza riuscirsi a causa del fumo. Quindi sono entrati da una porta di servizio che era chiusa dall'interno e e che nemmeno i pompieri conoscevano. Dietro la porta, i due uomini hanno trovato diverse persone a terra, tra cui la 24enne. "Abbiamo cercato di rianimarla per oltre un'ora, finché i paramedici non ci hanno detto che era troppo tardi" ha raccontato l’uomo.

"Qualunque cosa riveli l'indagine, questa giovane donna ha seguito le istruzioni dei suoi datori di lavoro. Ha fatto quanto le era stato chiesto dall'amministratore delegato” hanno sottolineato i familiari della cameriera 24enne, aggiungendo: “Non si è trattato di nulla di insolito. Questa giovane dipendente non ha alcuna responsabilità".

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