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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, l’ambasciatore Cornado a Fanpage: “La Svizzera nega indagini comuni, scelta incomprensibile”

Resta alta la tensione tra Italia e Svizzera dopo il diniego delle autorità federali a creare una squadra investigativa comune per Crans-Montana. A Fanpage.it l’ambasciatore Cornado commenta: “Un caso così difficile richiede indagini comuni”.
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Non accenna a calare la tensione tra Italia e Svizzera a causa della gestione delle autorità elvetiche del fascicolo Crans-Montana. Il 19 febbraio scorso si è tenuto a Berna l'incontro tra l'Ufficio federale di giustizia svizzero e la Procura di Roma. Il tema sul tavolo era quello della tragedia di Capodanno che ha portato alla morte di 41 persone, tra cui 6 giovanissimi italiani di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Il confronto doveva servire per avviare una collaborazione tra le autorità dei due Paesi al fine di facilitare le indagini della Procura del Cantone Vallese, titolare del fascicolo d'indagine principale. Ma rappresentava anche un tentativo per ristabilire il dialogo tra Italia e Svizzera dopo che il 24 gennaio il governo italiano aveva richiamato il proprio ambasciatore, Gian Lorenzo Cornado. L'atto più grave della diplomazia internazionale.

Questo diniego da parte delle autorità federali svizzere alla creazione di una squadra investigativa comune non facilita la distensione dei rapporti, come sottolineato in un post su X dall'ambasciatore Cornado. Raggiunto da Fanpage.it, il diplomatico spiega che "si tratta di una scelta incomprensibile dal momento che squadre investigative comuni vengono istituite regolarmente per casi complessi e difficili come è quello di Crans-Montana. Un caso così difficile richiede indagini comuni".

Il no a indagini congiunte per Crans-Montana è ritenuto "incomprensibile" dall'Italia anche alla luce di alcune dichiarazioni pubbliche rilasciate al Corriere del Ticino, in cui l'Ufficio federale di Giustizia svizzero aveva mostrato la propria iniziale disponibilità: "La costituzione di una SIC non è limitata al perseguimento penale nel settore della criminalità organizzata. Esiste, dunque una base giuridica che ne consente la costituzione".

Niente di fatto, però, al momento della effettiva creazione. "Auspico che si possano riunire le forze per avere giustizia – sottolinea Cornado – Lo dobbiamo alle nostre giovani vittime, i nostri ragazzi, e alle loro famiglie. Questo spiega l'insistenza del Governo italiano".

L'ambasciatore per il momento, quindi, non tornerà in Svizzera. Come spiegato da Palazzo Chigi, il suo ritiro "rappresenta la protesta alla magistratura svizzera" del nostro governo. Senza un'apertura sulla collaborazione tra inquirenti, e sulla creazione della squadra d'investigazione comune, difficilmente i rapporti diplomatici potranno distendersi in tempi brevi.

La Procura di Roma aveva inviato già il 30 gennaio la richiesta di creare la squadra di investigazione comune (SIC), un organo previsto dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria. Gli svizzeri però hanno negato di averla ricevuta, e il 19 febbraio è stata quindi ribadita a Berna. Come apprende Fanpage.it da fonti qualificate, il risultato però non è stato diverso: la Svizzera ha fatto dietrofront chiarendo che questo organismo è previsto solo per fattispecie in cui non rientrerebbe Crans-Montana.

Una spiegazione che non ha soddisfatto gli italiani e che non troverebbe riscontro all'articolo 20 del Secondo Protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale che recita solo che una squadra investigativa comune può essere istituita in due casi: quando le indagini di una Parte su reati richiedono indagini difficili e impegnative con collegamenti con altre Parti; e quando più Parti stanno conducendo indagini su reati per i quali le circostanze del caso richiedono un'azione coordinata e concertata tra le Parti coinvolte.

La tragedia durante la quale 41 persone hanno perso la vita all'interno del bar Le Constellation ha portato all'apertura di indagini specchio nei Paesi che hanno registrato il maggiore numero di vittime, e tra questi c'è anche l'Italia che sta proseguendo le sue investigazioni in maniera indipendente.

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