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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans Montana, la porta di sicurezza del Constellation chiusa 60 secondi prima del rogo: il dettaglio in un video

Un filmato di 31 secondi, in possesso degli inquirenti, mostrerebbe un dipendente armeggiare con un chiavistello e bloccare l’uscita. Neanche un minuto prima dell’esplosione nel locale di Crans-Montana dove a Capodanno sono morte 41 persone.
A cura di Biagio Chiariello
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Pochi secondi prima che le fiamme divampassero in quel di Crans-Montana, qualcuno avrebbe chiuso con il chiavistello una delle porte di sicurezza del discobar Constellation. Un gesto che, secondo quanto si vede nelle immagini delle telecamere interne, ha di fatto sbarrato una via di fuga decisiva nella notte di Capodanno in cui sono morte 41 persone, tra cui sei giovani italiani.

Il particolare emerge dal rapporto della polizia del Vallese, che ha analizzato e sincronizzato i filmati di sorveglianza del locale. Un video di soli 31 secondi, in mano agli investigatori, mostra che alle 1.26 un dipendente apre la porta per far entrare un uomo. Subito dopo, quest’ultimo armeggia con il chiavistello e blocca l’uscita. Pochi istanti più tardi vengono accese le candele pirotecniche sulle bottiglie di champagne: una di esse innesca l’incendio sul soffitto rivestito di materiale fonoassorbente altamente infiammabile.

Quel blocco dell’uscita di sicurezza è diventato uno dei nodi più controversi dell’inchiesta. La proprietaria del locale, Jessica Moretti, ha sempre sostenuto davanti ai magistrati che quella porta non veniva mai chiusa e serviva solo al personale. Stessa versione confermata dal marito Jacques. Ma il buttafuori di turno quella notte, Jankovic Predrag, ha riferito agli inquirenti di aver sentito Jessica parlare con i collaboratori e dire chiaramente che "le porte dovevano rimanere chiuse".

Mentre il pool di magistrati svizzeri guidato dalla procuratrice aggiunta Catherine Seppey continua a scavare, oggi a Sion è in programma l’audizione di una testimone chiave: Rozerin Ozkaytan, la giovane fotografa del Constellation sopravvissuta al rogo dopo settimane di coma. Dal 7 aprile, poi, toccherà agli ultimi indagati: i cinque amministratori comunali di Crans-Montana, tra cui il sindaco Nicolas Féraud. In tutto, nove persone risultano al momento indagate per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

Proprio in queste ore, intanto, i pm della Procura di Roma – accompagnati da funzionari della Squadra Mobile, dei Vigili del Fuoco e dagli ufficiali di collegamento dell’Ambasciata – sono a Sion per esaminare gli atti dell’indagine svizzera. È il primo passo concreto della “cooperazione rafforzata” decisa il 19 febbraio a Berna tra il procuratore capo Francesco Lo Voi e la procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud. I magistrati italiani ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio colposo.

Per ora non si parla ancora di squadra investigativa comune, come aveva auspicato la premier Giorgia Meloni a fine gennaio. Ma da questo scambio di atti e dal clima che si creerà dipenderà anche un aspetto delicato sul piano diplomatico: il possibile rientro a Berna dell’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma lo scorso 24 gennaio.

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