Cos’è successo nell’incidente in Andalusia tra due treni: le cause del deragliamento e le vittime in Spagna

Domenica 18 gennaio due treni della linea Av Madrid-Andalusia si sono scontrati e sono deragliati vicino Adamuz (Córdoba), in Andalusia. Si indaga sulle cause: “Escluso errore umano”. Il bilancio provvisorio è di 39 morti e oltre 150 feriti.
A cura di Eleonora Panseri
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Alle ore 19.39 di domenica 18 gennaio due treni della linea Alta velocità Madrid-Andalusia sono deragliati all'altezza di Adamuz (Córdoba).

Coinvolti nell'incidente un treno Iryo diretto da Malaga a Madrid, con a bordo 317 passeggeri, e uno di lunga percorrenza Alvia (Renfe), che con oltre 200 persone a bordo transitava in direzione opposta, da Madrid a Huelva.

Nella collisione, che ha causato 39 morti e oltre 150 feriti, bilancio destinato a salire, l'errore umano sarebbe "praticamente escluso", secondo quanto affermato dal presidente di Renfe, la società pubblica che gestisce la rete ferroviaria spagnola, Alvaro Fernández Heredia, alla radio pubblica spagnola.

"Deve essere correlato al materiale rotabile di Iryo o a un problema infrastrutturale", ha aggiunto. Gli investigatori avrebbero trovato sul luogo dell'incidente un giunto rotto sui binari, riportano alcune fonti.

Sull'accaduto è stata avviata un'indagine sull'incidente, ma non si prevede che ne determinerà le cause prima di almeno un mese. Sarà il CIAF (Comitato di Investigazione sugli Incidenti Ferroviari Spagnoli) a stabilire la dinamica della tragedia. Disposti tre giorni di lutto nel Paese.

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Cos'è successo in Andalusia, la dinamica del deragliamento di due treni

L'incidente è il più grave nel Paese da quando le ferrovie sono state liberalizzate nel 2020. I due treni si sono scontrati dopo le 19.30 nei pressi della stazione di Adamuz, nella provincia di Córdoba, in Andalusia.

Il treno dell'operatore privato Iryo (partecipato da Trenitalia), partito da Malaga alle 18.40 e diretto alla stazione madrilena di Atocha con 317 passeggeri a bordo, è deragliato con gli ultimi tre vagoni, invadendo la linea adiacente sulla quale stava transitando il convoglio Renfe diretto a Huelva.

I due convogli sono entrati in collisione. L'impatto è stato devastante e ha causato il deragliamento anche del Renfe. Nello scontro sono stati quasi completamente distrutti i primi due vagoni dell'Alvia di Renfe, sui quali viaggiavano 53 delle circa 200 persone a bordo di quel treno: le carrozze sono precipitate lungo un terrapieno di circa quattro metri.

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Il macchinista dell'Alvia sarebbe una delle vittime. "L'impatto è stato terribile", ha raccontato il ministro dei Trasporti Óscar Puente, sottolineando che le prime unità del convoglio Renfe sono state scagliate fuori dai binari. Le immagini diffuse dai passeggeri sui social hanno mostrato subito la gravità della situazione.

I soccorsi sono scattati immediatamente. Decine di residenti dei comuni vicini ad Adamuz si sono avvicinati ai punti di blocco portando coperte e acqua agli agenti e ai soccorritori. Il palazzetto dello sport municipale di Adamuz è stato trasformato in un ospedale da campo per l'assistenza ai feriti lievi.

Da lì sono partiti autobus che hanno trasferito i passeggeri illesi verso Malaga, Siviglia e Córdoba. I feriti più gravi sono stati portati negli ospedali della zona, in particolare all'ospedale Reina Sofía di Córdoba.

Le ipotesi sulle cause del disastro ferroviario in Andalusia: l'errore umano sarebbe escluso

Come già anticipato, sembrerebbe escluso l'errore umano e si propenderebbe più verso problemi legati al materiale rotabile di Iryo o alle infrastrutture. Gli investigatori che stanno verificando le cause dell'incidente ferroviario in Andalusia avrebbero trovato un giunto rotto sui binari, riporta Reuters, citando una fonte a conoscenza delle indagini.

Secondo quanto riporta El Mundo, il tratto di binario in cui si è verificato l'incidente ferroviario ad Adamuz avrebbe subito guasti al sistema di sicurezza dopo la ristrutturazione.

Il tratto tra Adamuz e Villanueva de Córdoba sulla linea ferroviaria ad alta velocità tra Madrid e l'Andalusia, sarebbe infatti un tratto problematico che ha subito diversi incidenti dalla ristrutturazione dello scorso maggio.

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Nell'ultimo anno il gestore dell'infrastruttura, Adif, ha segnalato almeno otto incidenti ad Adamuz sui suoi canali social, riporta El Pais, e anche i problemi di segnaletica sarebbero ricorrenti. Ora si attendono i risultati dell'inchiesta che dovrà fare chiarezza sull'accaduto.

La verità sull'incidente sarà portata alla luce e il governo la renderà pubblica, ha assicurato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, che con la presidente della Giunta regionale dell'Andalusia, Juanma Moreno, ha sottolineato l'unità e il coordinamento tra le amministrazioni.

"Oggi è un giorno di immenso dolore. Ogni tragedia richiede due cose: unità nel dolore e nella risposta. Lo Stato ha agito in in coordinamento e con lealtà", ha affermato. "Scopriremo la verità e, quando la conosceremo, informeremo l'opinione pubblica con assoluta trasparenza", ha aggiunto.

Le vittime dell'incidente ferroviario sulla linea Madrid-Andalusia

Il bilancio dell'incidente è ancora provvisorio, come ha spiegato il ministro dei Trasporti, Óscar Puente. "Il numero delle vittime ha raggiunto quota 39 e non è definitivo", ha scritto sui social, in un messaggio in cui ha annunciato il suo arrivo a Córdoba e il suo viaggio verso il luogo dell'incidente. I feriti sarebbero più di 150.

Molte persone restano alla disperata ricerca di notizie su loro parenti che temono possano essere rimasti coinvolti nell'incedente. "Ce ne sono molte che stanno cercando da ore nei vari ospedali", ha raccontato a El País un lavoratore della Croce Rossa rimasto attivo tutta la notte nella piccola località andalusa per aiutare nei soccorsi.

"Abbiamo assistito diverse persone ed è stata un'immagine terribile quando hanno iniziato a tirare fuori i cadaveri", ha aggiunto. Ai media il governatore Moreno, ha espresso "vicinanza" a "tutti coloro che stanno vivendo momenti molto duri perché intuiscono che loro parenti possono essere deceduti ma non ne hanno ancora conferma".

Il primo obiettivo, ha aggiunto, è "trovare e identificare le vittime il prima possibile", lavoro non facile perché "in alcuni casi le persone decedute sono difficilmente riconoscibili". La Guardia Civil ha aperto uffici per la raccolta di campioni di Dna proprio con questo obiettivo.

Soccorritori al lavoro dopo l’incidente.
Soccorritori al lavoro dopo l’incidente.

In un comunicato si legge che sono state istituite squadre specializzate a Madrid, Malaga, Córdoba, Huelva e Siviglia: "Al fine di accelerare e centralizzare l'identificazione delle vittime dell'incidente, i familiari più stretti delle persone coinvolte devono recarsi negli uffici per fornire informazioni identificative e prelevare campioni di dna"

Le testimonianze dei superstiti: "Ha iniziato a tremare tutto, siamo fortunati"

"Siamo sul treno Iryo da Córdoba a Madrid, e a 10 minuti dalla partenza ha iniziato a tremare tutto moltissimo, ed è deragliato a partire dalla carrozza 6. La luce è andata via. Noi siamo sul vagone 5. Per fortuna pare che tutti stiano bene qui".

Questo il racconto pubblicato su X da un'utente, Carmen (@eleanorinthesky), che ha poi raccontato di essere riuscita a tornare a casa, a Madrid, su uno degli autobus che hanno portato via i passeggeri dal luogo dell'incidente.

Il suo primo post risale alle 19.54 di ieri. Poi con altri messaggi scritti e alcuni video ha continuato a raccontare quello che vedeva: i primi soccorsi sul posto, l'aiuto fornito da abitanti del luogo, l'assistenza "esemplare" del personale di Iryo ai superstiti.

"Buongiorno. Abbiamo dormito tre ore, ma siamo a casa. Siamo tremendamente fortunati", ha poi scritto stamane, aggiungendo di essere rimasta "senza parole" nel vedere "le immagini dei droni" sull'incidente. "Non avevamo ancora visto la parte peggiore", è il suo commento.

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