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Cos’è l’ICE negli USA e perché i cittadini protestano contro la polizia anti-immigrazione dopo Minneapolis

Cosa l’ICE e di cosa si occupa l’agenzia federale già al centro di numerose controversie, tornata alla ribalta delle cronache dopo l’uccisione da parte di un agente della 37enne Renee Nicole Good a Minneapolis.
A cura di Ida Artiaco
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La sigla ICE sta per Immigration and Customs Enforcement: si tratta dell'agenzia federale già al centro di numerose controversie, sia per l'impiego massiccio che ne sta facendo il presidente Donald Trump nell'ambito di un più generale inasprimento delle politiche migratorie, sia per via dei metodi che utilizza, giudicati in alcuni casi disumani. Il suo compito è quello di far rispettare le leggi sull'immigrazione illegale e combattere i reati transnazionale. È la seconda agenzia investigativa per dimensioni dopo l’Fbi. Ha un budget annuo di quasi otto miliardi di dollari e conta oltre 20mila dipendenti.

Dell'ICE si è tornati a parlare nei giorni scorsi dopo la morte della 37enne Renee Nicole Good, mamma di tre figli, uccisa proprio da un agente dell'immigrazione, Jonathan Ross, con tre colpi di pistola al volto a Minneapolis, in Minnesota. L'episodio ha suscitato una ondata di proteste non solo a Minneapolis, ma anche nel resto del paese, con scontri tra agenti federali e cittadini o cittadine e con lo slogan "Ice, Out for Good".

Cos'è l'ICE negli USA e quali sono i metodi della polizia anti-immigrazione

Come abbiamo visto, l'ICE è una agenzia federale statunitense il cui compito è quello di far applicare le leggi sull'immigrazione illegale e non solo, anche il rispetto dei reati transnazionali. Creata dal presidente Bush nel 2003 all'indomani dell'attentato alle Torri gemelle a New York, dipende dal dipartimento della Sicurezza interna, guidato da Kristi Noem, ed è divisa in due rami.

Il primo è Ero (Enforcement and Removal Operations, in italiano: "Operazioni di applicazione e rimozione"), ed è il braccio operativo, con agenti armati che si occupano di trovare, arrestare e poi deportare gli immigrati irregolari presenti negli Usa; gestisce anche i centri di detenzione in cui vengono recluse le persone dopo gli arresti, in attesa dell'espulsione. Il secondo ramo è chiamato Hsi (Homeland Security Investigations, cioè "Indagini di sicurezza nazionale") ed è quello investigativo, che si occupa di traffico di droga e armi, tratta di esseri umani, criminalità informatica, frodi finanziarie, terrorismo e reati doganali. Negli ultimi tempi – e in particolare durante i mandati presidenziali di Trump – ha iniziato a concentrarsi sull'immigrazione irregolare, diventando lo strumento il governo espelle in massa le persone migranti e richiedenti asilo. L'ICE ha registrato 32.809 arresti nei primi 50 giorni del nuovo mandato, a fronte dei 33.242 arresti dell'intero anno fiscale 2024 dell'amministrazione Biden. Il 4 giugno 2025 è stato raggiunto il record di oltre 2.200 arresti in una sola giornata, il dato più alto della storia americana.

Perché gli agenti ICE possono sorvegliare anche i social

Gli agenti dell'ICE controllano web e piattaforme social, ma sono anche in grado di tracciare gli spostamenti di qualsiasi dispositivo connesso a internet, visualizzando anche uno storico degli spostamenti. Il tutto senza che sia necessario un mandato o un ordine del giudice. I loro interventi sul territorio sono diventati molto più frequenti e le regole sono cambiate: ad esempio, non ci sono più le limitazioni che in precedenza impedivano di fare arresti in luoghi sensibili come scuole o ospedali, e anche l'iter per gli arresti è stato di molto semplificato e l'uso della forza è diventato all'ordine del giorno.

Le proteste contro la polizia anti-immigrazione dopo il caso Minneapolis

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Negli ultimi giorni sono esplose le proteste contro l'ICE in particolare a Minneapolis dopo la morte di  Renee Nicole Good, la 37enne colpita a morte durante un’operazione federale in un quartiere residenziale della cittadina del Minnesota. Un video girato dal cellulare dell’agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) Jonathan Ross offre una prospettiva ravvicinata e finora inedita sui momenti che hanno preceduto l'accaduto: si vede l’auto che avanza, poi tre colpi di pistola e lo schianto finale.

Dopo la sparatoria in cui è rimasta coinvolta la 37enne, il dipartimento di Giustizia ha deciso di non avviare un'indagine per stabilire se l'uso della violenza da parte dell'agente Jonathan Ross fosse giustificato. Invece ha avviato un'inchiesta per esaminare i legami tra Good e sua moglie, Becca, con diversi gruppi che nelle ultime settimane hanno protestato contro l'Immigration and Customs Enforcement.

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