Per il governo tedesco il meccanismo europeo di stabilità (Mes), il fondo di salvataggio della zona euro, dispone di "strumenti" adeguati anche per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia di coronavirus. A ribadirlo il portavoce dell'esecutivo, Steffen Seibert, che a chi gli chiedeva se Berlino stia considerando la fattibilità di altri meccanismi come il ricorso ai cosiddetti “coronabond”, ha parlato di  “strumenti con cui possiamo lavorare". A richiedere i cosiddetti coronabond nove Paesi dell'Unione europea: oltre all'Italia, Spagna, Francia, Belgio, Portogallo, Irlanda, Grecia, Slovenia e Lussemburgo. Il portavoce del governo tedesco ha anche sottolineato che la solidarietà di Berlino si manifesta "in altri modi" facendo riferimento al trasferimento di pazienti positivi al Covid-19 dall'Italia e dalla Francia a strutture sanitarie tedesche. Seibert ha quindi ribadito che le conclusioni del Consiglio europeo, tenute in video tra i leader dell'UE la scorsa settimana, hanno affidato ai ministri delle finanze il compito di decidere come attivare gli strumenti del Mes. "Il lavoro dei ministri sta andando molto bene", ha detto commentando le possibilità che il dibattito sui coronabond continuerà nelle prossime settimane o mesi.

Già nei giorni scorsi il portavoce del governo aveva spiegato che nulla era cambiato nella posizione di Berlino riguardo alla contrarietà tedesca agli eurobond. "Fortunatamente, oggi siamo posizionati meglio rispetto alle crisi precedenti a causa del potente Mes", aveva sottolineato Seibert aggiungendo che “se dovesse essere necessario, siamo convinti che il Mes abbia negli strumenti già esistenti i mezzi per agire".