"Gli italiani hanno un eccellente servizio sanitario. Eppure i loro medici e infermieri sono stati totalmente travolti dall'emergenza". Sono queste alcune delle parole pronunciate dal premier britannico Boris Johnson nella tarda serata di sabato sera, il giorno prima del ‘Mother's Day'. Johnson ha esortato i cittadini a non uscire di casa per andare a trovare i propri genitori, al fine di evitare eventuali contagi da coronavirus. Secondo quanto riportato dal primo ministro, la situazione nel Regno Unito non sarebbe ancora arrivata al livelli dell'Italia: "Siamo indietro di due/tre settimane", ha spiegato. "I dati sono gravi e stanno accelerando. In Italia il numero di morti si conta in migliaia e aumenta. A meno che non agiamo tutti insieme, con uno sforzo nazionale eroico e collettivo per arginare la diffusione, è probabile che anche il nostro servizio sanitario venga travolto". E le conseguenze della diffusione della pandemia, potrebbero essere devastanti.

Coronavirus, oltre 5mila i contagi nel Regno Unito

Sono oltre 5mila le persone affette da coronavirus nel Regno Unito. 233 sono i deceduti, mentre i guariti 65. Numeri che però sono in aumento, e che potrebbero presto andare a sovraccaricare gli ospedali. Per far fronte all'emergenza, il Governo ha raggiunto un accordo con la sanità privata, per cui circa 20mila persone – tra staff medico e sanitario qualificato – confluiranno nella sanità pubblica britannica. Sono invece 4500 i medici e gli infermieri in pensione che si sono offerti per tornare in servizio e aiutare in questa difficile emergenza.

Le misure in Gran Bretagna per contenere il coronavirus

Il premier Boris Johnson ha disposto la chiusura immediata nel Regno Unito di tutti i pub, ristoranti, club, discoteche, palestre, centri di scommesse, centri di massaggi, cinema, teatri, piscine e casinò. Come in Italia, restano aperti supermercati, farmacie e negozi. I trasporti sono stati ridotti, ma continuano a circolare.